Ant-Man, la recensione

Ant-Man, Marvel si conferma regina dell’intrattenimento per tutta la famiglia!

Da un regista specializzato in commedie come Peyton Reed (Abbasso l’amore, Ti odio, ti lascio, ti…, Yes Man solo per ricordare le più famose) ci si doveva aspettare proprio questo film. Dalla sceneggiatura di Adam McKay e Paul Rudd… si avete letto bene, l’attore belloccio conosciuto ai più per l’impegno sublime in film come Molto incinta, A cena con un cretinoRole Models solo per citarne tre, beh devo dire che mi sono divertito molto.

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Ant-Man/Scott Lang/Paul Rudd vi intratterrà con una serie di gag costruite ad arte, la sapiente arte Marvel già vista nei Guardiani della Galassia, che non vi farà rimpiangere le quasi due ore di durata. Ritmo quasi perfetto, violenza mai soverchiante sulla narrazione, interpretazione sempre professionale e scenografie accurate sono ormai il leitmotiv di queste produzioni. Praticamente ineccepibili dal punto di vista dello spettatore, di livello altissimo dal punto i vista tecnico, USA rulez per l’intrattenimento puro.

Ant-Man è uno dei personaggi storici del comics marveliano, legato al dopoguerra post-atomico questo eroe/scienziato richiedeva un’attenzione particolare per essere inserito nel nuovo corso cinematografico. Con stupore il soggetto risulta moderno e integrato con la timeline di questi ultimi anni. Talmente integrato che si sprecano le battute “a rimando” verso le altre pellicole della casa cinematografica, dalla serie televisiva Agent Carter all’ultimo Avengers Age of Ultron sarete costretti ad uno sforzo di ore intense davanti al vostro schermo casalingo.

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Marvel/Disney colpisce nel segno ancora una volta, capendo quali sono i meccanismi per intrattenere tutti, nessuno escluso, dal più talebano nerd del fumetto d’annata al ragazzino amante della Twilight saga. Intrattenimento sempre di altissima qualità difficilmente vedibile in altre case di produzione, Fox con i suoi Fantastici 4 ha toppato alla grande giusto per citare un titolo supereroistico contemporaneo.

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Ant-Man riprende il concept del comics originale, senza mai stravolgerne veramente l’impianto narratorio. Il passaggio di consegne tra i vari Ant-Man, ops… se non lo sapevate cavoli vostri, la distanza caratteriale con Howard Stark e figlio caratterizzano ancora il personaggio di Henry Pym interpretato da un sempreverde Michael Douglas. A completare il cast Evangeline Lilly/Hope Van Dyne (Wasp jr.?), il tuttofare Paul Rudd nella parte principale e un Corey Stoll (lo ricordate in House of Cards?) nel villain Yellowjacket (in italiano il Calabrone che sarebbe un buono, pure negli universi alternativi). Insomma vi sono altri mille personaggi che solo i profondi conoscitori si godranno ma tutto questo non sarà un problema per gli avventori casuali.

Se amate Marvel dovete vederlo, se amate DC sarete troppo frustrati per divertirvi pertanto restate a casa, se non avete idea ma volete un po’ di buon umore andate al cinema, anche con i figli così da introdurli nel fantastico mondo di Stan Lee.

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  • Adesso prendiamo la serieta’ per frustrazione?

    • Daniele, un po’ d’ironia, Ant-Man ne è pieno 😉

      • L’ironia va benissimo, Andrea. Quando e’ troppa e diventa comicita’ da quattro soldi non va piu’ bene. Ovviamente sempre in my humble opinion da “frustrato”.

    • Mantus

      “serietà”?
      Stiamo parlando di comics. E lo dico da lettore degli albi dell’editoriale Corno e della Cenisio.
      Puro intrattenimento disegnato, ora trasformato in fonte di incassi da blockbuster.
      Mi sbaglierò (lo spero per i dipendenti WB), ma il trailer di Superman vs Batman preannuncia un polpettone indigesto ed autoreferenziale. La gente, al cinema, vuole rilassarsi e ridere; non essere costretta a riflettere sul fardello dei superuomini rispetto allo stato di inferiorità dei comuni mortali.

      • OK va bene. Scusate. Allora sono io che ho una visione diversa dell’intrattenimento, il quale secondo me dovrebbe lasciare qualcosa su cui riflettere e non farmi ridere come se stessi guardando un film di Boldi-Teocoli. Alla stessa stregua di Watchmen ma anche degli X-Men di Bryan Singer, Superman vs Batman mi lascera’ qualcosa del genere. Autoreferenziale? Non mi pare. Andrebbe ridefinito il termine, allora. Polpettone indigesto? Adorero’ fare indigestione di polpette: che la gente rida pure delle ”americanate” e delle semplici botte da orbi. E lo dico da lettore soltanto di albi Cenisio 🙂 La gente dovrebbe essere costretta a riflettere, invece. Altrimenti, viva il ventennio di tabula rasa elettrificata.

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