Unabomber: Terrore a Nord Est

L’audiolibro “Unabomber – Terrore a Nordest”, di Jacopo Pezzan e Giacomo Brunoro, è una dettagliata e documentata inchiesta sul criminale noto come Unabomber, che ha seminato il terrore nel Nordest, tra Friuli e Veneto, per più di dieci anni, dalla metà dei ’90 alla fine del 2009.

Unabomber è stato spesso assimilato ai “serial killer”, anche se questa definizione non è del tutto esatta: la categoria a cui appartiene questo genere di criminale ha alcuni punti di contatto con i veri e propri serial killer, ma anche importanti differenze. Manca del tutto, in casi di questo genere, il contatto diretto, fisico, con le proprie vittime, che oltretutto, nel caso di Unabomber, non poteva sapere in anticipo chi fossero. Gli ordigni esplosivi che preparava, infatti, potevano finire tra le mani di chiunque, senza alcuna possibilità di conoscere in anticipo la tipologia di vittima.

L’audiolibro di Pezzan e Brunoro è impreziosito da testimonianze di alcune vittime di Unabomber e di persone in qualche modo coinvolte nella vicenda o nelle indagini. Dal racconto emergono in maniera inquietante e sconvolgente la superficialità e la mancanza di professionalità da parte degli inquirenti e delle forze dell’ordine, cosa che ormai siamo abituati purtroppo a riscontrare in quasi tutti i casi di cronaca nera. Le fughe di notizie sulle indagini erano all’ordine del giorno, e, dal modus operandi di Unabomber, si evince (attraverso gli articoli dei quotidiani che le riportavano) che gli sono state utilissime per perfezionare la sua tecnica e per evitare di lasciare indizi sul luogo del crimine successivo. Viene analizzato anche, tra le disavventure a cui sono andate incontro le indagini, il notissimo caso della manipolazione di un paio di forbici utilizzate per incastrare il principale sospettato, l’ing. Zornitta (il cui dna, comunque, non corrispondeva con quello ritrovato nei primi ordigni).

“Unabomber – Terrore a Nordest” non è solo un interessante e curatissimo audiolibro-inchiesta, ma riesce anche, nel raccontare i fatti di cronaca, ad essere avvincente e incalzante.

Chiunque volesse approfondire la conoscenza del pericolosissimo e tuttora misterioso Unabomber del Nordest troverà tutte le informazioni che riguardano questo caso, tuttora irrisolto, ma anche alcuni possibili “profili”, elaborati da esperti criminologi, e tutte le teorie che sono state formulate nel corso degli anni nel tentativo di riuscire a scoprire la sua identità, anche quella secondo cui Unabomber potrebbe essere non una singola persona, ma un gruppo di individui spinti da motivazioni politiche e rivoluzionarie.



Il Mostro di Firenze

Tra i tanti difetti che ho c’è quello di leggere Stephen King. Lo so, lo so. E’ come l’harmony dell’orrore ormai. Ma capitemi, è come essere sposati con una tizia da vent’anni. Sai che una volta l’hai amata tanto, che hai imparato qualcosa da lei e anche se è diventata chiacchierona, ripetitiva e un po’ monotona, preferisci starci assieme in virtù di quel folle amore di tanto tempo fa piuttosto che mollarla.

Sono un abitudinario, non mi giudicate, siete come me, cantava il saggio. Bè, dicevo: Stephen King. Il vecchio re, oltre che parlarsi addosso, farsi lunghe passeggiate fra i boschi del Maine e farsi investire dalle macchine, è un patito di audiolibri.

Si mette in macchina (oddio, macchina, son sicuro che ha uno di quei suv americani che fanno 5000 di cilindrata e fanno al massimo le 100 miglia all’ora) mette un audiolibro in formato cd nel lettore e se lo gode. Ma magari il vecchio è più aggiornato di quanto immagino. Magari collega il suo ipod all’entrata mini-jack dell’autoradio. In ogni caso il risultato è lo stesso: occhi sulla strada e buona letteratura all’orecchio.

Per quanto invecchiato, il re del Maine ne sa ancora a pacchi, come dicono i giovani, perché l’audiolibro è una gran bella idea. Trasformare la parola su carta in voce, in molti casi, può arricchire di sfumature un testo che magari conosciamo in lungo e in largo. Il re me lo diceva e io non ci credevo. Invecchiando son diventato snob, lo ammetto. Non ci credevo, ho detto, perché adesso ci credo e alzo la posta del vecchio: non solo i libri che amiamo si arricchiscono ma persino i fatti di cronaca, se fatti uscire dalle pagine dei quotidiani e ascoltati, non più letti, possono rivelare nuove prospettive di comprensione.

Me lo conferma “Il mostro di Firenze” del duo Jacopo Pezzan/Giacomo Brunoro realizzato per la casa editrice statunitense LA CASE. Com’è facile intuire, il testo (testo! Le vecchie abitudini…) va ad approfondire quegli orribili eventi che hanno tinteggiato a sangue lo splendido affresco della campagna fiorentina fra il ‘68 e l’85.

