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Avengers: Infinity War

Avengers: Infinity War

Avengers: Infinity War è l’apoteosi del cinecomic supereroistico americano, epos Marvel al 100%. Un’esperienza visivo-narrativa perfetta tra sogno e avventura.

Avengers: Infinity War era senza dubbio uno dei film più attesi della stagione. La produzione lunghissima e faraonica aveva fatto salire la scimmia ai fan, per non parlare della corazzata marketing Marvel/Disney che in questi anni aveva spinto a mille il film.

Inoltre il successo planetario di Black Panther, successo di dimensioni spropositate e che in pochi avevano previsto (e che probabilmente non è ancora stato ben compreso da tanti addetti ai lavori), aveva alzato ancora di più l’asticella.

Ma alla fine com’è questo Avengers: Infinity War? Beh, senza girarci troppo intorno credo che questo film rappresenti l’apoteosi del cinecomic supereroistico americano. Due ore e passa di azione nel segno di un’esperienza visivo-narrativa che sintetizza in maniera perfetta l’essenza Marvel.

Sceneggiatura funzionale all’obiettivo dichiarato di un film che è entertainment di altissima qualità, senza ridicole velleità, profondità psicologiche e blablablabla che hanno ammorbato troppe produzioni recenti.

Dentro a questo fumettone in versione motion picture troverete le suggestioni fantastiche e spensierate della Golden e della Silver Age del fumetto Marvel, l’incredibile universo narrativo elaborato da Jim Starlin, l’esagerazione visiva e cinetica di Walter Simonson (a mio avviso l’autore che più di tutti ha ispirato il visual e lo storytelling del Marvel Cinematic Universe moderno) e, soprattutto, decenni di sogni vissuti da ragazzini di tutto il mondo con un albetto spillato tra le mani.

Tutto è funzionale alla storia, con giusto qualche momento obbligato di pausa in cui c’è un abbozzo di quello che dovrebbe essere l’approfondimento psicologico, la storia d’amore, l’eroe combattuto e menate varie… Per fortuna sono robette che passano via indolori e che non intaccano più tanto il ritmo del film.

 

Scene top.

Thor indemoniato che sbuca fuori dal Bifrost brandendo Strombreaker è una di quelle scene che da sole valgono il prezzo del biglietto. Io mi sono pure commosso con tanto di lacrime, ma so di essere un caso senza speranza (altra mezza lacrimuccia quando sullo schermo compare Cap).

La battaglia di Wakanda è a dir poco stratosferica. La scena finale con Thanos sul terrazzino è semplicemente perfetta.

Personaggio top.

Thanos è senza dubbio il grande protagonista del film. Personaggio grandioso e interpretazione ottima di Brolin.

Bastano 5 minuti di Thanos per polverizzare in maniera pressoché totale Justice Leauge, che resta l’emulazione fallita di Avengers (stiamo parlando del famoso film in cui i buoni combattono Darkseid ma in cui non c’è Darkseid).

Cosa avrei voluto vedere.

Purtroppo è un autentico delitto che in un film del genere non ci siano i Fantastici Quattro, Silver Surfer, Galactus, Terrax e tutto l’irripetibile immaginario cosmico che è il vero grande lascito di Stan Lee e Jack Kirby alla cultura pop del ‘900.

Come sarebbe stato sublime poter vedere Beta Ray Bill menare mazzate e fendenti a destra a manca in mezzo allo spazio. Peccato.

Qualche SPOILER

È palese che il Dottor Strange ha già visto nel futuro che l’unico modo per sconfiggere Thanos è quello di dargli la gemma del tempo, altrimenti saremmo di fronte alla sceneggiatura più scema della storia (perfino più di Prometheus e di Covenant).

Spidey è un po’ fuori ruolo in mezzo alla spazio, questa forse è l’unica scelta supereroistica discutibile. Anche Cap è un po’ sottotono, ma confido che nella seconda parte di Infinity War il capitano Rogers verrà fuori alla grandissima (e dategli il suo scudo per favore!).

Bella l’idea dell’impotenza di Bruce Banner, confidiamo in un po’ di green viagra per la seconda parte.

La menata del “non possiamo far morire un robot, meglio rischiare di far morire la metà degli esseri viventi dell’universo” è la classica boiata da sceneggiatura intelligentissima. Si poteva evitare? Sì. Infastidisce più di tanto? Direi di no.

Scena finale post-crediti che metta tanta hype ma che questa volta più che mai è riservata soltanto ai marvel fan di vecchia data e di comprovata fede.

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