L’autore, recensione

L’autore, la recensione di Daniele Cutali del romanzo di Fabio Girelli pubblicato da Golemi Edizioni.

L'autore di Fabio Girelli, la recensione di Daniele CutaliTitolo: L’Autore
Autore: Fabio Girelli
Editore: Golem Edizioni
Pagine: 264
Prezzo: 16 €

Due fratelli, uno medico legale e l’altro giornalista, finiscono dentro a un incubo interminabile. Torino, un serial killer chiamato la Iena a causa del suo cannibalismo compulsivo e seriale, appunto, sembra essere stato finalmente fermato. Il suo cadavere è lì a confermarlo e Levin Alfieri, il fratello medico legale, mentre esegue l’autopsia trova nello stomaco del criminale un anello appartenente alla madre. Boom, un’esplosione improvvisa nella sua testa gli fa ricordare che non sente la madre da parecchio tempo e lo fa giungere alla triste conclusione che tra le vittime della Iena possa esserci anche lei.

Questo è l’incipit che Fabio Girelli, classe 1980 di Biella ma con lunghi trascorsi torinesi, ci dà in pasto. Ed è proprio il caso di dirlo. Tra i dodici scrittori che hanno fondato nel 2014 il collettivo Torinoir, L’Autore è il suo primo romanzo per i tipi della Golem Edizioni di Giancarlo Caselli. La trama è molto fitta, misteriosa, intricata, e ruota tutta intorno alla specularità con il classico di Tolstoj, Anna Karenina. Quanto accade nella realtà è frutto della mente malata di un personaggio misterioso che si fa chiamare l’Autore e che getta nell’angoscia i due fratelli protagonisti.

Perché? Perché loro madre, morta per mano della Iena su commissione dell’Autore (ma la questione non è così semplice), aveva un’ossessione talmente forte per Anna Karenina da chiamare i suoi tre figli come alcuni personaggi di Anna Karenina. Levin, Stepan detto Stiva, e Vronskij.

Quest’ultimo, morto da adolescente anni prima in seguito a un tragico incidente durante le rituali vacanze a Menton, ha dato inizio alla tragica fine della serenità della famiglia Alfieri. Il destino sembra ritornare ad accanirsi dopo secoli da quei tristi momenti, seguendo uno schema che i due fratelli comprenderanno con l’aiuto del commissario Marko Dravič, istriano di nascita ma torinese d’adozione. Girelli costruisce un mistero fitto, ricco di colpi di scena, con la maestria di uno scafato regista.

Infatti, i momenti di paura e terrore anche splatter, a volte, sbalzano con prepotenza visiva davanti agli occhi del lettore, fino ad arrivare alla sconcertante conclusione. Forse Girelli avrebbe potuto evitare alcune lunghe descrizioni di background, le quali rischiano di passare per infodump che spezza l’azione e il ritmo. In alcuni casi, però, sono necessarie e il romanzo si lascia leggere che è un piacere anche se è sempre meglio diluire descrizioni e approfondimenti nei dialo ghi, nell’azione. Complimenti a Torinoir per avere in seno una serpe… ehm no, uno scrittore così limpido e scorrevole.

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