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Birdman

Birdman di Mo Hayder è un thriller che sfiora lo splatter: tanta violenza per un serial killer che infesta l’Inghilterra. Siete avvisati: non è un romanzo per doboli di stomaco

BirdmanTitolo: Birdman
Autore: Mo Hayder
Editore: TEA
PP: 384
Prezzo: euro 7.80

E dopo non è un paese per vecchi, ecco non è un romanzo per deboli di stomaco.

Birdman è un thriller che risale a qualche anno fa. Parliamo del 2001, un periodo in cui la grande Patricia Cornwell faceva cacao di tutti gli altri scrittori. Il suo personaggio, Kay Scarpetta, a cavallo tra l’anatomopatologia e il crimine, raccontava storie crude e violente. Sempre con un sottofondo scientifico di grande livello.

Sul più bello mi sbuca questa Mo Hayder… e, ragazzi, la violenza diventa diventa l’unico filo a condurre questo romanzo dalle tinte forti. Ma veramente forti. Oh, ma proprio tanto!

Una cosa colpisce immediatamente di questo libro, e marca nettamente la differenza rispetto ai thriller made in USA che in quegli anni la facevano da padrone: è ambientato in Inghilterra. E quindi, direte voi? Quindi la polizia è disarmata. E anche vedere un investigatore che bussa ad un appartamento ti fa venire i brividi.

Ma l’amica Mo non si limita a questo. Mette insieme cadaveri orrendamente mutilati, malessere sociale e disperazione, whisky e pugni nello stomaco.

Jack Caffery è un detective piuttosto lontano dall’idea che ci si fa di un poliziotto a servizio di Sua Maestà. Ha alle spalle un’infanzia difficile, un interessante rapporto con l’alcool ed una rabbia dentro che lo rende pericoloso per sé stesso prima che per gli altri.

Si trova a dover indagare su un caso di omicidio plurimo. Un serial killer che prende le donne, le tortura, tenta anche dei simpatici interventi chirurgici amatoriali, e poi le ammazza. Ma prima lascia la sua firma, che non vi svelo altrimenti finisce che il killer viene a cercare anche me. Credetemi, la firma è… riconoscibile. Ecco.

E’ uno dei pochi libri nel corso della cui lettura ho dovuto fermarmi qualche volta per bere un bicchiere d’acqua (detta da un trevisano suona poco credibile, vero?). Ma alcune fasi hanno un tale pathos, spingono così forte sulla violenza, che davvero ci vuole forza per andare avanti.

Però per chi ama le montagne russe (non quelle dove si fanno le olimpiadi invernali), chi ascolta l’heavy metal, chi indossa il calzino di spugna bianco con l’abito elegante, questo è un libro imperdibile (in quanto ad immagini forti non sono da meno della Hayder).

Purtroppo, almeno secondo il mio parere, i lavori successivi di questa promettente scrittrice sono scivolati miseramente in un ambito quasi splatter, un desiderio di stomacare per forza. E non è mai riuscita a replicare la sua grande opera prima.

Ma Birdman vale la pena di leggerlo. Ecco, magari in un pomeriggio assolato…

VOTO: 4 Barbabietole su 5

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