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Bad City Blues

Bad City Blues è il romanzo che non ti aspetti, una giostra sanguinaria in cui violenza, sesso e morte si attorcigliano in una trama semplice ma esaperata

Bad City BluesTitolo: Bad City Blues (trad. G. Carlotti)
Autore: Tim Willocks
PP: 270
Editore: Cairo Editore
Prezzo: euro 16.50

Bad City Blues è il romanzo che non ti aspetti, una giostra sanguinaria in cui violenza, sesso e morte si attorcigliano in una trama semplice ma esaperata, tirata allo spasimo e in grado di trasformarsi in una lettura che è un must per i lettori corsari di Sugarpulp

Un’ambientazione, quella scelta da Tim Willocks, che ha gli elementi vincenti per sedurre anche i più scettici: una New Orleans affogata dalla pioggia, lucente d’acqua, ville e alberi eppure spietata, letale, velenosa; un rapporto di amore-odio fra fratelli, vittime in modo diverso della stessa donna fatale; sequenze selvagge e piagate dal sangue che si coaugulano su un pugno di personaggi dalle storie diverse e maledette e che, nessuno escluso, si affannano come una muta di cani rabbiosi attorno alle ossa di un tesoro che rischia di costare troppo caro a ciascuno di loro.

Autore inglese, già ospite quest’anno al Piacenza Blues Festival insieme alla crema del noir mondiale con Joe R. Lansdale e Jefferey Deaver, Willocks è uscito a fine 2008 con questa gemma da recuperare assolutamente.

La critica si è divisa nei giudizi, i detrattori hanno trovato alcune scene talmente crude e gratuite, da risultare insostenibili. C’è dunque chi ha bollato Willocks come uno scrittore crudele, ai limiti del sadico.

Immeritatamente. Perché, come lui stesso ha dichiarato più volte: “la violenza è sempre estrema, altrimenti non sarebbe tale”. Difficile dargli torto, e difficile ancor di più ritenere le scene, tratteggiate con una scrittura onirica ed elegante, raffinata e efficacissima, poco credibili.

Anzi. Willocks lavora fin nei dettagli e, laddove indugia su particolari apparentemente raccapriccianti, lascia in verità spaziare lo sguardo del medico sul corpo dilaniato, ferito, percosso, colpito.

Perché in effetti ancor prima che scrittore, Willocks è stato medico e, successivamente, produttore cinematografico.

Ecco dunque spiegato il perché di tanta minuziosa efferatezza. Il noir del suo romanzo non è di facciata ma anzi è sostanza viva, disperazione pulsante, carne malata che si agita e vibra di passioni e vendette, sesso e rabbia ancestrale; Cicero Grimes – il protagonista – è un medico, guarda caso, davvero poco innocente e puro ma che, piuttosto, reca con sé il fardello di un destino ineluttabile, che viene a cercarlo fino in fondo, senza dargli scampo.

Un romanzo duro e senz’appello che per certi aspetti ricorda certe storie cupe e senza speranza firmate da Garth Ennis per gli albi di The Punisher.

Una lettura che non va perduta, date un occhio agli scaffali delle librerie e se sotto la “W” vedrete brillare il rosso scuro dei gamberi sulla carta da giornale che accendono letteralmente la copertina del libro, non esitate: prendete Bad City Blues e dateci dentro.

Se non lo trovate, ordinatelo. Difficilmente vi scollerete dalle pagine.

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1 Comment

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  1. Massimo Miranda 8 anni ago

    Bad city blues e’ una spada sparata a trecento all’ora tra le tempie con parole incise nel fuoco: e, si badi bene, ogni singola parola pesa. Tim Willocks e’ un grande: sto provando a leggere in contemporanea il Bad city blues e Il fine ultimo della creazione, sempre dello stesso autore: bene, quel che ne viene fuori si puo’ sintetizzare in questo modo: archetipi, azione. Tanta azione. E tanto sesso. Al che si potrebbe anche pensare, niente filosofia, nessuna riflessione. Niente di piu’ sbagliato. La filosofia di Willocks e’ in ogni singola parola e urla, e fa male e ci dice: ehi, non c’è nessuna legge quaggiù, siamo in balia di cose più grosse di noi, e’ un si salvi chi può dai vari Luther, Jefferson e Callie. Poi pero’ sembra insinuarsi, a sprazzi, tra la Lousiana e il Texas de il fine ultimo della creazione (con relativo cazzo di caldo umidiccio che fomenta le peggiori e migliori passioni) un frammento di umanità nelle figure dei due medici protagonisti e Cicero Gene Grimes fa a cazzotti con se stesso, prima, per spegnere la Bestia sanguinaria che ci domina, comunque. Ragazzi, Willocks e’ una furia: e ogni sua parola una schioppettata furente!

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