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	<title>Sugarpulp.it &#187; Interviste</title>
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	<description>&#34;Più uno scrittore è dei suoi posti, più sono le possibilità che diventi universale&#34;</description>
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		<title>Collettivo DUMMY: Tiziano Angri</title>
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		<pubDate>Mon, 21 May 2012 07:08:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Brunoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[comics]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[le 5 fasi]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/comics" rel="tag">comics</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fumetti" rel="tag">fumetti</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/le-5-fasi" rel="tag">le 5 fasi</a></p>Cosa ti piace nel mondo del fumetto di oggi?
«La capacità di sfruttare le potenzialità espressive del medium senza autocompiacimenti o limitazioni imposte».<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/tiziano-angri-5-fasi' title='Collettivo DUMMY: Tiziano Angri'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://piccolaunitadiproduzione.blogspot.it/">Tiziano Angri</a> si è occupato dell&#8217;ultimo capitolo de <a href="http://www.edizionibd.it/volumi.php?id=1030">&#8220;Le 5 Fasi&#8221;</a>, quello dell&#8217;<strong>Accettazione</strong>, e cioè la fase risolutiva con cui si conclude tutto <a href="http://www.lrpsicologia.it/lutto%20e%20depressione.html">il processo di elaborazione del lutto</a>. Anche in questo episodio la qualità delle tavole è altissima e devo dire che, personalmente, non appena ho concluso la lettura <strong>ho sentito il bisogno di metabolizzare il tutto per poi poter ricominciare di nuovo dalla prima pagina.</strong></p>
<p>Per cquanto riguarda la tecnica utilizzata ecco cos&#8217;ha detto lo stesso Angri: «p<em>er le 5 fasi ho usato china, pennello e qualche analgesico per il mal di capa. Scansione, pulitura, e lettering delle tavole sono opera di Elena Grigoli</em>». Prima di iniziare l&#8217;intervista vera e propria vi segnalo le precedenti puntate di questo nostro viaggio alla scoperta del Collettivo DUMMY e de &#8220;Le 5 Fasi&#8221;: <a href="http://sugarpulp.it/interviste/alberto-ponticelli-5-fasi">Alberto Ponticelli</a>, <a href="http://sugarpulp.it/interviste/officina-infernale-5-fasi">Officina Infernale</a>, <a href="http://sugarpulp.it/interviste/squaz-5-fasi">Squaz</a>, <a href="http://sugarpulp.it/interviste/akab-5-fasi">AkaB</a>)</p>
<p><strong> <img class="alignright size-full wp-image-9129" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Tiziano Angri" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Tiziano-Angri.jpeg" alt="" width="122" height="180" />Ciao Tiziano grazie per la disponibilità. Allora, ad un anno dall&#8217;uscita che ne dici di provare a fare un bilancio di quest&#8217;esperienza editoriale?</strong><br />
«Sul piano umano e creativo è stata un&#8217;esperienza d&#8217;arricchimento, spesso emozionante, sia fra noi che nel rapporto con il pubblico».</p>
<p><strong>Da cosa nasce l&#8217;idea di dare vita ad un progetto come &#8220;Le 5 Fasi&#8221;?</strong><br />
«Nasce da una ovvia necessità di raccontare. Le modalità, la forma e le tematiche del progetto sono geneticamente e culturalmente parte di chi lo ha messo in piedi».</p>
<p><strong> Sei soddisfatto del risultato finale del tuo lavoro o cambieresti qualcosa?</strong><br />
«Mai soddisfatto».</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9126" style="border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Le 5 Fasi - Tiziano Angri 02" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Le-5-Fasi-Tiziano-Angri-02.jpeg" alt="" width="98" height="256" /></p>
<p><strong>Cosa ti ha colpito di più nel lavoro dei tuoi &#8220;compagni di viaggio&#8221; in questa avventura?</strong><br />
«La compattezza, nonostante le avversità e l&#8217;eterogeneità che ci distingue. Personalmente sono molto riconoscente agli altri Dummys. Mi hanno tirato fuori dalla prosaica merda nel momento del bisogno».</p>
<p><strong> &#8220;Le 5 Fasi&#8221; potrebbero avere un seguito? Per lo meno dal punto di vista di un progetto editoriale così particolare e complesso.</strong><br />
«Esiste già un seguito. Scritto, disegnato, impaginato e pronto per le stampe. La scarsità di editori disponibili lo costringe (per il momento) chiuso in un cassetto».</p>
<p><strong>Cosa ti fa arrabbiare nel mondo del fumetto di oggi?</strong><br />
«Le corporazioni mentali, ma soprattutto l&#8217;identificazione degli autori nelle aziende o negli editori di riferimento. Questo non mi fa arrabbiare, semmai ridere. Tantissimo».</p>
<p><strong>Cosa ti piace nel mondo del fumetto di oggi?</strong><br />
«La capacità di sfruttare le potenzialità espressive del medium senza autocompiacimenti o limitazioni imposte».</p>
<p><strong>Fumetti e digitale: che ne pensi?</strong><br />
«Sul piano editoriale detesto tablet e affini. I fumetti li preferisco su carta, come la letteratura del resto. La carta può essere un valore aggiunto. Sottrarre il tatto dall&#8217;esperienza della lettura significa sottrarre uno dei nostri sensi. E&#8217; una cosa da non sottovalutare».</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-9125" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Le 5 Fasi - Tiziano Angri 01" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Le-5-Fasi-Tiziano-Angri-01.jpeg" alt="" width="160" height="222" />Muore Moebius e per un giorno tutti si scoprono grandi appassionati o esperti di fumetti (soprattutto in Italia), poi silenzio totale&#8230; Come ti spieghi una cosa del genere?</strong><br />
«Per spiegarlo dovremmo parlare di facebook e dei suoi meccanismi compulsivi. Questo non è interessante. Moebius è interessante».</p>
<p><strong>Oggi in Italia tutti si riempiono la bocca con la parola &#8220;graphic novel&#8221; nel tentativo di dare spessore culturale al fumetto (come se ce ne fosse bisogno). Personalmente credo che esistano fumetti belli, fumetti brutti e fumetti così così, e questo a prescindere dal fatto che si parli di comics, di graphic novel, di fumetti seriali o di &#8220;giornaletti&#8221;. Che ne pensi di questa moda delle graphic novel?</strong><br />
«Detesto questo dibattito. La questione spesso si risolve in un&#8217;eterna masturbazione con vasectomia».</p>
<p><strong>L&#8217;ultimo bel fumetto che ti è capitato di leggere è stato&#8230;</strong><br />
«&#8221;Sweet Salgari&#8221; di Bacilieri e &#8220;Come un guanto di velluto forgiato nell&#8217;acciaio&#8221; di Daniel Clowes. Quest&#8217;ultimo è un delirio talmente insopportabile da apparire più reale della realtà».</p>
<p><strong>Grazie mille Tiziano!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="text-align: center;"><em><em><em>Il viaggio alla scoperta de <a href="http://www.edizionibd.it/volumi.php?id=1030">&#8220;Le 5 Fasi&#8221;</a> e del Collettivo DUMMY</em><br />
<em>termina il 28 maggio con l&#8217;intervista a<strong> Ausonia</strong></em></em></em></div>
<div style="text-align: center;"><em><br />
</em></div>
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		<title>Collettivo DUMMY: AkaB</title>
		<link>http://sugarpulp.it/interviste/akab-5-fasi</link>
