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Adrian Smith – A World of Hate, una mostra pazzesca

Adriam Smith - A World of Hate

A World of Hate è il titolo della splendida mostra che Lucca Comics & Games 2019 ha dedicato ad Adrian Smith. Gian Andrea Cappuzzo ha avuto la fortuna di visitarla insieme all’autore.

Senza dubbio uno dei ricordi più belli portati a casa da questa edizione del Lucca Comics and Games è stato poter visitare la mostra dedicata ad Adrian Smith nelle sale del Palazzo Arnolfini in compagnia dello stesso autore.

Smith non ha lesinato aneddoti gustosissimi sulla sua carriera, sul suo modo di lavorare e sui suoi progetti attuali e futuri.

Adrian Smith, un gigante dell’illustrazione

Stiamo parlando, per chi non lo conoscesse, di uno dei più noti ed importanti illustratori “fantasy” contemporanei, dove per “fantasy” bisognerebbe prendere la definizione data da lui stesso durante l’intervista girata per Lucca Comics & Games 2019:

…il fantasy è una cosa molto personale, per ogni artista può essere una cosa molto diversa. Ci sono infiniti mondi fantastici ed è difficile definirli, il fantasy non ha limiti e la ragione per cui lo amo è che non ha limiti, non ci sono barriere. Per me fantasy è quello che immagino la mattina, e poi lo disegno.

A World of Hate, la mostra

L’esposizione apriva con una rassegna dei primi lavori eseguiti per la Games Workshop, bellissime tavole raffiguranti Capi Guerra degli Orki di Warhammer, Space Marines di 40K e scenari a carboncino.

Incluso un sacerdote di Nurgle che Adrian ha presentato come suo primo lavoro retribuito. All’epoca era adolescente.

Da qui siamo passati con un bel salto temporale ai suoi ultimissimi lavori, eseguiti ad olio per quello che dovrebbe essere il prossimo gioco da tavolo della CMON ambientato nel pantheon della mitologia di Camelot.

Adrian non ha mancato di raccontare come sia felice attualmente della collaborazione con la nota casa editrice di boardgames, soprattutto perché ha “carta bianca” nel realizzare i propri lavori e dar libero sfogo alla propria creatività.

Dalla collaborazione con CMON negli ultimi anni sono usciti dei veri e propri gioiellini, e in mostra è stato bello vedere come alle tavole appese a parete si alternavano voluminose teche contenenti i giochi da tavolo ispirati dai concept di Adrian.

Presenti anche le meravigliose miniature ricavate dalle sue visioni, come per Cthulhu – Death may Die la cui localizzazione era in presentazione proprio a Lucca al padiglione Carducci.

Nota di colore il racconto di Adrian sulla sua interpretazione di Lowecraft e le descrizioni di mostri ed Antichi:

Lowecraft è stato uno dei lavori più difficili che ho affrontato, le sue descrizioni dei mostri e delle divinità antiche a volte scendono nei minimi dettagli, in altri casi si limitano a dire mostruoso in maniera indescrivibile , il che richiede un bello sforzo di creatività !

Hate , Blood Rage e The Others – Seven Sins

In mostra anche bellissime tavole del mondo di Hate , Blood Rage e The Others – Seven Sins alcune frutto di una commistione di tecniche “analogiche” (carboncini, olii) e computer grafica.

A tal proposito, alla domanda su quale fosse la sua tecnica preferita Adrian ha risposto ancora una volta in maniera non scontata e in un certo senso romantica:

Non ho una tecnica preferita, è il progetto che mi guida; per alcuni progetti sento il bisogno di usare l’olio, per altri parto da uno schizzo a carboncino e proseguo in digitale. Se proprio dovessi scegliere io direi carboncino, ma giusto perché è la più economica!

In una intera stanza a parte era poi esposto quello che io ho considerato il sancta sanctorum della mostra: una trentina di tavole disegnate per Rising Sun , altro fortunatissimo gioco CMON che è già diventato un cult grazie anche alle meccaniche con cui Eric Lang ha dato vita alle visioni di Adrian Smith.

Una mostra immersiva

In questo caso, per adattarsi all’ambientazione, Adrian ha “pulito” ulteriormente il suo stile operando su fondali ad acquerello tipici della pittura classica giapponese e tratteggiando figure ora demoniache (gli Oni) ora di guerrieri di clan fantastici con un realismo a dir poco eccezionale.

Se si aveva tempo e pazienza era anche possibile indossare un visore 3D ed accomodarsi su una sedia girevole per immergersi nell’intervista ad Adrian girata in Scozia con tecnica a 360° per potersi davvero immergere nel suo lavoro.

Che dire, una mostra davvero riuscita e spettacolare per una personalità unica nel suo genere e di una disponibilità squisita: lunga vita al Maestro Adrian Smith e che possa regalarci ancora innumerevoli mondi fantastici!

Bonus Track

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