The Butterfly Room

The Butterfly Room è un moderno thriller tutto al femminile che usa il tema della maternità per declinarlo in profili inusuali senza cadere nel melenso stereotipo; e per raccontarci una storia che fa venire i brividi

Titolo: The Butterfly Room
Regia: Gionata Zarantonello
Anno: 2013
Nazionalità: Italia

Dopo la cocente delusione di Tulpa, pari solo a quella per Prometheus, attendevo con sopite aspettative la visione di The Butterfly Room. La sorpresa, invece, è stata grande.

Si inizia con una vasca da bagno in cui qualcuno si sta evidentemente lavando. Ne vediamo solo le gambe, immerse nell’acqua che, dopo poco, comincia a tingersi di rosso. É sangue. Fuori campo, una voce femminile chiede insistentemente di uscire dal bagno, mentre la sanguinate proprietaria dei piedi le risponde, agitata ed imbarazzata dalla situazione, oppone un secco rifiuto. Senza esito.

The Butterfly Room

La mamma entra come una furia e, vedendo ciò che è successo, punisce la ragazzina immergendole ripetutamente la testa nell’acqua ormai completamente rossa.

Comincia così, The Butterfly Room, e già le aspettative si risvegliano.

Proseguendo, incontriamo un campionario di bruttezze umane come poche: una donna anziana e sola, con uno psicotico e deviato senso della genitorialità materna e la passione per le farfalle morte; una giovane e un po’ scapestrata ragazza-madre moderna, presa tra il lavoro, gli amorazzi, la figlioletta ed una nuova e inaspettata gravidanza; una ragazzina, figlia di una prostituta zoppa, che si prostituisce pure lei, ma in un modo singolare, riempiendo le solitarie vite di donne desiderose di maternità; un’altra figlia, ormai grande e con prole, che -traumatizzata dalla esemplare punizione (vedi sopra) della di lei madre – ci ha messo una vita per trovare il suo equilibrio, previa rottura di ogni legame con la genitrice.

E la stanza delle farfalle, che nasconde un terribile segreto.

The Butterfly Room

Barbara Steele, la regina delle scream-queens, interpreta magistralmente il ruolo della psico-mamma, ed attorno a lei uno stuolo di reginette dell’horror del tempo che fu. Ma si badi, non è una delle solite e stantie “operazioni nostalgia”: The Butterfly Room è un moderno thriller tutto al femminile che usa il tema della maternità e della solitudine declinato in profili inusuali senza cadere nel melenso o nello stereotipato; e, soprattutto, per raccontarci una storia da brividi, come da tempo non se ne vedevano.

Zarantonello è bravo, a scrivere e girare. Mangia i topoi del thriller italiano e americano, li mastica e li risputa in chiave personale, moderna e dal respiro internazionale, senza cercare di ricreare o evocare chi o ciò che non c’è più (Zampaglione, impara!). A The Butterfly Room non manca nulla: ha una storia, un regista bravo, attori che sanno recitare e dare spessore ai loro personaggi (sentirli in originale, please), la Steele una spanna sopra agli altri.

The Butterfly Room funziona, l’impianto è solido e gira tutto alla perfezione, fino all’happy end (che poi non è proprio tale…).

Chi l’avrebbe detto che il monello che nell’anno del signore 2000, a soli 20 anni, aveva filmato nel suo liceo di Vicenza quell’amatoriale tripudio splatter che era Medley (distribuito poi dalla mitica Troma), sarebbe arrivato fino a Los Angeles per realizzare questo suo film, con un cast ed un badget di tutto rispetto?

The Butterfly Room, insomma, è quella ventata di novità e di speranza per il nostro cinema di genere che Tulpa sembrava aver affossato definitivamente. Il cinema italiano di genere non è morto, ma molto spesso vive all’estero.

Guarda il trailer di The Butterfly Room su Youtube

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