		<comments>http://sugarpulp.it/interviste/akab-5-fasi#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 07:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Brunoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[comics]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[le 5 fasi]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/comics" rel="tag">comics</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fumetti" rel="tag">fumetti</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/le-5-fasi" rel="tag">le 5 fasi</a></p>«Credo valga la pena passare da pazzo e risponderti sinceramente: il primo fenomeno che mi accade quando chiudo un progetto è sentirlo non più mio. Esso si affranca dal proprio creatore come un autonomo frankenstein e a quel punto non posso certo andargli dietro per rifinirgli le cuciture, no? Ormai è sceso nel villaggio a far danni, e io non so suonare il violino».<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/akab-5-fasi' title='Collettivo DUMMY: AkaB'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nostro viaggio tra i meandri del <strong>Collettivo DUMMY </strong>è arrivato alla quarta tappa. Il protagonista dell&#8217;intervista di oggi è <a href="http://mattatoio23.blogspot.it/">AkaB</a>, autore della quarto capitolo de <a href="http://www.edizionibd.it/volumi.php?id=1030">&#8220;Le 5 Fasi&#8221;</a>, la <strong>Depressione</strong> (i link alle interviste precedenti <a href="http://sugarpulp.it/interviste/alberto-ponticelli-5-fasi">Alberto Ponticelli</a>, <a href="http://sugarpulp.it/interviste/officina-infernale-5-fasi">Officina Infernale</a>, <a href="http://sugarpulp.it/interviste/squaz-5-fasi">Squaz</a>).</p>
<p><strong>Il lavoro di AkaB è forse uno dei più duri e suggestivi di tutto il volume</strong>, vediamo la tecnica utilizzata: <em>«Ho lavorato realizzando singolarmente vignetta per vignetta usando acetati e pennarelli, i neri pieni li ho dati con pennarelli secchi con punta a scalpello imbevuti in una densa china cinese. Poi con la punta delle forbici ho graffiato i disegni come se fossero vetro. La colorazione è in parte digitale, in parte no. Il tutto è stato assemblato successivamente usando la stessa struttura divinatoria del’ I-Ching essendo la mia storia un frammentato mosaico di memoria, come in un unico presente continuo».</em></p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-9101" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Akab" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Akab.jpeg" alt="" width="128" height="190" />Grazie per la disponibilità Akab. Allora, ad un anno dall&#8217;uscita che ne dici di provare a fare un bilancio di quest&#8217;esperienza editoriale?</strong><br />
«Fatto».</p>
<p><strong>Da cosa nasce l&#8217;idea di dare vita ad un progetto come &#8220;Le 5 Fasi&#8221;?</strong><br />
«Se hai mai lavorato nella più completa solitudine e poi provato le dinamiche del lavoro di gruppo, ti sarai accorto che è in quella sottile diversa vibrazione che c&#8217;è la risposta. Non è mai nelle parole».</p>
<p><strong><br />
Sei soddisfatto del risultato finale del tuo lavoro o cambieresti qualcosa?</strong><br />
«Credo valga la pena passare da pazzo e risponderti sinceramente: il primo fenomeno che mi accade quando chiudo un progetto è sentirlo non più mio. Esso si affranca dal proprio creatore come un autonomo frankenstein e a quel punto non posso certo andargli dietro per rifinirgli le cuciture, no? Ormai è sceso nel villaggio a far danni, e io non so suonare il violino».</p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-9104" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Le 5 fasi - Akab 03" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Le-5-fasi-Akab-03.jpeg" alt="" width="141" height="364" /></p>
<p><strong>Cosa ti ha colpito di più nel lavoro dei tuoi &#8220;compagni di viaggio&#8221; in questa avventura?</strong><br />
«Poco fa&#8217; dormivo. E sognavo. Sognavo le 5 fasi in una versione in cui non esistevano 5 storie (+1) ma un unica grande storia di un architetto che sta perdendo la vista e a cui la vita sta andando in frantumi. Il suo sogno da bambino di diventare un lottatore mascherato contrapposta alla realtà della piccola palestra che frequenta dove le prende sempre e il suo appartamento stipato di spazzatura da cui non riesce più a buttare nulla. Cade in depressione il nostro pugile semi cieco. Visita dottori di ogni genere e vaga senza scopo ricordante le doppia bocca del padre e le doppie tette della madre. Poi la malattia agli occhi degenera e tutto il corpo inizia a trasformasi in sinistri tentacolo neri che ricoprono tutto. E tutti. Qual era la domanda?».</p>
<p><strong>&#8220;Le 5 Fasi&#8221; potrebbero avere un seguito? Per lo meno dal punto di vista di un progetto editoriale così particolare e complesso.</strong><br />
«&#8221;Le 5 fasi&#8221; è un libro e di certo non vedo un possibile &#8220;Le 6 fasi&#8221; in cantiere. Quindi no. Ma il progetto Dummy chiaramente si. Lavoriamo tutti i giorni in maniera invisibile da ormai più di due anni proprio per questo. E&#8217; una cosa a cui tengo molto. Una cosa preziosa. Il miracolo dell&#8217;autarchia di gruppo».</p>
<p><strong>Cosa ti fa arrabbiare nel mondo del fumetto di oggi?</strong><br />
«No arrabbiare no. Disagio. Disagio molto. Mi spiace ma mi prendo la responsabilità di quello che dico. L&#8217;ambiente del fumetto è pieno zeppo di gente malata patologicamente e troppo spesso non si può che rimanere costernati e inerti di fronte tanta aberrazione. Un senso di totale imbarazzo. Un pò la stessa sensazione che si ha quando si vedono gli spot dei libri di Alfonso Luigi Marra. Ma più deprimente».</p>
<p><strong>Cosa ti piace nel mondo del fumetto di oggi?</strong><br />
«Gli amici».</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-9102" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Le 5 fasi - Akab 01" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Le-5-fasi-Akab-01.jpeg" alt="" width="184" height="256" /></p>
<p><strong>Fumetti e digitale: che ne pensi?</strong><br />
«Questa domanda mi è stata fatta in un anno almeno 20 volte: ma che problema avete? La musica su vinile o su mp3? Lettera o mail? Le cose vanno sempre come devono andare».</p>
<p><strong>Muore Moebius e per un giorno tutti si scoprono grandi appassionati o esperti di fumetti (soprattutto in Italia), poi silenzio totale&#8230; Come ti spieghi una cosa del genere?</strong><br />
«E&#8217; morto Moebius? quando?!».</p>
<p><strong>Oggi in Italia tutti si riempiono la bocca con la parola &#8220;graphic novel&#8221; nel tentativo di dare spessore culturale al fumetto (come se ce ne fosse bisogno). Personalmente credo che esistano fumetti belli, fumetti brutti e fumetti così così, e questo a prescindere dal fatto che si parli di comics, di graphic novel, di fumetti seriali o di &#8220;giornaletti&#8221;. Che ne pensi di questa moda delle graphic novel?</strong><br />
«La tua domanda contiene già le risposte».</p>
<p><strong>L&#8217;ultimo bel fumetto che ti è capitato di leggere è stato&#8230;</strong><br />
«Te ne segnalo due: Ciccia di Dave Coopee e Psiconauti di Alberto Vàzquez. Cose che fanno bene. Al corpo. E allo spirito».</p>
<p><strong>Grazie!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il viaggio alla scoperta de <a href="http://www.edizionibd.it/volumi.php?id=1030">&#8220;Le 5 Fasi&#8221;</a> e del Collettivo DUMMY continua</em><br />
<em>il 21 maggio con l&#8217;intervista a <strong>Tiziano Angri</strong></em></p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		<title>Collettivo DUMMY: Squaz</title>
		<link>http://sugarpulp.it/interviste/squaz-5-fasi</link>
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		<pubDate>Mon, 07 May 2012 07:08:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Brunoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[comics]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[le 5 fasi]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/comics" rel="tag">comics</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fumetti" rel="tag">fumetti</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/le-5-fasi" rel="tag">le 5 fasi</a></p>«La tecnica da me usata è una normalissima china su carta, colorata in digitale».<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/squaz-5-fasi' title='Collettivo DUMMY: Squaz'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ne &#8220;Le 5 Fasi&#8221; <strong><a href="http://hotel-tarantula.blogspot.it/">Squaz</a></strong> è l&#8217;autore del terzo capitolo, quello intitolato<strong> Patteggiamento </strong>(o Autorecriminazione). Con lui prosegue la nostra intervista multipla agli autori di <a href="http://www.edizionibd.it/volumi.php?id=1030">questo fumetto &#8220;monstre&#8221;</a> che, personalmente, continua a stupirmi e ad emozionarmi ogni volta che lo apro<strong> </strong>(se per caso vi siete persi le precedenti interviste ad <strong>Alberto Ponticelli</strong> e a <strong>Officina Infernale</strong> le trovate <a href="http://sugarpulp.it/interviste/alberto-ponticelli-5-fasi">qui</a> e <a href="http://sugarpulp.it/interviste/officina-infernale-5-fasi">qui</a>).</p>
<p>Prima di cominciare l&#8217;intervista diamo il solito sguardo a come l&#8217;autore ha descritto il suo modo lavorare per quest&#8217;opera straordinaria: <em>«La tecnica da me usata è una normalissima china su carta, colorata in digitale».</em></p>
<p><strong><br />
<img class="alignright size-full wp-image-9092" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Squaz" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Squaz.jpeg" alt="" width="205" height="307" />Ciao Squaz, ad un anno dall&#8217;uscita che ne dici di provare a fare un bilancio di quest&#8217;esperienza editoriale?</strong><br />
«E&#8217; stato esaltante e frustrante nello stesso tempo. Esaltante, per come è nata e si è sviluppata la collaborazione di gruppo, ed il risultato finale è stato superiore alle nostre stesse aspettative. Frustrante, forse, per le stesse ragioni. Confrontarsi continuamente con gli altri, specialmente se questi altri non sono (siamo) abitualmente campioni di equilibrio e diplomazia, mette i nervi a dura prova. Ma ne siamo usciti bene, direi.<br />
Poi è stato positivo notare che il grande formato del libro ed il prezzo relativamente alto non hanno scoraggiato i lettori. Poteva andare peggio.<br />
In generale, mi sembra che se ne sia parlato meno di quanto effettivamente meritasse. Ancora adesso, c&#8217;è gente (non gente qualsiasi, ma gente del &#8220;settore&#8221;) che non ne ha proprio sentito parlare. Distrazione? Colpa nostra che non facciamo gli uomini-sandwich? Frega qualcosa?».</p>
<p><strong>Da cosa nasce l&#8217;idea di dare vita ad un progetto come &#8220;Le 5 Fasi&#8221;?</strong><br />
«Di questi tempi, l&#8217;idea stessa di sei autori di fumetti che decidono di lavorare insieme ad un progetto comune è piuttosto anomala. Intanto, non siamo una rock band, e poi gli anni &#8217;60 sono passati da un pezzo, e così pure la voglia di sperimentazione. Se poi lo spunto è quello di parlare di dolore, inadeguatezza, necessità di elaborare la sofferenza e così via, è chiaro che, per risponderti, bisogna scavare nelle angosce e nelle frustrazioni di ognuno di noi.<br />
L&#8217;obiettivo era di dare vita ad un progetto potente, che avesse una sua ragione intima, e non solo fare un bel libro. Nello stesso tempo, per essere veramente convincenti, abbiamo sentito il bisogno di unire le forze. Sei persone che gridano insieme fanno più casino di uno solo, anche se è Pavarotti».</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9091" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Le 5 fasi - Squaz - 03" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Le-5-fasi-Squaz-03.jpeg" alt="" width="141" height="363" />Sei soddisfatto del risultato finale del tuo lavoro o cambieresti qualcosa?</strong><br />
«Sono soddisfatto specialmente delle cose venute male. Cambierei sempre qualcosa, riguardando i miei lavori, ma qui è stato un po&#8217; diverso. Ho cercato di dare il massimo, solo che non mi veniva richiesta la perfezione, ma di mettermi un po&#8217; a nudo e di scoperchiare cose di me che non mi piacciono o che normalmente non vorrei affrontare.<br />
Anche se non ho lavorato sull&#8217;autobiografia, c&#8217;è tantissimo di me nella storia del &#8220;patteggiamento&#8221; e quindi, se qualcosa non funziona oppure si inceppa, molto probabilmente è perché sono fatto male io».</p>
<p><strong>Cosa ti ha colpito di più nel lavoro dei tuoi &#8220;compagni di viaggio&#8221; in questa avventura?</strong><br />
«La capacità, soprattutto da un certo punto in poi, di mettere da parte le esigenze personali e di entrare in sintonia con gli altri, quando tutto avrebbe fatto pensare che eravamo troppo diversi e male assortiti per combinare qualcosa di buono insieme. Una specie di &#8220;riscatto&#8221; collettivo. E adesso possiamo tornare a starci sullle palle, almeno per un po&#8217;».</p>
<p><strong>&#8220;Le 5 Fasi&#8221; potrebbero avere un seguito? Per lo meno dal punto di vista di un progetto editoriale così particolare e complesso.</strong><br />
«L&#8217;intenzione in realtà c&#8217;è già. A conti fatti, un libro del genere è quasi un manifesto, espressivo e metodologico, e ce ne rendevamo già conto mentre lo stavamo facendo. Sembra l&#8217;inizio di qualcosa, più che un&#8217;opera che si esaurisce in sé stessa. Per me, lasciare che un fumetto come &#8220;Le 5 Fasi&#8221; resti un caso isolato, sarebbe un po&#8217; tradirlo. E poi, prima mentivo, ormai ci divertiamo. Siamo come i tre porcellini, al quadrato».</p>
<p><strong>Cosa ti fa arrabbiare nel mondo del fumetto di oggi?</strong><br />
«Troppe chiacchiere, per un ambiente così minuscolo e, al di fuori di questo, a nessuno importa niente. Ce l&#8217;ho anche con i lettori, però. I veri colpevoli sono loro. Bastardelli ingrati. Loro ed i loro genitori».</p>
<p><strong>Cosa ti piace nel mondo del fumetto di oggi?</strong><br />
«Rispetto a quando ho cominciato io, vedo una maggiore varietà nelle proposte. Se sei bravo e stai nelle tue belle caselle, puoi pubblicare abbastanza facilmente. Gratis. A parte questo, vedo un sacco di fumettisti bravissimi che invidio e odio fraternamente».</p>
<p><strong>Fumetti e digitale: che ne pensi?</strong><br />
«Il digitale cambia parecchio il modo in cui percepisci le immagini. Se si passerà al digitale, si dovrà ripensare il fumetto fin quasi dalle basi. E probabilmente, a quel punto, si chiamerà pure in un altro modo».</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-9090" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Le 5 fasi - Squaz - 02" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Le-5-fasi-Squaz-02.jpeg" alt="" width="184" height="256" />Muore Moebius e per un giorno tutti si scoprono grandi appassionati o esperti di fumetti (soprattutto in Italia), poi silenzio totale&#8230; Come ti spieghi una cosa del genere?</strong><br />
