Un ritratto lucido e efficace che non rinuncia a uno stile corrosivo, corsaro, fuorilegge: è questo il marchio di fabbrica della scrittura di Massimo Del Papa, uno che non ha bisogno di presentazioni, diremo solo che si tratta di una delle penne più argute e corrusche dell’universo rock.
Il suo “Happy. L’incredibile avventura di Keith Richards” è un libro prezioso perché in centosessanta pagine tratteggia una delle figure chiave della musica degli ultimi cinquant’anni senza negarsi il coraggio del libro a tesi.


«Dedicà a tuti quei che ghe stèmo sui cojoni!»: con questa frase esplode Olive, album live del ’99 che segna il canto del cigno di Pitura Freska.
Definiti da Melody Maker come la più rock’n’roll delle rock’n’roll band, i Black Crowes esordivano nel 1990 con il formidabile “Shake Your Money Maker”, disco prodotto da Gorge Drakoulias per la Def American di Rick Rubin. L’album, caratterizzato da un rock chiassoso e stradaiolo fortemente venato di blues, a poco più di un anno dalla sua uscita aveva scalato le classifiche americane, venduto milioni di copie ed imposto i Crowes come realtà rock più eccitante del momento.
“Tarantism” è il primo e più riuscito disco di Tito & Tarantula, non fosse altro perché si apre sulle note di “After Dark”, splendida ballata pulp rock dagli eleganti chiaroscuri e sospesa su un accompagnamento acustico spagnoleggiante. Va subito detto che “After Dark” ha goduto di una certa esposizione grazie a “From Dusk till Dawn” (“