Annunci

Anthony Bourdain e le sue Kitchen Confidential

Anthony Bourdain, un cuoco che sa anche scrivere: leggete Kitchen Confidential e Al sangue e scoprirete che il mondo degli chef stellati è una cosa da pazzi

Anthony Bourdain e le sue Kitchen Confidential

Metà degli anni duemila. Il senatore Barack Obama annunciava a Springfield la sua candidatura alle presidenziali dell’anno successivo, bombe al cloro venivano sganciate su Baghdad, Ban-Ki Moon approdava alla presidenza ONU, e a Padova, dopo oltre dieci anni di lavori veniva inaugurato il tram cittadino.

Contestualmente le preoccupazioni del grande pubblico per i contenuti dei programmi televisivi montavano. I più erano pronti a scommettere che nel giro di un paio d’anni sarebbero stati disponibili sui canali Tv minorenni che si drogavano e bestemmiavano mentre facendo sesso, il tutto trasmesso già alle undici del mattino (Perché, perché nessuno pensa ai bambini!? per citare la moglie del reverendo Lovejoy dei Simpson).

Poi è si è affermato il digitale terrestre, mesi e mesi di sfrangimenti di palle di dibattito sull’opportunità e la regolamentazione dei contenuti da trasmettere nelle fasce protette divennero improvvisamente momenti di vita buttati al cesso, ma qualcosa, comunque, cambiò e l’universo televisivo d’improvviso mutò.

Cioè: se accendi la Tv alle undici probabilmente non trovi film in cui bestemmiano (ma non perché qualcuno abbia pensato ai bambini, solo perché non ne hanno ancora girati) ma per il resto ci siamo, ma non è questo il punto.


Il punto è che a metà degli anni duemila qualcosa nella Tv è cambiato. I professionisti del settore – chi fa la Tv hanno fatto una scoperta. Si sono accorti che la gente mangia. I telespettatori, che poi sono persone che guardano la televisione, quotidianamente, per la maggior parte, consumano cibo. Taluni perfino cucinano. Chi l’avrebbe mai detto, eh? 
Boom!


Cibo, programmi che parlano di cibo trasmessi su ogni rete televisiva, canali interamente dedicati alla cucina, chef che d’improvviso si ritrovano a fare più ascolti della De Filippi, la gente si appassiona. 
La gente mangia, sperimenta, SPENDE.

Parte uno tzunami che travolge tutti i media. Mentre scrivo il Sole 24Ore ci informa che nel numero di domani sarà disponibile un inserto grazie al quale si potrà imparare a cucinare con i grandi cuochi. La gente si scatenano, nasce il #foodporn, (non mangio niente che non sia stato fotografato e postato) nasce il fenomeno cotto e mangiato (chapeau!).

Insomma, cazzo, lo sapete anche voi com’è andata. E allora perché sta tirata introduttiva?
Perché ovviamente l’Italia non è l’unico Paese in cui il fenomeno si è verificato, ci sono paesi in cui il fenomeno è deflagrato prima rispetto a noi, per esempio gli U.S.A, ed è da lì che viene Anthony Bourdain.

Anthony Bourdain e le sue Kitchen Confidential

E chi cazzo è Anthony Bourdain, vi chiederete voi. Bourdain è stato uno dei primi a cavalcare il fenomeno “cibo” con libri e programmi televisivi.
 Nasce a New York nel 1956 e finisce per laurearsi al Culinary Institute of America, per capirci ha la formazione vecchia scuola, cucina francese, burro e selvaggina, entrecote, crostacei, fondue bourguignonne: per i massimi.

Fino ad una ragguardevole età è stato un forte consumatore di droghe e alcool, ha scritto due libri gialli, e due libri sulla cucina, sul cibo. Qui volevo accennarci a questi ultimi. 

L’approccio di Anthony Bourdain alla narrazione è prettamente autobiografico.

Nel suo primo libro, risalente al duemila, Kitchen Confidential – Avventure gastronomiche a New York Feltrinelli edizioni, lo chef di N.Y. ci racconta la sua esperienza personale nel cosmo della ristorazione, partendo dal suo primo “arruolamento” estivo come membro di una “brigata” nel ristorante di una località turistica, passando poi per la formazione accademica e il mondo del lavoro come chef vero e proprio.

Bourdain fa due cose che lo differenziano dalla maggior parte degli scrittori di romanzi dedicati al cibo ed alla cucina. Non tace l’aspetto più umano della sua esperienza e, soprattutto, illumina gli angoli più nascosti, depravati e sordidi del mondo della ristorazione.

Ci racconta la sua esperienza come tossicomane incallito, la sua altalenante carriera, le dinamiche dei rapporti umani che si perpetrano oltre le porte di una cucina professionale. Dissemina la narrazione di una galassia di utili consiglia per chi sia appassionato di cibo e cucina (quali sono i coltelli migliori?) o sul funzionamento e la sopravvivenza di un ristorante.

Anthony Bourdain e le sue Kitchen Confidential

Tutto Kitchen Confidential (e sì, il riferimento al libro di Ellroy non è causale), ogni pagina è intriso di amore per il cibo, il profumo si sente in ogni riga. Un libro divertente, diretto, quello che qualcuno che volesse imitare Hemingway definirebbe un libro “onesto” sul cibo, la cucina e su una ampia gamma di tipologie umane che vi mischiano le loro esistenze, le loro speranze, i loro sogni (o.k., un imitatore abbastanza scrauso del vecchio Ernest, lo ammetto).


Da questo libro è stata tratta anche una serie Tv, di scarso successo peraltro.

 Dieci anni dopo Bourdain pubblica il secondo libro che, edito sempre da Feltrinelli, in Italia esce con il titolo Al sangue. Il nucleo sostanziale dell’opera si presenta come una prosecuzione della prima, nel solco di quei parametri stilistici e contenutivi da quella tracciati.

Ancora l’aspetto autobiografico, ancora vengono illuminati i meccanismi più nascosti del mondo della ristorazione. Bourdain scosta la tendina e ci fa sbirciare nel reparto riservato agli “addetti ai lavori” del mondo della ristorazione. Un mondo che ha inevitabilmente risentito dei mutamenti globali avvenuti in questo decennio.

Non ultima la crisi economica, e le tecniche che i ristoratori hanno adottato per farvi fronte, e come quel mondo ne è uscito mutato. L’emersione degli Chef-Star come Gordon Ramsay o David Chang passando per Alicia Waters, l’evoluzione della cultura alimentare la consapevolezza che si è creata nei consumatori, questi e molti altri temi vengono affrontati nel secondo libro.

Unitamente alla narrazione di ciò che è accaduto ad alcuni dei protagonisti del libro precedente e alla narrazione delle gesta del nostro caustico Chef Anthony Bourdain.

Perché leggere i libri di Bourdain?
 Perché sono uno schietto, caustico, disilluso e originale punto di osservazione (inframezzato da divertenti ed istruttiv i- alcuni, non tutti – spunti autobiografici) su di un fenomeno che la società occidentale contemporanea ha deciso di sfruttare e d interpretare come mai prima nella storia: il bisogno che l’essere umano ha di nutrirsi e, i piaceri che possono derivarne.

Se vi capita non lasciatevi sfuggire nemmeno i programmi Tv dello chef di New York, anche quelli più datati, è fuori una vita: parola mia.

Annunci
Tags:

Made with love by Andrea Andreetta

Log in with your credentials

Forgot your details?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: