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5 è il numero perfetto, dal fumetto al film

5 è il numero perfetto, Igort passa dal fumetto al cinema con un cast d’eccezione per uno dei film più attesi dell’anno, unico italiano in lizza nelle Giornate degli Autori a Venezia76.

Chissà se Igort nei suoi oltre trent’anni di carriera aveva mai anche solo lontanamente pensato che un giorno avrebbe diretto un film tratto da una delle sue storie a fumetti, forse quella per lui più importante, con una gestazione decennale e mille dubbi e ripensamenti, artistici e non, alle spalle.

Non solo, se abbia mai fantasticato di finire in concorso nelle Giornate degli Autori a Venezia, unico italiano in lizza.

Perché è questo che è successo, ora è ufficiale anche la selezione, al suo 5 è il numero perfetto.

Una storia che dalla pagina bicromatica a lui tanto cara trasudava già cinema e passione. Era un miscuglio audace di noir e azione, con una spruzzata di sceneggiata, in una Napoli anni ’70 immaginaria e splendida nella sua brutalità.

C’era dentro Simenon, ma anche Kitano, Herriman, ma anche Leone. E, a giudicare dal trailer in circolazione già dalle scorse settimane, vedremo anche un po’ di John Woo e di Michael Bay, come di Johnnie To e di Brian De Palma.

Ma probabilmente il trailer si rivelerà un pelo fuorviante e un po’ troppo improntato sull’azione, quando invece il tono del film sarà più da noir classico o al limite da rivisitazione postmoderna come quella operata da Frank Miller nella sua Sin City.

Vendetta e amicizia, due sentimenti universali, muovono i personaggi, i loro destini e le fila della vicenda.

Igort nelle note al fumetto diceva che già tredici anni fa si pensava a una versione cinematografica e non poteva essere altrimenti a ben guardare, perché la sua narrazione era già cinematografica pur rimanendo attaccata alle possibilità del proprio media. Parlava già di Toni Servillo, che è rimasto evidentemente saldamente ancorato al progetto, tanto che sarà proprio lui a prestare corpo e voce al protagonista Peppino Lo Cicero e, da quello che si intravede dal trailer, siamo pronti a scommettere che sarà un’altra imperdibile caratterizzazione dell’attore feticcio di Martone e Sorrentino.

Il resto del cast vede la partecipazione di Valeria Golino e Iaia Forte, ma soprattutto di Carlo Buccirosso (uno che personalmente metterei in un modo o nell’altro in tutti i film del mondo) nei panni di Totò o’ Macellaio, una scelta di casting che è già tutta un programma e che, ne siamo certi, ci stupirà.

Le prime reazioni denotano una certa attesa e c’è da capirlo, potrebbe essere una vera sorpresa, potrebbe essere un altro tassello verso una ricostruzione industriale del cinema di genere italiano, dopo gli exploit degli ultimi anni dei vari Mainetti, Sibilia e Rovere, solo per citare i più noti ma la schiera si sta infoltendo vivaddio, che sono andati a unirsi ai Manetti, per anni quasi unici alfieri di un certo tipo di cinema abbandonato dalle nostre case di produzione.

Ma anche perché se dovesse rivelarsi un successo su tutta la linea, tanto artisticamente quanto al botteghino, potrebbe dare il la a una serie di adattamenti di qualità che vadano finalmente ad attingere dallo sterminato panorama del nostro fumetto, popolare e non.

Chissà che effetto mi farà si chiedeva, il creatore, disegnatore e ora regista, vedere un’idea avuta per tanti anni nella testa e nel cuore muoversi e parlare come una persona in carne ed ossa. Non ci resta che aspettare il 29 agosto per saperlo.

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