«Non me la spiego. Ho smesso di cercare spiegazioni nel 1975. Comunque, di Moebius ne nasce uno ogni paccata d&#8217;anni. Sarà per quello».</p>
<p><strong>Oggi in Italia tutti si riempiono la bocca con la parola &#8220;graphic novel&#8221; nel tentativo di dare spessore culturale al fumetto (come se ce ne fosse bisogno). Personalmente credo che esistano fumetti belli, fumetti brutti e fumetti così così, e questo a prescindere dal fatto che si parli di comics, di graphic novel, di fumetti seriali o di &#8220;giornaletti&#8221;. Che ne pensi di questa moda delle graphic novel?</strong><br />
«E&#8217; come dici tu. Il fumetto non ha bisogno di dimostrare di avere una sua dignità culturale: ce l&#8217;ha già! Le mode vanno e vengono. Questa del graphic novel ha l&#8217;indiscutibile pregio di cercare nuove vie d&#8217;accesso ai lettori (per quanto di mezz&#8217;età), e l&#8217;innegabile difetto di tagliar fuori tutto quello che non rientra nella categoria».</p>
<p><strong>L&#8217;ultimo bel fumetto che ti è capitato di leggere è stato&#8230;</strong><br />
«Mmm&#8230; direi &#8220;Trama&#8221; di Ratigher e &#8220;Palindromi&#8221; di MP5 (anche se quest&#8217;ultimo non è strettamente un fumetto&#8230; o forse è proprio per quello?)».</p>
<p><strong>Grazie!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il viaggio alla scoperta de <a href="http://www.edizionibd.it/volumi.php?id=1030">&#8220;Le 5 Fasi&#8221;</a> e del Collettivo DUMMY continua</em><br />
<em>il 14 maggio con l&#8217;intervista a<strong> AkaB</strong></em></p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		<title>Collettivo DUMMY: Officina Infernale</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 07:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Brunoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[comics]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/comics" rel="tag">comics</a>, <a href="http://sugarpulp.it/tag/fumetti" rel="tag">fumetti</a></p>«Ho usato una tecnica mista a base di acquerello, china, acrilico, aerografo e collage. Colonna sonora a base di Electric Wizard, Slayer, Kvelertak, Crossed Out, Hank Williams III, Eyehategod. Ulteriori livelli di pennellate, acquerelli, retini, graffi e macchie varie. Cibo Spazzatura. 2 Settimane a San Diego, cibo spazzatura (molto) e skateboarding (molto poco io). Ho stampato tutto su carta fotografica, 2 copie per pagina, una di base, una poi ritagliata per l’effetto “collage sfasato”. Nessun lottatore messicano è stato usato contro la sua volontà, tutti i protagonisti sono maggiorenni. Altri interventi poi di acrilico, graffi, aerografo, pastelli. Il tutto assemblato in un pentacolo tracciato con il sangue, sacrifici umani e riti blasfemi inimmaginabili».<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/officina-infernale-5-fasi' title='Collettivo DUMMY: Officina Infernale'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo <a href="http://sugarpulp.it/interviste/alberto-ponticelli-5-fasi‎">l&#8217;intervista ad Alberto Ponticelli</a> pubblicata la settimana scorsa ecco una nuova tappa del nostro viaggio dentro a<strong> <a href="http://www.edizionibd.it/volumi.php?id=1030">&#8220;Le 5 Fasi&#8221;</a>, </strong>fumetto-capolavoro pubblicato l&#8217;anno scorso dal Collettivo DUMMY con Edizioni BD. Il secondo episodio del volume, <strong>Rabbia</strong>, è stato realizzato da <strong><a href="http://officinainfernale.blogspot.it/">Officina Infernale</a> </strong>che naturalmente è il protagonista dell&#8217;intervista di oggi.</p>
<p><strong>Personalmente adoro lo stile di Officina Infernale e il suo sia uno di capitoli più belli di tutto il volume</strong>, ecco come lui stesso descrive il suo lavoro ne Le 5 Fasi: <em>«Ho usato una tecnica mista a base di acquerello, china, acrilico, aerografo e collage. Colonna sonora a base di Electric Wizard, Slayer, Kvelertak, Crossed Out, Hank Williams III, Eyehategod. Ulteriori livelli di pennellate, acquerelli, retini, graffi e macchie varie. Cibo Spazzatura. 2 Settimane a San Diego, cibo spazzatura (molto) e skateboarding (molto poco io). Ho stampato tutto su carta fotografica, 2 copie per pagina, una di base, una poi ritagliata per l’effetto “collage sfasato”. Nessun lottatore messicano è stato usato contro la sua volontà, tutti i protagonisti sono maggiorenni. Altri interventi poi di acrilico, graffi, aerografo, pastelli. Il tutto assemblato in un pentacolo tracciato con il sangue, sacrifici umani e riti blasfemi inimmaginabili».</em></p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-9077" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Officina-Infernale-Sugarpulp-Festival" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Officina-Infernale-Sugarpulp-Festival.png" alt="" width="197" height="251" />Allora Officina Infernale, ad un anno dall&#8217;uscita che ne dici di provare a fare un bilancio di quest&#8217;esperienza editoriale?</strong><br />
«L&#8217;abbiamo fatto, presentato, venduto, fine».</p>
<p><strong>Da cosa nasce l&#8217;idea di dare vita ad un progetto come &#8220;Le 5 Fasi&#8221;?</strong><br />
«L&#8217;idea è quella di provare a fare quello che sentiamo in un medium lasciato marcire  in mano ai bulli e alla miseria di formato e contenuto».</p>
<p><strong>Sei soddisfatto del risultato finale del tuo lavoro o cambieresti qualcosa?</strong><br />
«Si sono soddisfatto, non cambierei nulla anche perchè ho cambiato gia tutto all&#8217;inizio. Quando ho visto il libro la prima volta sono rimasto senza parole».</p>
<p><strong>Cosa ti ha colpito di più nel lavoro dei tuoi &#8220;compagni di viaggio&#8221; in questa avventura?</strong><br />
«La cosa bellissima è stata la &#8220;sinergia&#8221;: nonostante i vari confronti si è sempre trovata una soluzione e alla fine anche se siamo abituati a lavorare in solitaria lavorare in gruppo ha funzionato alla grande».</p>
<p><strong>&#8220;Le 5 Fasi&#8221; potrebbero avere un seguito? Per lo meno dal punto di vista di un progetto editoriale così particolare e complesso.</strong><br />
«Non penso che ci sarà un sequel, ma sicuramente con il Collettivo DUMMY andremo avanti, stiamo solo aspettando il momento giusto».</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9079" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Le 5 Fasi Officina Infernale" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Le-5-Fasi-Officina-Infernale.jpeg" alt="" width="110" height="288" />Cosa ti fa arrabbiare nel mondo del fumetto di oggi?</strong><br />
«La stagnazione a livello di idee, l&#8217;affrontare un lavoro creativo come si stesse compilando un modulo F24, l&#8217;esaltare la pochezza di contenuti pensando di stare facendo chissà cosa, l&#8217;mbecillità di certi seguaci, di certi siti, di certi blogger».</p>
<p><strong>Cosa ti piace nel mondo del fumetto di oggi?</strong><br />
«Mi piacciono molte le realtà indipendenti, sempre in movimento e propositive, l&#8217;esatto contrario dei &#8220;grossi&#8221; editori congelati nella loro putrefazione».</p>
<p><strong>Fumetti e digitale: che ne pensi?</strong><br />
«Questa cosa mi fa ridere, nel senso che in Italia qualsiasi passo evolutivo a livello di tecnologia sembra un evento da interrogazione parlamentare. Il digitale sicuramente non impedirà di mettere dentro ad un iPad fumetti di merda&#8230; il problema sicuramente non è il mezzo».</p>
<p><strong>Muore Moebius e per un giorno tutti si scoprono grandi appassionati o esperti di fumetti (soprattutto in Italia), poi silenzio totale&#8230; Come ti spieghi una cosa del genere?</strong><br />
