Alcuni avranno il mio perdono, recensione

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Alcuni avranno il mio perdono, la recensione di Federica Belleri del nuovo romanzo di Luigi Romolo Carrino pubblicato da Edizioni e/o

Alcuni avranno il mio perdono recensione featuredTitolo: Alcuni avranno il mio perdono
Autore: Luigi Romolo Carrino
Editore: Edizioni e/o
PP: 224

Torna Luigi Romolo Carrino con Mariasole a capo del clan di Acqua Storta, a Napoli. È una femmina potente, forte e severa. Comanda, ha due guardie del corpo donna, non esita a uccidere ma … è una madre. Suo figlio Antonio ha circa diciassette anni e una vita davanti a sé. Lei lo ama in modo viscerale, farebbe qualsiasi cosa per farlo stare bene, lo vorrebbe al liceo e lontano dalla malavita. Ma lui ha la testa dura, vuole il controllo delle zone di spaccio, denaro e riconoscimenti.

Deve farsi le ossa, è ancora troppo giovane e inesperto, Mariasole lo sa bene, ma non riesce a fargli cambiare idea. Usa parole e sguardi per convincerlo, ma a volte non bastano. Come sono cambiati i tempi, da quando si dava del Voi alla propria madre. Ora si è passati al Tu, e a una forma diversa di rispetto.

Acqua Storta ricicla denaro attraverso sale scommesse. Ne ha decine sotto controllo. Il lavoro di pulizia è ormai veloce, abile e silenzioso. Mariasole però ha un nemico che la controlla e aspetta il momento giusto per vendicarsi. Lei e la sua famiglia non sono più al sicuro, perché? Perché il passato non può essere cancellato e non tutto può essere perdonato. Spesso la vendetta diventa l’unica soluzione. Gli affiliati ai vari clan hanno un segno di riconoscimento, che li può salvare o meno, dipende dalle circostanze.

Per le strade di Napoli si spara senza guardare chi si trova sulla linea dei colpi. Sulle tombe dei padri si cerca conforto o di essere assolti. Assolti da cosa? Qual è la colpa? Forse l’amore per una ragazza sbagliata? Forse perché si è costretti ad allungare la scia di sangue?

Da cosa ci si deve proteggere e quanto si è disposti a fare per sopravvivere in questa giungla? Quanto è carnale il richiamo dei legami famigliari, per costringere a ritrovarli nonostante sia troppo tardi?

Famiglie in guerra, nemiche da sempre, unite da una forma di assurdo rispetto. Strisce di cocaina tirate mentre nella stanza accanto si recita il rosario. L’amore di due ragazzi, passionale e unico, pericoloso se venisse scoperto. Una voce narrante, maschile, che diventa parte attiva di questo noir, nella ricerca di ciò che ha perduto.

E alla base di tutto, Napoli, la città. Viva, capace di osservare e di ascoltare. Napoli sa tutto, ma non parla. Conosce i particolari, ma si volta dall’altra parte. Napoli, sangue vivo, guerra sempre aperta, non guarda in faccia nessuno. Napoli, angoscia e dolore, strazio e tormento. L’inevitabile, che arriva, e presenta il conto.

Non a tutti sarà concesso il perdono. Perché la vita è fatta di attimi, di coincidenze, di decisioni prese illudendosi di fare del bene, di distrazioni minime che portano a conseguenze devastanti. Perché l’amore non ha un genere e non ha età. Perché l’istinto di protezione può fare danni enormi. Troppo spesso.

Romeo e Giulietta, vivono a Napoli. Dilaniati da un amore impossibile, contrastati da tutti, controllati a vista. Pochi atti di questa famosa tragedia, pochi attimi della loro giovane vita, in divenire.
Con una scrittura concreta, tagliente, efficace, L. R. Carrino costruisce immagini perfette e sequenze dove lo spazio e il tempo sono protagonisti, insieme ai personaggi. Tutto, in questo noir, ha un peso specifico. Anche l’anima. Anche il vento. Come Mariasole. Come Antonio e Rosa.

Buona lettura.

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