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Hulk e le 50 sfumature di verde

Hulk e le 50 sfumature di verde

“Hulk e le 50 sfumature di verde” è un pratica guida alle varie personalità dell’Incredibile Hulk e della Hulk family, per cercare di capire quanti Hulk ci sono veramente in giro e di che colore sono

Hulk spacca, questo lo sanno tutti. Cos’altro si sa del gigante verde? Che è verde, naturalmente, che non è proprio un intelligentone e che di solito indossa pantaloni viola. Del resto stiamo parlando di uno dei personaggi cardine dell’universo Marvel, uno dei più longevi  e uno dei più conosciuti anche a chi non legge fumetti grazie alla serie tv interpretata da Lou Ferrigno e agli ultimi film prodotti dalla Marvel (vogliamo parlare della caratterizzazione del gigante verde in Avengers? Spettacolo puro).

In realtà però il nostro pelleverde non è sempre stato verde anzi, nella prima storia di Stan Lee & JacK Kirby (parliamo del lontano ’62) era grigio. I motivi della sua metamorfosi da grigio a verde sono molto più prosaici di quanto si creda: all’epoca stampare un personaggio in grigio aveva risultati scadenti e così si decise di puntare sul verde.

Nel corso della sua lunghissima vita editoriale l’alter ego di Bruce Banner dunque non è stato soltanto verde, ma anche quel verde è cambiato molto a seconda degli autori che hanno preso in mano il personaggio. Naturalmente non sto parlando di semplici variazioni cromatiche, ma delle caratteristiche e della personalità del nostro Golia di Giada.

Per non parlare poi della Hulk Family che continua ad allargarsi sempre di più. Il nostro bestione verde infatti, contrariamente a quanto potrebbe sembrare, nel corso degli anni si è dimostrato un personaggio incredibilmente versatile e complesso, soprattutto durante la splendida run di Peter David, che ha scritto le storie del gigante di giada dall’87 al ’98, dando vita ad uno dei cicli di storie più belli di sempre (ma ve ne parlerò in un altro momento).

In realtà le varie incarnazioni del bestione verde rappresentano diversi aspetti di Bruce Banner, il suo alter ego umano, che a questo punto è a tutti gli effetti lo schizoide più schizoide di sempre (peggio di lui penso ci siano soltanto le personalità multiple di Alienone).

Vediamo dunque di fare un po’ il punto su tutte le sfumature di verde che hanno accompagnato il nostro bestione verde negli ultimi cinquant’anni:

  • Hulk Grigio: come abbiamo detto il nostro bestione nasce grigio ma dopo appena un numero questa colorazione viene abbandonata. Verrà ripresa poi da Al Milgrom ma soprattutto da Peter David, che creerà Joe Fixit, l’alter ego grigio del Golia di Giada (disegnato divinamente da Todd McFarlane). Rispetto al bestione tradizionale tradizionale Joe Fixit è meno forte ma più astuto e subdolo. Una specie di criminale da quattro soldi (e infatti finisce a fare la guardia del corpo di un mafioso a Las Vegas). Hulk Grigio diventa tale soltanto di notte, di giorno è Bruce Banner.
  • Hulk Verde: un classico, mi verrebbe da dire. È forte, tanto forte, diciamo che è il più forte che c’è, ma è anche abbastanza stupido. La sua massima aspirazione è essere lasciato in pace ma tutti sono lì a rompergli le palle. E allora lui si incazza e spacca. E di brutto anche.
  • Green Scar: tradotta in Italia con Sfregio Verde, questa personalità unisce la forza e la rabbia dell’Hulk verde all’intelligenza dell’Hulk Grigio. Una vera bestia insomma nata per combattere e con un’enorme abilità militare.
  • World Breaker: si tratta di un’evoluzione dello Sfregio Verde. Qui siamo di fronte al top di gamma: più forte e incazzato di così non si può, quindi se doveste incontrarlo per strada evitate di farlo innervosire. Questa personalità e la precedente sono state ideate da Greg Pak durante le saghe Planet Hulk e World War Hulk.
  • War Hulk: questa versione del nostro simpatico gigantone verde è di Peter David e rappresenta un Hulk potenziato e militarizzato (contro la sua volontà) da Apocalisse.
  • Merged Hulk: riuscite ad immaginate un professore di fisica nucleare altro circa 3 metri, verde, e con due bicipiti grandi come una casa? Bene, ecco a voi l’ennesima versione dell’alter ego di Bruce Banner: nato ancora una volta dal genio di Peter David, Merged Hulk rappresenta il perfetto incrocio tra le personalità di Bruce Banner, dell’Hulk Grigio e del classico Hulk verde (un ciclo di storie indimenticabili!).
  • Master: Peter David immagina un futuro distopico in cui il gigante di giada è il capo del mondo. Sì, avete capito bene, in una sorta di mondo a metà tra Mad Max e Ken il Guerriero Hulk è un vecchio cattivo e pervertito dittatore. Ha i capelli lunghi e bianchi, è stempiato e ha pure una lunga barba bianca da vecchio vizioso. Una figata.
  • Mindless Hulk: un bestione verde enorme privo di intelligenza che si diverte a spaccare tutto, c’è poco altro da aggiungere.
  • Hulk separato fisicamente da Bruce Banner: qui è un casino, perché se in tutte le precedenti reincarnazioni Bruce Banner e Hulk erano comunque la stessa persona, convivevano cioè all’interno dello stesso cervello, questa nuova versione del Golia verde rappresenta una variazione molto interessante: per la prima volta infatti abbiamo a che fare con due persone distinte in tutto. Una prima separazione è opera di Doc Samson e crea un pelleverde ancora più cretino del Mindless Hulk, mentre una seconda separazione è stata operata dal Dottor Destino generando un gigante di giada intelligente e consapevole di sé.
  • Giant Hulk: compare in un futuro alternativo ed è un bestione gigante reso pazzo e sadico dalle radiazioni. La cosa interessante è che ha un sacco di figli e nipoti avuti da She-Hulk (che tecnicamente sarebbe sua cugina ma va bene lo stesso…). Curiosamente questo verdone enorme riesce a mantenere molti dei suoi poteri anche quando si trasforma in Bruce Banner.
  • Devil Hulk: ideato da Paul Jenkins appare soltanto in un episodio e rappresenta il dark side di Bruce Banner, il piccolo diavolo che alberga dentro ognuno di noi. Trascurabile.
  • Worthy Hulk: questa volta il Golia verde ha tutte le capacità del personaggio classico ma, essendo posseduto da un demone asgardiano, non riesce a controllarsi. Quindi dato che stiamo parlando di un bestione fortissimo di diversi quintali potete immaginare che si tratti di un bel problema… Rispetto a quello classico il Worthy Hulk è rapato a zero e ha una mega armatura spaziale con tanto di segni asgardiani sul petto e sul capo.
  • Ultimate Hulk: è più o meno uguale al personaggio classico ma è all’interno dell’universo Ultimate.
  • Onslaught Hulk: ennesima reincarnazione brutale e selvaggia grazie ad un intervento telecinetico di Jean Grey che “spegne” momentaneamente la personalità di Bruce Banner dentro a Hulk.
  • Guilt Hulk: una specie di Devil Hulk ancora più brutto e bestiale. Una sorta di incrocio tra un Alien e Hulk, una roba davvero schifosa solo a guardarsi.
  • Lou Ferrigno: è il bestione più mona di sempre, ma gli siamo affezionati e gli vogliamo bene perché lo guardavamo da ragazzi e ci sembrava davvero grosso e cattivo.
Già che ci siamo diamo un’occhiata anche alla Hulk-Family:
  • She Hulk: è la cugina di Bruce Banner. Ha un incidente, sta per morire e le fanno una bella trasfusione con il sangue radioattivo del cugino. Risultato? Diventa una figa assurda di più di 2 metri con una forza sovrumana. Strepitosa la run scritta e disegnata da John Byrne.
  • Doc Samson: psicologo dai lunghi capelli verdi e dagli enormi bicipiti. È molto forte ma non abbastanza e infatti dal nostro affezionatissimo gigante verde le prende sempre.
  • Skaar: è il figlio che il nostro pelleverde avuto da Caiera, un’aliena cazzutissima (e pure gnocca). Immaginate un incrocio tra il Conan il Barbaro di Buscema e l’Hulk di Dale Keown ed ecco che vi trovate di fronte a Skaar.
  • Hiro Kala: altro figlio che il Golia di Giada ha avuto con Caiera. Solo che questo è stronzo e cattivo. Una specie di Caino per intendersi (solo che qui è lui a finire male).
  • Lyra: altra ragazzotta pelleverde piena di fascino e di muscoli, solo che questa viene da un futuro alternativo ed è figlia del nostro pelleverde e di Thundra (e non sto qui a spiegarvi come ha fatto Hulk a fare una figlia con una supereroina forzuta in un futuro alternativo se no non finiamo più).
  • Rhulk: conosciuto anche come Hulk Rosso, in realtà è il Generale Thunderbolt Ross. Un gruppo di cattivoni lo trasforma in questa versione rossa della sua eterna nemesi: è molto forte, cattivo e perfido. Molto divertente.
  • Red She Hulk: poteva Betty, moglie di Bruce Banner figlia del Generale Ross, non essere anche lei hulkizzata? Assolutamente no, e infatti eccola qui alta un paio di metri e passa, con la pelle rossa e con una forza disumana. Per di più è cattiva e incazzata. Roba da innamorarsi subito.
  • Bomba-A: Rick Jones, compagno di vecchia data del gigante verde viene Hulkizzato. È un mostrone grande e grosso che non mi ha mai appassionato più di tanto.
  • Supereroi Hulkizzati: all’interno di una memorabile storia scritta da Greg Pak assistiamo all’hulkizzazione di supereroi come Thor, Capitan America, Wolverine, Spiderman e tanti altri. Un branco di mega culturisti deficienti che va in giro a spaccare tutto. Fighissimo.

A occhio e croce mi sembra che ci sia tutto, vi risparmio le varie personalità di Bruce Banner, per non parlare delle sue mogli e fidanzate varie (sia sue che del suo alter ego verde), se no poi finiamo che neanche Beautiful.

Se proprio volete approfondire e se avete un po’ di tempo libero c’è sempre Wikipedia (la versione inglese e quella italiana della voce dedicata al nostro sono abbastanza diverse e complementari).

Io vi consiglio di recuperare la run di Peter David (Panini Comics, ti prego, a quando una bella serie di Omnibus?), di piazzarvi comodi e di leggervi in santa pace uno dei più bei cicli a fumetti di sempre. Perché, non dimenticatelo, Hulk spacca!

Scrivo cose, vedo gente, leggo libri e fumetti. Presidente Sugarpulp dal 2011. A 40 anni suonati sono in imbarazzo ogni volta che mi chiedono “Ma tu che lavoro fai?”. Up the irons!

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