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Batman urla nella notte, la recensione

Batman urla nella notte mostra il lato più oscuro di Gotham e l’ereditarietà della violenza a cui nessuno può sfuggire.

batman-urla-nella-notte-recensioneTitolo: Batman: Urla nella notte
Autore: Archie Goodwin, Scott Hampton
Editore: Rw Lion
Pagine: 96
Prezzo: 13.95 €

Come al solito, Gotham è in balia del crimine: un’intera famiglia è stata sterminata, inaugurando una lunga scia di sangue proprio durante le festività natalizie, mentre per le strade circola una nuova droga, potente e letale.

Anello dopo anello, Batman cerca di risalire la catena malavitosa per arrivare ai boss del narcotraffico.

Sull’altro fronte della sua vita, quello che risponde al nome di Bruce Wayne, il nostro eroe sta finanziando una fondazione che si occupa di bambini molestati, ennesima tragedia di una città che non conosce pace.

Gordon è appena diventato commissario (dettaglio che non sfuggirà agli ossessionati dalla cronologia batmaniana) e la sua vita, paradossalmente, si è complicata: sua moglie Barbara, ora che Jim è stato promosso, lo vorrebbe più presente ed invece i due si stanno allontanando sempre più, sotto lo sguardo impotente e spaventato del loro figlio.

Ci sono tutti i tòpoi dell’epica gothamita in Batman urla nella notte: la violenza efferata, la dedizione assoluta del commissario Gordon per il lavoro (quello di strada, lontano dai salotti e dai riflettori dei politicanti) e, ovviamente, la missione impossibile di Batman, sconfiggere il crimine per vendicare la morte dei suoi genitori, “una voragine che dedicherò una vita a riempire”.

Archie Goodwin, autore dei testi, assecondando il mito fondativo dell’uomo pipistrello, che deve la sua origine alle conseguenze di ciò che è successo alla madre e al padre, mette al centro di tutto la famiglia, mostrandone i lati oscuri, e l’ereditarietà (non solo genetica) della violenza.

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Lo fa in maniera spiazzante, mettendoci ad esempio di fronte ad un Gordon in piena crisi, impegnato a combattere contro istinti aggressivi impressi col sangue nella sua memoria emotiva che fanno davvero impressione associati a quello che, dopo tutto, è sempre stato presentato come uno dei personaggi più positivi di Gotham.

Inizialmente i brutali omicidi sembrano legati al mondo della droga, ma la verità è ancora peggiore e svela un abisso di abusi impossibile da sopportare.

Batman è disposto a tutto per fermare l’escalation mortale, perfino (ed è incredibile) a mostrare il suo volto dietro la maschera, se può servire alla causa. Come viene espressamente detto, violenza genera violenza.

“È una catena. Una maledetta catena. E va spezzata!”.

Anche la parte grafica è notevole ed originale: i disegni rendono alla perfezione le atmosfere cupissime di questa storia. Le scene visivamente più belle sono quelle notturne, con l’oscurità che quasi cancella i volti e la nebbia costante ad avvolgere le vergogne di Gotham.

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Sguardi spiritati, occhi colmi di orrore, ceffi duri: davvero una prova superba quella di Scott Hampton, che è anche coautore del soggetto assieme a Goodwin.

Le migliori storie del Crociato Incappucciato spesso offrono una riflessione sul ruolo del Cavaliere Oscuro.

Anche in Batman urla nella notte Bruce si troverà a specchiarsi negli occhi di un criminale scoprendo quanto è sottile, nel tragitto delle ossessioni personali, il confine che separa un supereroe da un villain.

Le urla nella notte di coloro che chiedono aiuto sono troppe, e ascoltarle in solitudine può portare alla disperazione, o peggio, alla pazzia.

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