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Il destino attende a Canyon Apache, recensione

Il destino attende a Canyon Apache, recensione

Il destino attende a Canyon Apache di Laura Costantini e Loredana Falcone, la recensione di Giulia Mastrantoni per Sugarpulp MAGAZINE.

Il destino attende a Canyon Apache, recensioneTitolo: Il destino attende a Canyon Apache
Autrici: Laura Costantini e Loredana Falcone
Editore: Las Vegas Edizioni
PP: 326

Immaginate di trasformarvi in Rossella O’Hara quando perde tutto. Ecco, adesso avete una vaga idea di com’è la vita di Kerry in questo momento.

Nata e cresciuta a Richmond, la bella e ricca ragazza non ha mai dovuto preoccuparsi di alcunché, ma la morte dei suoi genitori durante la guerra civile ha cambiato le carte in tavola: ora Kerry è in viaggio per raggiungere il suo fidanzato, il disgustoso tenente Lowie, che da bambino la corteggiava senza alcuna possibilità di riuscita.

Purtroppo per Kerry, la buona riuscita c’è stata eccome, perché senza i soldi del tenente e la sua protezione, la giovane sarebbe una preda facile e di scarso valore. Per questo motivo lo zio di Kerry ha deciso di concederla a Lowie e di spedirla senza perdere tempo dal suo futuro sposo. Il viaggio, però, non va come previsto e Kerry viene rapida dai tinde, una tribù di ‘musi rossi’ in guerra con i ‘coltelli lunghi’, ovvero i bianchi.

Cervo Nero, il capo dei tinde, ha il cuore spezzato. Circondato da mogli e da sua figlia, l’uomo ancora piange la scomparsa del suo unico vero amore, Capelli di Sole, una donna bianca. La bambina nata da quell’unione ha ucciso sua madre durante il parto, lasciando un vuoto incolmabile nella vita di Cervo Nero, che vede in Kerry una seconda occasione per essere felice.  Dente Stridente, però, la pensa in modo diverso e usa il suo ascendente di stregone del villaggio per far prendere al destino una piega diversa…

David Cassidy è il responsabile dei rapporti con le tribù di indiani che abitano nelle aree circostanti Fort Union. Bianco solo di nascita, David capisce e rispetta la cultura dei tinde in un modo quasi indecente per un uomo nella sua posizione. Neanche a farlo apposta, David viene spedito alla ricerca di Kerry, durante la quale si imbatte nella figlia di Cervo Nero, bianca solo di nascita e tinde nello spirito.

Daniel Pinkerton è un cacciatore di teste, meglio conosciuto come Occhi d’Inverno. Una serie di eventi lo portano a dare la caccia ai ‘musi rossi’, ma il richiamo dei soldi lo spinge a non disdegnare prede più ambite, di cui una è proprio Kerry…

Come tutti i romanzi Las Vegas edizioni, anche Il destino attende a Canyon Apache ha dei suoi tratti distintivi: intanto le due protagoniste sono donne, un particolare che ha dell’inusuale in un libro ambientato nel Far West; come seconda cosa, la tematica della differenza culturale viene affrontata dal punto di vista dei ‘mezzosangue’, nello specifico da chi cerca di capire se appartiene ai tinde o ai bianchi.

Quello che ho apprezzato è l’onestà: nessun personaggio è nobile d’animo, sono tutti umani. Kerry è disgustata dall’idea di accoppiarsi con Cervo Nero perché è un indiano, David è ben felice di accogliere nel suo letto qualunque donna gli passi accanto e Lowie ripudia Kerry perché la ragazza è accusata di aver subito violenza da parte di Cervo Nero.

Nessuno è un personaggio “incredibile”, nessuno è perfetto, tutti sono completamenti immersi nei limiti culturali del loro tempo. Un’altra cosa che ho apprezzato è la coerenza: non potrei mai confrontarmi con un romanzo che richiede un tale ammontare di ricerca storica, ma qui non solo la trama è verosimile, ma tutto ciò che è appartenente alla sfera culturale è intriso di fascino. Un gran bel risultato!

Nel complesso, sì, consiglio questa lettura. Perché dà modo di riflettere su ciò che la differenza culturale vuol dire in un’epoca in cui nessuno di noi appartiene più realmente a un solo background. Spiega come ci si sente a essere a metà tra un mondo e il suo opposto, a cercare la propria strada senza sapere se effettivamente ne esista una.

Apre gli occhi, insomma, su cosa vuol dire intraprendere un percorso interiore alla ricerca della propria identità, della giustizia e di una morale che non è figlia né dei bianchi né dei rossi. Un viaggio alla scoperta di tanti interrogativi, direi.

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