«Un altro classico, come quelli che si fanno la foto sulla nave mezza affondata. La morte come elemento aggregativo e di discussione sembra interessante, da approfondire. Il web ha generato dei mostri ma comunque è stato meno patetico di un&#8217;altra morte celebre qualche mese prima, forse perchè era francese e non ci aveva collaborato nessun piagnone di turno. Ad ogni modo a me di Moebious non è mai fregato un cazzo, sicuramente è stato un grande, anche se l&#8217;espressione &#8220;fumetto a forma di elefante&#8221; mi è sempre stata sulle palle&#8230;».</p>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-9082" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Le 5 Fasi Officina Infernale 01" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Le-5-Fasi-Officina-Infernale-01.jpeg" alt="" width="140" height="195" />Oggi in Italia tutti si riempiono la bocca con la parola &#8220;graphic novel&#8221; nel tentativo di dare spessore culturale al fumetto (come se ce ne fosse bisogno). Personalmente credo che esistano fumetti belli, fumetti brutti e fumetti così così, e questo a prescindere dal fatto che si parli di comics, di graphic novel, di fumetti seriali o di &#8220;giornaletti&#8221;. Che ne pensi di questa moda delle graphic novel?</strong><br />
«La prima volta che sono venuto in contatto con la parola &#8220;graphic novel&#8221; è stato con un albo di Dazzler della Marvel e poi con &#8220;Love and war&#8221; di Miller/Sienkiewicz, era un termine che la Marvel aveva dato ad una serie di albi con un formato diverso e con storie autoconclusive, la maggiorparte disegnate con il buco del culo. Questo per me è sempre stata la Graphic Novel, poi è venuto tutto il resto&#8230; adesso usano questo termine per giustificare una sorta di contenuto culturale in un medium considerato per mentecatti, un po&#8217; come i metallari che dicono che ascoltano musica classica per non fare la figura degli ignoranti».</p>
<p><strong>L&#8217;ultimo bel fumetto che ti è capitato di leggere è stato&#8230;</strong><br />
«Scarlet di Bendis e Maleev, varia roba del Punisher, la Quarta necessita di Luttazzi e Giacon».</p>
<p><strong>Grazie!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><em><em>Il viaggio alla scoperta de <a href="http://www.edizionibd.it/volumi.php?id=1030">&#8220;Le 5 Fasi&#8221;</a> e del Collettivo DUMMY</em><br />
<em>continua il 7 maggio con <a href="http://sugarpulp.it/interviste/squaz-5-fasi">l&#8217;intervista a<strong> Squaz</strong></a></em></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><br />
</em></p>
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		<title>Collettivo DUMMY: Alberto Ponticelli</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 07:08:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Brunoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a></p><p>Tags: <a href="http://sugarpulp.it/tag/fumetti" rel="tag">fumetti</a></p>«Ho utilizzato matite varie, ho disegnato senza cancellare e mantenendo eventuali errori per dare un senso di sporcizia, texure di acquerelli, pavimenti mani mattonelle del cesso e altra roba preparate da me e assemblate e ritagliate a seconda di ciò che ho disegnato. Ho lavorato in scala di grigi, e poi ho ricolorato in trasparenza tutta la tavola, per ottenere un effetto di fotografia in bianco e nero ricolorata, elaborazione digitale del tutto».<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/alberto-ponticelli-5-fasi' title='Collettivo DUMMY: Alberto Ponticelli'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.edizionibd.it/volumi.php?id=1030">&#8220;Le 5 Fasi&#8221;</a></strong> è un volume spettacolare, una vera e propria <strong>magnum opus</strong> che ti costringe a vivere un&#8217;<strong>esperienza totalizzante</strong>: la <strong>bellezza</strong>  delle tavole e la profondità del concept che sta dietro al lavoro dei 6 autori ti costringono a pensare pagina dopo pagina e, francamente, in più di un&#8217;occasione <strong>si resta senza fiato</strong>.</p>
<p>Ad un anno dall&#8217;uscita del volume per i tipi di <a href="http://www.edizionibd.it/">Edizioni BD</a> (vi consiglio di leggere questo <a href="http://www.lospaziobianco.it/38335-5-fasi-fumetto-arte">splendido pezzo di Michele Garofoli su Lo Spazio Bianco</a>) <strong>iniziamo oggi un viaggio dentro a quest&#8217;opera straordinaria con un&#8217;intervista multipla ai 6 autori</strong>.</p>
<p>Si tratta del <strong>Collettivo DUMMY</strong>, nome dietro al quale troviamo <a href="http://www.albertoponticelli.com/">Alberto Ponticelli</a>, <a href="http://officinainfernale.blogspot.it/">Officina Infernale</a>, <a href="http://hotel-tarantula.blogspot.it/">Squaz</a>, <a href="http://mattatoio23.blogspot.it/">AkaB</a>, <a href="http://piccolaunitadiproduzione.blogspot.it/">Tiziano Angri</a> e <a href="http://ausonia-23.blogspot.it/">Ausonia</a>, 6 artisti che, come avrete modo di leggere, hanno <strong>stile e talento da vendere</strong>, ma anche una <strong>visione molto lucida e non convenzionale</strong> del loro lavoro e del mondo del fumetto.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-9064" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Alberto-Ponticelli-Sugarpulp-Festival" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Alberto-Ponticelli-Sugarpulp-Festival.jpg" alt="" width="198" height="314" />Partiamo da <strong>Alberto Ponticelli</strong> che ha realizzato la prima fase del volume, <strong>Negazione</strong>: <em>«Ho utilizzato matite varie, ho disegnato senza cancellare e mantenendo eventuali errori per dare un senso di sporcizia, texure di acquerelli, pavimenti mani mattonelle del cesso e altra roba preparate da me e assemblate e ritagliate a seconda di ciò che ho disegnato. Ho lavorato in scala di grigi, e poi ho ricolorato in trasparenza tutta la tavola, per ottenere un effetto di fotografia in bianco e nero ricolorata, elaborazione digitale del tutto».</em></p>
<p><strong>Ciao Alberto, ad un anno dall&#8217;uscita che ne dici di provare a fare un bilancio di quest&#8217;esperienza editoriale?</strong><br />
«Un&#8217;esperienza ottima, dolorosa e sanguinante. Unire le forze per creare qualcosa di pericoloso (per noi in primis, naturalmente) è stata una bella doccia di stimoli e di umiltà. Dover ridurre il proprio ego e amalgamarlo a quello degli altri per formare un&#8217;unica nuova entità è un&#8217;esperienza pazzesca».</p>
<p><strong>Da cosa nasce l&#8217;idea di dare vita ad un progetto come &#8220;Le 5 Fasi&#8221;?</strong><br />
«Nasce dall&#8217;esigenza di giocare, soprattutto insieme ad altre persone che stimi e con le quali hai condiviso molte sensazioni negli anni: creare un progetto amalgamando varie personalità, con lo scopo di costruire un&#8217;unica storia, parlare di dolore, gestire aspetti personali e metterli in piazza, confrontarsi con la bravura degli altri e spingersi a fare di più. Non c&#8217;è niente di più intenso che sbilanciarsi in qualcosa il cui risultato non è affatto scontato.</p>
<p><strong>Sei soddisfatto del risultato finale del tuo lavoro o cambieresti qualcosa?</strong><br />
«Ovviamente rifarei completamente la mia storia, vorrei giocare con le tavole sfruttando meglio l&#8217;enorme superficie del formato, creare qualcosa di più silenzioso, scavare ancora di più nel buio, ecc ecc.<br />