Di storie sul mostro di Firenze, immagino tutti ne abbiamo sentite. E’ uno di quei misteri tutti italiani che fa fatica ad abbandonare la coscienza collettiva, sia per l’efferatezza dei delitti sia per la fumosità delle conclusioni giudiziarie a cui sono arrivati gli inquirenti. L’audiolibro lo spiega bene: il rebus del mostro si articola su vari livelli. Sì, si parte da un livello basso, dalla vita ben poco esemplare di Pietro Pacciani, vissuta nell’ignoranza e la violenza, ma poi il cerchio si espande ai “compagni di merende” e, ancora di più, al territorio oscuro del secondo livello d’indagine, che dalle campagne assolate e solitarie ci porta nella vita agiata di famiglie-bene della borghesia cittadina.

Pezzan e Brunoro cercano di mettere ordine nel caotico pasticciaccio del Mostro, esponendo la cronologia dei fatti in maniera chiara e particolareggiata, fredda e lucida, come la buona cronaca nera richiede. Man mano che la voce narrante, debitamente imparziale, ci racconta avvenimenti, ore e date, ci immergiamo in un mondo sconosciuto (eppure fin troppo vicino) di faide sarde, sette collegate ad antiche ritualità agricole, inquirenti frettolosi, profiler moderni e figure che si muovono nell’ombra. Un thriller coi cosiddetti, insomma. Tanto più inquietante quanto tragicamente reale.

Nella narrazione puntuale dei fatti, paradossalmente l’audiolibro riesce ad evocare proprio ciò che dei fatti, in effetti, non si conosce ancora. Evocare dico, dato che gli autori non privilegiano una teoria rispetto ad un’altra, né propongono soluzioni, ma danno tutti gli strumenti per farci un’idea personale sulla vicenda. E non utilizzano un mezzo che carica ulteriormente il senso della vista, ingombrato dall’abuso che l’epoca moderna ci impone, ma si affidano all’udito e alle atmosfere sonore.

Anni fa, quando ancora facevo finta di fare lo studente, mi hanno insegnato che alcuni contenuti possiedono delle forme artistiche elettive. Parlando dei delitti del mostro di Firenze, credo che ben pochi altri mezzi divulgativi mi avrebbero potuto restituire l’atmosfera greve, il turbamento sottile e costante e la sensazione di immersione nel racconto che ho provato in prima persona durante l’ascolto di tutta la fosca vicenda su audiolibro. Consiglio quindi.

Potete acquistare l’audiolibro sul sito di Good Mood o su iTunes Store.




Sugarpulp: l’audiolibro!

Ho avuto la fortuna di curare l’edizione del primo prodotto  editoriale marchiato Sugarpulp, l’audiolibro “Sugarpulp – 4 racconti Noir/Pulp” pubblicato da Good Mood Edizioni Sonore. Lavorare a questo progetto è stato un vero piacere, ed è con altrettanto piacere che ora mi ritrovo a scrivere due righe su quello che è saltato fuori da questa collaborazione con le Barbabietole Carnivore.

Quando proposi all’editore di realizzare un audiolibro antologia con cinque scrittori esordienti, utilizzando per di più con materiale  già pubblicato online, la sua prima risposta fu: “Cosa?!?!?!?!”.

Poi però c’è voluto poco a convincerlo, è bastato fargli leggere i testi che avevo selezionato con Matteo Righetto e Matteo Strukul, i deus ex machina di Sugarpulp, e la musica è subito cambiata: “Registriamolo subito, questi racconti sono una bomba!”.

Sugarpulp è nato come un movimento liquido, tentacolare. Si è diffuso grazie al web e continua a sparare i suoi colpi partendo da queste pagine: e allora la scelta doveva essere per forza quella dell’mp3, delle nuove frontiere dell’editoria, dell’audiobook da scaricare e con cui violentare una generazione di iPod pulita e stilosa e che, ve lo do per certo, non ha mai avuto a che fare con files del genere.

Poi, che volete farci: per voi è un casino scaricare un mp3? E allora lasciate perdere: questo non è un audiolibro per vecchi. A tutti i fans della barbabietola assassina invece posso dare un unico consiglio: trasformate le cuffie del vostro iPod in barbabietole urlanti, ascoltatelo in macchina nella vostra autoradio, in camera vostra, caricatevelo sul telefonino e ascoltatelo in classe (e chi se ne frega!), mentre andate a scuola in autobus, mentre state tentando disperatamente di buttare già il lardo di troppo in palestra, in ufficio o a lezione… insomma, ascoltatelo dove cazzo volete, l’effetto sarà sempre lo stesso: una botta di adrenalina tipo quella che ha rimesso in piedi la signora Mia Wallace.

Dimenticatevi i tradizionali audiolibri o le solite cazzate che siete abituati ad ascoltare, questo è puro rock & roll: divertente, sporco, cattivo e politicamente scorretto.  Qui si corre a mille all’ora.

Il ritmo è esagerato, come le invenzioni linguistiche degli autori che vengono esaltate dalla musica e dal sound design. Se ho un racconto preferito? No, sinceramente non saprei scegliere: ognuno dei cinque racconti raccolti in questo volume ha il suo personalissimo demone, ogni storia brilla per caratteristiche uniche.

Cinque racconti che filano via come cinque pallottole ficcate a forza dentro al tamburo di una Mod. Special Service 3″ Cal. 38 special, con il sesto colpo da lasciare pronto in canna perché non si sa mai

Questa è la tracklist di Sugarpulp, 4 racconti noir pulp:

“Perché il Nord Est, la Bassa, la grande Pianura Padana non sono più – da oggi – un Paese per vecchi!”