Boss

Boss, la serie tv con Kelsey Grammer, e un regista d’eccezione per il pilot: Gus Van Sant.

Boss è la serie Tv che ti fa urlare contro al cielo, come un fan sfegatato del Liga. Perché? Un attimo di pazienza e ci arriviamo.

Iniziamo da cosa è Boss: una serie di genere drammatico e politico, che parla del potere e di come può corrompere l’animo umano. Lo dico subito: Boss è una serie bellissima. Regia, sceneggiatura, attori, sono perfetti. Sono riusciti perfino a rendere credibile un’attrice che arriva da Beverly Hills 90210, e la mia generazione sa bene di che sforzo stiamo parlando.

Boss

Al centro c’è lui, Tom Kane, il sindaco di Chicago. Ora, io seguo moltissime serie americane, e Chicago è sempre rappresentata come sede del potere e della corruzione. Da The Good Wife a Chicago Code, la Chicago è un coacervo di deliquenza, tramacci, appalti truccati.

Altra costante delle ultime serie è la politica: che sia sotto forma di commedia, o di dramma, la politica ha nell’immaginario collettivo americano sempre più peso e desta sempre più interesse. E le rappresentazioni sono sempre al limite della disumanità, dello squallido. La politica e le persone impegnate sono viste come persone corrotte, danneggiate, contaminate da un male. E Boss non scampa a questa visione.

Rappresenta quel malessere sociale che sta vivendo tutto l’occidente, il maggiore bisogno di equità sociale, di diritti, di uguaglianza. E Boss ci mostra tutto questo, e ci mostra soprattutto quanto la seduzione del potere sia forte, nelle persone ambiziose, e come chi è escluso dai giochi di potere cerchi in ogni modo di entrarci.

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Ce lo mostra in Tom Kane, sindaco colpito da una malattia, e ce lo mostra in Ben Zajac, giovane politico arrembante che fa fatica a tenersi l’uccello nelle mutande. Non ci sono sentimentalismi, non c’è spazio per empatia con i personaggi: hanno tutti un lato sgradevole, sono tutti veri. Sono tutti interessanti, ben caratterizzati, messi in campo come pezzi di una partita a scacchi giocata con maestria.

Quindi, tornando all’inizio: perché la serie vi farà urlare contro al cielo? Perché è stata chiusa dopo la seconda stagione, senza un degno finale, senza chiusura delle storyline. Abbattuta dagli ascolti in calo, dai costi in aumento, per fare spazio ad altre serie. Ed è un vero peccato, perché la serie era una delle migliori viste negli ultimi anni. Superiore a House of Cards, per citarne una con cui condivide molti aspetti.

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Penso meriti di essere vista, attenti però che vi lascerà un senso di incompiuto e di rabbia, per non poter sapere come andranno a finire le vicende di Tom Kane.

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