Atto d’amore di Joe Lansdale, la recensione di Fabio Chiesa

Atto d’amore è un romanzo che ha anticipato i tempi. L’esordio di Joe Lansdale testimonia il talento cristallino di un autore dallo sguardo lungimirante.

atto d'amore la recensioneTitolo: Atto d’amore
Autore: Joe Lansdale
Editore: Fanucci
PP: 254
Prezzo: € 9,90 cartaceo

C’è un assassino in tutti noi, in ciascuno di noi, nessuno escluso.

Immaginate un mondo letterario privo di serial killer. Un mondo senza quell’adorabile cannibale di Hannibal Lecter, senza quel simpaticone di Patrick Bateman e senza collezionisti vari di ossa.

Dopo di che recuperate Atto d’amore, il romanzo d’esordio del grande Joe Lansdale, datato 1981, leggetevelo tutto d’un fiato (non potrete fare altrimenti) e soffermatevi a ragionare un istante su quanto sia stata innovativa, per i tempi, questa sua sorprendente opera prima.

Già trent’anni fa Champion Joe stava davanti a tutti. Proprio come continua a fare ora. Il vero problema era trovare un editore così coraggioso da pubblicare un romanzo iper-violento, arrabbiato, duro come una pietra e meravigliosamente grezzo, in grado di fare saltare sulla sedia anche il lettore di thriller più scafato.

Naturalmente, dopo una serie di rifiuti, la fortuna cominciò a girare e lo scrittore texano più amato da Sugarpulp cominciò la sua lunga e gloriosa carriera.

Atto d’amore è innanzitutto una riflessione sulla violenza e sulle più sordide pulsioni umane. L’autore stesso rivela nella postfazione di essere arrivato alla scrittura di questo romanzo dopo una serie di letture legate agli studi della moglie, laureanda in criminologia.

Letture che hanno profondamente segnato la sua sensibilità di scrittore, così come una serie di omicidi e crimini perpetrati negli stessi anni negli Stati Uniti.

Protagonista del romanzo è il detective Marvin Hanson (presente successivamente anche del ciclo di Hap e Leonard), un poliziotto nero, tutto d’un pezzo, ossessionato dalla cattura di un sanguinario omicida soprannominato “Il Macellaio”.

Hanson rappresenta la quintessenza della giustizia tout court: quella che pretende di eliminare il male alla radice, fisicamente, senza possibilità di appelli. Questa sua risolutezza, però, viene a tratti messa in discussione dalla sua parte più razionale, desiderosa di capire quali siano i meccanismi che regolano una mente criminale tanto efferata.

Quella cui assistiamo è perciò una doppia partita: quella tra Hanson ed il Macellaio e, soprattutto, quella tra Hanson e se stesso.

Al di là di una trama solida ed una serie di colpi di scena piazzati a dovere, la scrittura si distingue soprattutto per la sua fisicità: uno stile scarno, essenziale, privo di orpelli ma allo stesso tempo capace di incollare il lettore alla pagina.

Le atmosfere torbide e le descrizioni spesso raccapriccianti legate agli omicidi rappresentano novità che di lì a poco andranno a permeare una quantità industriale di letteratura e cinema di genere per i successivi trent’anni. Per intenderci da Il silenzio degli innocenti sino ad arrivare a True detective.

Atto d’amore è, in conclusione, un romanzo che ha precorso i tempi e che presenta già buona parte di quella formula magica sulla quale si andrà costruendo la narrativa di Lansdale: una miscela eterogenea di generi (thriller, crime novel, pulp, horror, splatter e chi più ne ha più ne metta), capace di trasformarsi in un cocktail esplosivo dal sapore unico.

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  • Artemio Antinori

    Libro illuminante per noi aspiranti

  • Gabriele

    Recesione degna di più note, complimenti!

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