Afro Samurai

Il plot della storia ce lo riassume con la sua voce profonda Afro Samurai, il personaggio principale, in questa unica frase.

“Niente di personale… è solo vendetta” .

La storia è semplice. Due fasce che racchiudono grandi poteri: la ‘numero uno’ e la ‘numero due’. L’unico modo per poter affrontare la ‘numero uno’ è avere la ‘numero due’.

II padre di Afro, allora possessore della fascia ‘numero uno’, viene ucciso dal possessore della ‘numero due’, il pistolero Justice. Afro è solo un bimbo e l’immagine della testa del padre che gli rotola davanti sotto il naso lo accompagnerà per tutta l’esistenza.

Divenuto adulto e rimpossessatosi della fascia ‘numero due’, Afro viaggia verso il monte su cui si trova Justice per vendicare e riconquistare la fascia del padre, la ‘numero uno’. Nel suo cammino trova altri innumerevoli e sanguinari samurai che ambiscono alla sua fascia. Su tutti gli agguerritissimi membri dell’ Empty Seven Clan. Guidati da una sorte di monaci lussuriosi e iper-tecnologici.

I flash back che accompagnano tutto il viaggio raccontano il percorso fatto dal giovane Afro per guadagnarsi la fascia ‘numero due’. L’incontro con il maestro, i fratelli del dojo, l’amico Jinno, il primo sangue versato.

Afro Samurai

Scritto e illustrato da Takashi Okazaki, uscito nel 2000 per la Panini Comics come manga, nel 2007 , grazie alla produzione dello studio giapponese Gonzo e di quella vecchia volpe ‘tarantiniana’ di Samuel L. Jackson, esce la miniserie anime divisa in cinque puntate diretta da Fuminori Kizaki e disponibile ora anche in un unico lungometraggio. Musiche del rapper e produttore RZA del Wu-Tang Clan.

Vedendo il film, la prima impressione è quella di trovarsi nel mondo di Goemon Ishikawa XIII in chiave Hip Hop. Presente no? Lupin III. Cicca spiegazzata in bocca alla Jigen, katana e sangue a go go. Ecco. Con l’aggiunta però di una spruzzatina di gangsta e dura legge del bronx.

E già così sarebbe una gran figata.

Ma poi le invenzioni visive e sonore trasbordanti, il taglio spettacolare dei disegni, il ritmo adrenalinico, il puro cinismo, i colpi di scena e l’ironia devastante ti lasciano senza fiato. Ipnotizzano. E alla fine non ci si può che divertire e saziare da quelle immagini, da quei colori e dai quei suoni unici.

Un film che va visto e rivisto. Puro spettacolo visivo e sonoro. Un viaggio mistico in un mondo feudale e futuristico in pieno stile steampunk, a colpi di katana e musica Hip Hop a palla che mettono in scena l’odio e la vendetta nel loro ciclo perpetuo.

Da menzionare e degno di nota è il compagno di viaggio del samurai nero. Ninja ‘Yo Yo Yo’ Ninja. Parlata in puro slang della strada e battute che suonano come fucilate al petto. La voce graffiante di Samuel L. Jakson ( doppiatore tra l’altro dello stesso Afro Samurai) che dona maggiore profondità e simpatia al personaggio. Una goduria per le orecchie.

Afro Samurai

Poi ci sono citazioni che da un film del genere non ti aspetteresti mai: da Terminator a Guerre Stellari. Ma anche e soprattutto il taglio western delle sfide alla Sergio Leone. E chi sennò?

Un crossover a tutto tondo insomma. Una storia semplice. Geniale nella sua messa in onda. Capolavoro assoluto del mondo anime. Non solo.

Niente di personale, citando la battuta di Afro Samurai, ma Tarantino fa una sega a Takashi Okazaki.

Quindi… accomodatevi sulla vostra poltrona preferita, bevetevi una limonata, alzate il volume a palla e fatevi trasportare dal groove di Afro Samurai.

Guarda il TRAILER

Tags:

Contattaci

Non ci siamo in questo momento. Mandaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Sending

© 2009 - 2017 Associazione Culturale Sugarpulp

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

Create Account