Americrazy, la recensione

Americrazy di Seba Pezzani ci accompagna on the road sulle strade lunghe e deserte del Colorado e del Texas a suon di blues.

americrazy-recensioneTitolo: Americrazy. On the road sulle tracce della vera America.
Autore: Seba Pezzani
Editore: Nuova Editrice Berti
PP: 120
Prezzo: euro 14,00 euro

Seba Pezzani è in primis un giornalista, direttore artistico del Festival musicale-letterario Dal Mississippi al Po che si svolge annualmente a Piacenza; è traduttore di Mark Twain, Joe R. Lansdale, Jeffrey Deaver e altri scrittori più o meno noti, articolista e collaboratore di vari quotidiani a livello nazionale.

Poi è anche musicista rock blues, vocalist e chitarrista della band RAB4. Emiliano di Fidenza, profondo conoscitore del modus vivendi e delle meccaniche che muovono la più grande potenza del mondo, gli Stati Uniti d’America, dopo l’esperienza di TuttiFrutti, scritto a quattro mani con l’amico giornalista Luca Crovi, ha unito l’utile al dilettevole mettendo insieme le sue passioni più grandi, scrittura, musica e America sotto l’unica egida di questo libretto, sorta di diario on the road a suon di blues sulle strade lunghe e deserte di Colorado e Texas.

Un mini-tour della sua band negli States in alcuni luoghi sperduti e dimenticati da Dio, con al seguito nientemeno che Kasey Lansdale, la figlia di Joe, il grande autore di Mucho Mojo, Capitani Oltraggiosi, Acque Buie e tanti altri romanzi capisaldi della letteratura di genere americana, pilastro ispiratore e nume tutelare di Sugarpulp, che gli ha assegnato lo Sugarprize alla prima edizione della SugarCon nell’ormai lontano 2011. Kasey Lansdale è infatti una cantante rock-blues e country-blues affermata in patria. Il pretesto è di quelli ottimi come anche la premessa, quindi.

Pezzani si avventura, insieme alla sua band, nei posti più desolati del profondo Sud degli Stati Uniti, quelli fatti dalle buone azioni, dalla socializzazione, dagli accenti biascicati e dalle armi facili. Sì, perché il secondo emendamento della Costituzione degli USA è sacro negli Stati del West e hanno il diritto di ammazzarti in un battito di ciglia se “attenti” alla proprietà privata. Cioè se ti trovano a camminare anche soltanto per errore dentro un loro appezzamento di terra.

Mentalità repubblicana fino al midollo e anche le mutande a stelle e strisce, questo è il West, ma non solo. Le disparità di un servizio sanitario inaccessibile per chi non ha denaro sonante per pagare un’assicurazione e tante altre cose che a noi europee possono apparire fuori dal mondo.

L’America è questa, bellissima, stupenda, accogliente, patria delle opportunità. Ma anche tutto il contrario. Prendere o lasciare.

Pezzani racconta le contraddizioni di questo grande, grandissimo paese in una maniera quasi nascosta dalle tappe che affronta nel suo diario di viaggio musicale. Lo ama profondamente, in modo viscerale, ma ne sa ben distinguere le ingiustizie sociali accettate dagli americani come normalità.

Incontri con gente che di normale ha ben poco ma che accoglie con calore la band nel proprio strano, eccentrico locale per passare una serata in allegria tra una pinta di birra, una canzone sommessa e la voce vellutata e al tempo stesso graffiante di Kasey Lansdale.

Centinaia di chilometri macinati dal furgoncino che trasporta loro e i loro strumenti musicali su nastri di cemento infiniti e pericolosi, da una città fantasma all’altra. E quando si passa dalle grandi città che a Pezzani non dicono nulla, esse paiono ancora più fantasma dei paesini in cui hanno suonato la sera precedente. Fino al triste rientro in Italia dopo l’ultimo giorno speso insieme all’intera famiglia Lansdale e al suo mito nel cui paese di residenza è gonfiato a dismisura. E meritatamente, mi dirà qualche collega di Sugarpulp.

Un libro di poco più di cento pagine, scorrevole, pulito, elegante e ben educato. Storie personali di viaggio che fanno scorrere sotto gli occhi quindici giorni di vissuto, durante i quali viene fuori la figura di un Seba Pezzani pulito anche interiormente, con dogmi seguiti con pervicacia andando contro alla figura solita della rockstar maledetta e fusa di testa. Denuncia e viaggio, un mix scoppiettante. Altro che teladoiolamerica.

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