Ma quando abbiamo visto il libro pronto per la prima volta c&#8217;è stato un silenzio generale di qualche secondo: eravamo commossi e guardavamo il frutto di due anni di riunioni, disegni, discussioni, disperazioni e riorganizzazioni a pochi giorni dalla stampa.<br />
In quei secondi di silenzio scommetto che ognuno di noi ha rivisto tutto quel periodo scorrergli davanti, pensando che ne fosse davvero valsa la pena. Uno sgangherato gioco di squadra, che ha funzionato meravigliosamente».</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-9065" style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Le 5 Fasi ponticelli 02" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Le-5-Fasi-ponticelli-02.jpeg" alt="" width="162" height="226" />Cosa ti ha colpito di più nel lavoro dei tuoi &#8220;compagni di viaggio&#8221; in questa avventura?</strong><br />
«Proprio il viaggio, durante il quale nessuno ha mai fatto la primadonna. Certo, abbiamo discusso, litigato e tutto quello che vuoi: ma sempre e solo per il bene del progetto, mai per ego personale. E alla fine credo che siamo tutti più legati fra noi rispetto a quando tutto è cominciato. Questo mi ha colpito molto».</p>
<p><strong>&#8220;Le 5 Fasi&#8221; potrebbero avere un seguito? Per lo meno dal punto di vista di un progetto editoriale così particolare e complesso.</strong><br />
«E&#8217; il primo di una serie di esperimenti che vogliamo portare avanti. Dopo questo libro abbiamo creato <a href="http://www.facebook.com/pages/PHOBOS-Collettivo-Dummy3-Square-Feet/140982672667370">un portfolio chiamato Phobos</a>, che raccoglie le illustrazioni di tutti i componenti relative a una serie di fobie. Il prossimo progetto sarà ancora diverso e imprevedibile».</p>
<p><strong>Cosa ti fa arrabbiare nel mondo del fumetto di oggi?</strong><br />
«Ci sono autori in gamba, forse più ora che non quando il fumetto si vendeva. Ma è questo il punto: è come la dimostrazione che  tra noi (fumettisti) e loro (il mondo là fuori) si sia rotta qualsiasi interfaccia comunicativa. Il fumetto è completamente allo sbando, soprattutto per colpa di chi ci lavora e non ha saputo investire nelle idee e nella promozione quando ancora ce n&#8217;era la possibilità».</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-9066" style="border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="Le 5 Fasi ponticelli 01" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/Le-5-Fasi-ponticelli-01.jpeg" alt="" width="165" height="432" /></p>
<p><strong>Cosa ti piace nel mondo del fumetto di oggi?</strong><br />
«Che è in crisi, e le crisi portano sempre a qualcosa di buono (se le superi)».</p>
<p><strong>Fumetti e digitale: che ne pensi?</strong><br />
«La carta e il digitale sono solo strumenti: uno strumento  non ha né meriti né colpe, e come sempre dipende da come viene utilizzato. Personalmente mi piace il percorso fisico del voltare pagina, vedere il libro assottigliarsi man mano che lo leggi. Non mi affascina girare una pagina virtuale e non ho ancora percepito la reale utilità di questo schermetto pieno di impronte digitali, mi pare che prima serva vendere la novità e poi le si cerchi un senso. Insomma, non vorrei che il bisogno dell&#8217;oggetto prevalesse sulla sua effettiva funzionalità. Vedo molte librerie chiudere, mi chiedo se con la tecnologia la gente leggerà di più, ma temo di sapere già la risposta».</p>
<p><strong><br />
Muore Moebius e per un giorno tutti si scoprono grandi appassionati o esperti di fumetti (soprattutto in Italia), poi silenzio totale&#8230; Come ti spieghi una cosa del genere?</strong><br />
«Muore Bad Trip è tutti si scoprono suoi fans, muore Bonelli e non si può più parlare di un certo tipo di fumetto malato, muore Moebius e tutti a fargli gli omaggi&#8230; siamo una razza di ipocriti con il culto della necrofilia».</p>
<p><strong>Oggi in Italia tutti si riempiono la bocca con la parola &#8220;graphic novel&#8221; nel tentativo di dare spessore culturale al fumetto (come se ce ne fosse bisogno). Personalmente credo che esistano fumetti belli, fumetti brutti e fumetti così così, e questo a prescindere dal fatto che si parli di comics, di graphic novel, di fumetti seriali o di &#8220;giornaletti&#8221;. Che ne pensi di questa moda delle graphic novel?</strong><br />
«Penso che siamo talmente immersi nella mediocrità che nascondere la rivista porno dentro a famiglia cristiana può essere un tentativo di difendersi dal moralismo bigotto di chi giudica qualcosa dalla copertina. Graphic novel, fumetto, sono solo nomi. Che ognuno scelga quello che preferisce e che lo faccia sentire più muscoloso. Alla fine è l&#8217;ennesimo falso problema su cui noi del settore ci accapigliamo perdendo di vista le questioni reali».</p>
<p><strong>L&#8217;ultimo bel fumetto che ti è capitato di leggere è stato&#8230;</strong><br />
«Sto leggendo asterios polyp»</p>
<p><strong>Grazie mille!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><em><em>Il viaggio alla scoperta de <a href="http://www.edizionibd.it/volumi.php?id=1030">&#8220;Le 5 Fasi&#8221;</a> e del Collettivo DUMMY</em><br />
<em><a href="http://sugarpulp.it/interviste/officina-infernale-5-fasi">continua il 30 aprile con l&#8217;intervista a<strong> Officina Infernale</strong></a></em></em></p>
<p style="text-align: center;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Simone Marzini</title>
		<link>http://sugarpulp.it/interviste/simone-marzini</link>
		<comments>http://sugarpulp.it/interviste/simone-marzini#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Apr 2012 15:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Girardin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://sugarpulp.it/?p=9166</guid>
		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a></p><p></p>E. Parliamo del tuo romanzo d&#8217;esordio Portello Pulp. La copertina è di grande effetto. Vuoi commentarla? S. La copertina è splendida. Devo dire che è stata la scelta che ci ha messo più in crisi: ne abbiamo valutate tante, ma nessuna riusciva a rappresentare il libro in maniera efficace e coerente. Poi Massimiliano, l&#8217;editore, ha [...]<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/simone-marzini' title='Simone Marzini'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>E.</strong> Parliamo del tuo romanzo d&#8217;esordio Portello Pulp. La copertina è di grande effetto. Vuoi commentarla?</em></p>
<p style="text-align: justify;">S. La copertina è splendida. Devo dire che è stata la scelta che ci ha messo più in crisi: ne abbiamo valutate tante, ma nessuna riusciva a rappresentare il libro in maniera efficace e coerente. Poi Massimiliano, l&#8217;editore, ha estratto dal cilindro questa ed è stato amore a prima vista.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E.</strong> Portello Pulp ha avuto una genesi particolare, ce la racconti?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>S.</strong> Lo spunto iniziale mi è venuto una sera di Maggio 2011 da una frase buttata là da mia moglie, che mi è entrata in testa e che come spesso capita si è trasformata in qualcos&#8217;altro, conglobando una serie di idee e di immagini che avevo dentro. Ho scritto Portello con uno scopo: divertirmi. E credo che una buona dose di divertimento e ironia traspaia dalle pagine. Invece la genesi che l&#8217;ha portato dall&#8217;essere un file sul computer a un libro di carta è diversa. L&#8217;ho spedito un po&#8217; in giro, preparandomi a un lungo periodo di attesa. Nel frattempo mi sono iscritto a un forum &#8211; PescePirata.it &#8211; dove ho conosciuto Francesca Zanella. Una volta scoperta la sua passione per il genere pulp, le ho inviato il manoscritto per avere un giudizio. Dopo un paio di mesi Francesca è diventata la curatrice della collana Cortocircuito e ha pensato a Portello Pulp come prima uscita!