27 ossa, la recensione

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27 ossa di Diana Lama è un thriller claustrofobico ambientato in una Napoli in cui non si può essere sicuri di niente e di nessuno.

27-ossa-la-recensioneTitolo: 27 ossa
Autore: Diana Lama
Editore: Newton & Compton
PP: 337
Prezzo: cartaceo 9,99 euro | ebook 4,99 euro

Benvenuti a palazzo Badenmajer, dai giardini ben curati, al limitare del bosco di Capodimonte. Siamo a Napoli.

Gli appartamenti sono ben tenuti e la portineria funziona giorno e notte. Badenmajer offre un ampio atrio, un bar con ristorante, una biblioteca, la palestra e una comoda lavanderia. Vi piace? Potrebbe, in effetti.

Quindi non abbiate timore se questo luogo vi sembra inquietante, a tratti spettrale, dove le ombre si addensano al calar del sole. La costruzione è decisamente particolare, i corridoi sono lunghi e intersecati. L’illuminazione a neon è scarsa. Le pareti sono giallognole e la moquette ha un colore diverso a seconda del piano. Bello vero? Ah, dimenticavo, esiste un sotterraneo, come in tutti i palazzi…..

Andrea Drago, poliziotta con la pistola di riconsegnare. Gli ex colleghi la deridono. Il suo “Capitano” la evita. Una lunga cicatrice le attraversa da parte a parte l’addome e l’anima. Gli incubi notturni la angosciano. Abita nel palazzo e alle spalle ha un’indagine che stava seguendo, quella delle “Orchidee nere”, conclusa e archiviata troppo in fretta.

E questo è solo un piccolo assaggio.

Perché 27 ossa è un thriller claustrofobico? Perché spariscono donne, perché qualcuno osserva nel buio e ha un piano ben definito. Perché gli inquilini e gli ausiliari del palazzo incarnano paranoie assurde e schizofrenie grottesche. Perché le presenze nei corridoi semibui sono concrete e si fatica ad uscire dal proprio appartamento.

Non si può essere sicuri di nulla e di nessuno. E se il vostro vicino di casa vi guardasse in modo languido e ambiguo? Come vi comportereste? Fate attenzione, le vostre paure nascoste potrebbero uscire allo scoperto..

Vi chiederete cosa sta accadendo, aiutando l’inquieta Andrea e faticherete insieme a lei per trovare una risposta. Tutto vi sembrerà fuori luogo e inspiegabile. Rimarrete basiti e senza parole. Perderete l’orientamento e tutti i punti fermi.

L’autrice delinea, a piccole dosi, il profilo di questo “mostro” abilissimo e perverso, oscuro e terrificante, in un misto di sconforto e eccitazione per un caso complicato da risolvere. Il pericolo è in agguato, la follia è intrecciata nella quotidianità.

I sotterranei rivelano il passato, ancora orribilmente presente. Manca l’aria e si rischia di rimanere intrappolati in qualche cunicolo buio. L’odore è quello dell’umidità stantia e di polvere accumulata. Il terrore è insito nei soggetti psicologicamente più fragili, la paura esplode nell’incertezza dei propri ricordi.

27 ossa. Inaspettato e crudele, un dramma che si snoda nell’arco di una settimana, tra la fine di ottobre e i primi di novembre. 27 ossa. Un thriller psicologico dove si può sopravvivere, non senza conseguenze. Mi ha ricordato, per alcuni particolari, la storia di Hannibal Lechter.

Non scendete nei sotteranei. Palazzo Badenmajer è un ex manicomio femminile. “Mi dispiace, a volte dimentico di fare rumore quando cammino”.

Buona lettura.

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