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Strage, la recensione

Strage di Loriano Macchiavelli è un romanzo straordinario che racconta l’orrore della bomba che devasto la stazione di Bologna e l’Italia intera il 2 agosto 1980

loriano-macchiavelli-strageTitolo: Strage
Autore: Loriano Macchiavelli
Editore: Editore
PP: 586
Prezzo: 21,00 euro

Se Valentino Rossi vi suggerisse di provare una moto, avreste l’ardire di rifiutare? E se Giuliano Pasini vi suggerisse un libro?

Ecco, per me è andata proprio così. Ho seguito il consiglio di Giuliano e mi sono imbattuto in uno dei più bei romanzi che io abbia mai letto.

Romanzo, poi… attenzione, perchè qui il confine tra realtà e fantasia è quanto mai labile. Confesso di non essere mai stato un grande appassionato di Loriano Macchiavelli, ma questo libro è davvero straordinario.

Di cosa parla? Beh, di fatto della bomba che il 2 agosto del 1980 alla stazione di Bologna ha ammazzato 85 poveri cristi. Ma non lo fa con i luoghi comuni che ormai ci hanno assuefatti e stomacati, con i discorsi da osteria, per non dire quasi da stadio.

No, lo fa con una storia che nella sua incredibile linearità è assolutamente ingarbugliata. Ci parla di politica, di mafia, di servizi segreti, di terroristi, di massoneria.

Un lavoro certosino di analisi romanzata, con nomi finti, chiaro. Ma che non è poi così difficile avvicinare a personaggi molto discussi della nostra storia recente.

E proprio per questo, all’uscita del libro, Macchiavelli (che lo aveva scritto con uno pseudonimo, nel romanzo il nome del protagonista) lo ha visto ritirare dal commercio: qualcuno ha storto il naso, fino a quando un tribunale ha sentenziato che il romanzo poteva raccontare quella storia. Ed eccoci qui.

Si parte da Bologna, ma ci si trascina in Sicilia 10 anni prima. Si conosce un ex agente segreto assolutamente lontano dallo stereotipo di James Bond, si cammina insieme ad una ragazza disillusa dall’utopia, si impara a capire che non ci si può fidar di nessuno.

È un viaggio nella follia. Con il particolare terribile che quella follia è reale. Come lo sono i depistaggi, i collegamenti, gli incroci di poteri. E come lo sono, purtroppo, gli 85 morti.

Non si sofferma sulla strage in sè stessa, quanto sullo scenario, e lo fa con grande bravura, Macchiavelli. Il romanzo ha ritmo, non rallenta mai. Le pagine si divorano. In molti passaggi è difficile capire chi sia il buono, chi sia il cattivo.

Ci si schiera da una parte e dall’altra continuamente, si imparano codici mafiosi e regolamenti massonici. Si identificano i centri del potere politico e di quello economico.

Tantissime cose rimangono dopo questa affascinante lettura, una vero caso di romanzo-reportage. Scritto bene, davvero. Che, però, è frutto di fantasia. Quindi non aspettatevi grandi rivelazioni o soluzioni. Semplicemente lasciatevi guidare dalla bellezza della narrazione.

Solo della narrazione, però. Perchè in questo romanzo è l’unica cosa bella. Tutto il resto è una vera porcheria.

5 barbabietole su 5

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