</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E.</strong> Una bella fortuna! Credi nelle coincidenze?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>S. </strong>A inizio Gennaio parto da casa per andare a giocare a squash e mi rendo conto che mi sono dimenticato i calzini di spugna. Giocare a squash con i calzini di lana a righe colorate non mi sembrava il caso. Torno indietro a prenderli e a duecento metri dal campo una macchina non osserva lo stop e mi rifà la fiancata. Se non dimenticavo i calzini non sarebbe successo. Quindi sì, credo alle coincidenze. Ma magari se non dimenticavo i calzini invece di una Citroen C1 mi poteva tamponare un camion, vai a sapere te. Quindi sì, credo nelle coincidenze, anche se mi piacerebbe credere al Karma.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E.</strong> Ma qual è stata la frase pronunciata da tua moglie? </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>S.</strong> Stavamo passando al Portello e ho visto degli spacciatori nascondere vicino a un cassonetto un bel pacchettino di polvere bianca per poi allontanarsi di qualche passo. Mia moglie dice una cosa del tipo: &#8220;Ma la lasciano lì? E se poi scompare?&#8221; E così (più o meno, la mia memoria non è più quella di un tempo) è nato Carlo Benzina, la casa occupata, la cassetta della posta e tutto il resto.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E.</strong> Per i profani, cos&#8217;è <a href="http://pescepirata.it/" target="_blank">PescePirata.it</a>?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>S.</strong> Un &#8220;luogo&#8221; meraviglioso per chi ama scrivere e leggere. Un forum dove gli utenti si aiutano nelle valutazioni e negli editing, mossi dalla passione per la scrittura. Per citare Bruno, uno degli admin, cintura nera di editing, &#8220;siamo gente poco seria che lavora seriamente&#8221;. La caratteristica di PescePirata è che ci si diverte: si scambiano opinioni e si lavora insieme, lo scopo è cercare di aiutare chi ama scrivere.<br />
Confrontarmi con suggerimenti di editing e con altri scrittori, più o meno esordienti, è stato molto utile per migliorare.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E.</strong> Quando hai scoperto di essere una barbabietola?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>S.</strong> L&#8217;ho scoperto dagli articoli del Gazzettino e del Mattino! A parte le battute, Portello Pulp ha un debito abbastanza evidente con il movimento Sugarpulp. Quando ho letto Savana Padana di Matteo Righetto mi si è aperto un mondo. Precedentemente avevo scritto due romanzi con ambientazioni fittizie che però non mi convincevano per niente. Sembravano dei fondali di cartone. Con Portello Pulp invece ho provato a partire dalla mia realtà, quella che conosco, stravolgendola ed esagerandola, ma forse neanche troppo. E devo dire che è stata una mossa vincente.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong> E.</strong> Padova è la protagonista indiscussa del tuo romanzo. Cosa ti piace della tua città?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>S.</strong> Della mia città mi piace lo spritz, il fatto che non mi perdo per le strade, il suo essere comunque viva, anche se a macchia di leopardo.<br />
<em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E.</strong> E c&#8217;è qualcosa che non ti piace?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>S. </strong>Il clima, la viabilità, le troppe chiese. Una certa dose di incoerenza. Una parte della sua popolazione, quella che vorrebbe che le cose non cambiassero mai.<br />
<em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E.</strong> Per i non padovani definisci il Portello.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>S.</strong> Il Portello reale o quello del libro? Quello del libro è una sorta di Bronx de noantri, che esiste in molte città d&#8217;Italia, se non in tutte.<br />
Quello reale&#8230; Be&#8217; più o meno la stessa cosa ma senza fabbriche abbandonate.<br />
<em><br />
<strong>E.</strong> Chi ti ha ispirato i tre protagonisti: Benzina, Rambo e Pacciani?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>S.</strong> Benzina, Rambo e Pacciani sono stati inizialmente modellati su personaggi che conosco, ma poi hanno iniziato a vivere una vita propria. Anzi, mi suggerivano loro cosa fare mentre scrivevo il romanzo.<br />
<em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E.</strong> Portello Pulp potrebbe benissimo essere una graphic novel, non trovi?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>S.</strong> Sto ricevendo diversi commenti sul fatto che leggendo Portello sembra di vedere un film! Io ho cercato di renderlo molto visuale. Graphic novel? Chissà, se trovassi un disegnatore adatto e un editore non mi dispiacerebbe. Anche se forse preferirei lavorare a una storia nuova, originale. In pieno Portello Style ovviamente.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E.</strong> Al momento cosa stai leggendo?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>S.</strong> Sto leggendo &#8220;Hai mai fatto parte della nostra gioventù?&#8221; di Massimiliano Santarossa. L&#8217;ho preso alla presentazione che ha fatto allo Sugarspritz di Febbraio.<br />
<em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E. </strong>Cosa ci consigli di leggere?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>S.</strong> Che domande: Portello Pulp!! <img src='http://sugarpulp.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
A parte le battute credo sia indispensabile, adesso più che mai, sostenere l&#8217;editoria indipendente, quella che permette a romanzi non commerciali di vedere la luce. Si possono trovare delle piccole perle e di sicuro molte opere originali e coraggiose.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>E.</strong> Il prossimo progetto letterario?</em></p>
<p style="text-align: justify;">Progetti letterari ne ho un sacco! E&#8217; il tempo che mi manca&#8230; Mi piacerebbe scrivere una trilogia pulp su Padova.  Ho già in mente buona parte della trama. E ci saranno un paio di vecchie conoscenze direttamente da Portello Pulp, anche se sarà una storia leggibile da sola.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: center;"><em><strong>Leggi <a href="http://sugarpulp.it/sugarbooks/portellopulp" target="_blank">QUI</a> la nostra recensione di Portello Pulp!</strong></em></p>
</blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Scoprendo &#8220;Faccia d&#8217;angelo&#8221;: Intervista a Pagotto, Cremon e Martinoni</title>
		<link>http://sugarpulp.it/interviste/scoprendofacciadangelo</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Mar 2012 07:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Gorgi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a></p><p></p>“Faccia d’Angelo”,  miniserie Sky in due puntate, rivisita le gesta di Felice Maniero, detto il Toso. Maniero, nel ventennio ’70-’90, a capo della cosiddetta Mala del Brenta si è reso protagonista nel Nordest di rapine, sequestri di persona, traffico di droga e omicidi.<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/scoprendofacciadangelo' title='Scoprendo "Faccia d'angelo": Intervista a Pagotto, Cremon e Martinoni'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>“Faccia d’Angelo”</strong>,  miniserie Sky in due puntate, rivisita le gesta di <strong>Felice Maniero</strong>, detto <em>il Toso</em>. Maniero, nel ventennio ’70-’90, a capo della cosiddetta <strong>Mala del Brenta</strong> si è reso protagonista nel Nordest di rapine, sequestri di persona, traffico di droga e omicidi.</p>
<p style="text-align: justify;">Amante del lusso e della bella vita e autore di spettacolari evasioni dal carcere, sullo schermo ha il volto di <strong>Elio Germano</strong> mentre sua madre è interpretata da <strong>Katia Ricciarelli</strong>. Accanto al <em>Toso,</em> una banda di amici fidati: il <em>Doge</em>, <strong>Diego Pagotto</strong> di Conegliano, <em>Bepi</em>, <strong>Gianantonio Martinoni</strong> di Ferrara, il <em>Moro</em>, <strong>Andrea Gherpelli</strong> di Correggio,<em> Schei</em>, Fulvio Molena di Piove di Sacco, da anni a Roma, <em>Tavoletta</em>, <strong>Matteo Cremon</strong> di Vicenza.</p>
<div id="attachment_8650" class="wp-caption alignright" style="width: 276px"><img class="size-full wp-image-8650 " style="border-image: initial; border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="img-il Doge_Pagotto" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/il-Doge_Pagotto.jpg" alt="" width="266" height="166" /><p class="wp-caption-text">Diego Pagotto è &quot;Il Doge&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;">Incontriamo Pagotto, Cremon e Martinoni per avere qualche coordinata in più su “Faccia d’Angelo”.<br />
<em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>S.</strong> Ci presentate i vostri personaggi nella miniserie per le barbietole da zucchero di Sugarpulp?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Diego Pagotto</strong><em>: il Doge </em>nasce come figura antagonista al <em>Toso</em>, da giovani sono amici, all’inizio non ne riconosce la supremazia, entra in competizione per la leadership, ma poi si rende conto dell’attitudine criminale del Toso e dell’efficacia dei suoi colpi e ne diviene una sorta di braccio destro, il suo consigliere, quello che lo spinge a fare determinate cose. E’ anche l’emblema del veneto operoso: è totalmente dedito al lavoro, seppur criminale, del resto è per lui il mezzo di rivalsa sociale vera;lui viene dalla campagna, è molto povero e poi inizia un’inarrestabile scalata verso la ricchezza. Resta però uno spirito inquieto.<em></em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Matteo Cremon:</strong> <em>Tavoletta </em>è il pilota della banda, ne entra a far parte per via della possibilità di guidare una bella macchina, a differenza degli altri ha degli scrupoli, non partecipa sempre a tutte le rapine, anche se l’attrazione per i soldi alla fine lo fa divenire “il trasportatore” ufficiale del gruppo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gianantonio Martinoni</strong>: <em>Bepi </em>è l’anima candida della banda, amico d’infanzia del capo, l’elemento razionale.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>S.</strong> Prima delle riprese del film come collocavate la figura di Felice Maniero?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Diego Pagotto:</strong> ho trentasei anni, se ne parlava a scuola, io sono di Conegliano e nel corso di una rapina su un treno morì una ragazza della mia città, sicché se ne parlò a lungo. Poi giornali, telegiornali: per la sceneggiatura si è preso spunto dalla realtà, ma la banda di Felice era formata da molte più persone rispetto ai caratteri rappresentati in scena, persone che provenivano da diverse zone del Veneto e i cui tratti peculiari sono stati utilizzati per creare i personaggi.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Matteo Cremon:</strong> io sono dell’80, lo ricordo come un racconto del telegiornale ed attraverso le parole della gente, visto che anche vicino a Vicenza ha fatto dei numeri incredibili.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gianantonio Martinoni:</strong> la storia, ispirata alla realtà, è comunque di fantasia. Non si può dire niente di buono sui fatti reali, sulle vite desertificate dalle vicende, ma nel non giudizio del reale se parliamo di quanto invece portato in scena si entra nel meccanismo del gioco “guardia e ladri”.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>S.</strong> Come siete arrivati ad avere la parte? </em></p>
<div id="attachment_8655" class="wp-caption alignleft" style="width: 223px"><img class="size-full wp-image-8655 " style="border-width: 1px; border-color: black; border-style: solid; margin: 5px;" title="img-bepi_ martinoni" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/bepi_-martinoni.jpg" alt="" width="213" height="133" /><p class="wp-caption-text">Gianantonio Martinoni è &quot;Bepi&quot;</p></div>
<p style="text-align: justify;"><strong>Diego Pagotto</strong>: con tre provini, a dicembre del 2010 subito dopo Natale il primo a Chioggia, aveva appena nevicato. Poi sono stato richiamato per il secondo, e nel terzo il regista Porporati ha creato un mini set con luci sulla stessa scena, che era un monologo del Doge, in cui il personaggio parla dell’unica cosa che conta nella vita: i soldi. Mi hanno confermato a metà gennaio e a metà febbraio ero sul set.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Gianantonio Martinoni: </strong>due anni fa ho partecipato alla fiction su Basaglia, “C’era una volta la città dei matti”, la seconda unità la dirigeva Porporati, sicché c’eravamo conosciuti allora, poi ci sono stati tre incontri e la parte assegnata.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Intervista a Alberto De Poli</title>
		<link>http://sugarpulp.it/interviste/intervista-alberto-de-poli</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 19:03:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena Girardin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a></p><p></p>Elena Girardin intervista Alberto De Poli, l'autore di Incubi a Nordest (andata e ritorno).<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/intervista-alberto-de-poli' title='Intervista a Alberto De Poli'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>G.</strong> Partiamo dalla tua biografia. Affermi che la lettura ti ha aiutato a scoprire il mondo. In che senso?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>D.</strong> Nella mia biografia si legge anche “lavora da sempre”, questo vuol dire che ero poco più di un bambino e già mi trovavo in posto che non doveva essere quello di un ragazzino di quattordici anni. <strong>Ma il Nordest di qualche anno fa era anche questo: abbandonare i libri, e abbassare la testa al sistema.</strong> Con l’andare degli anni, però, mi sono accorto che mancavano dei pezzi alla mia vita e li ho trovati leggendo, appassionandomi ai libri. Tutte le volte che ne stringo uno in mano provo un senso di benessere, tra le righe dei libri si possono trovare mondi distanti anni luce dal tuo vivere, ma anche altri che ti sono molto vicini, e proprio quest’ ultimi mi hanno aiutato ad aprire gli occhi, fino a portarmi a scrivere questo romanzo.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>G.</strong> Ci sono dei libri e degli autori che consideri fondamentali per la tua formazione umana e letteraria? </em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>D.</strong> Io ho cominciato a leggere molto tardi, prima pensavo fosse una cosa noiosa, quasi una perdita di tempo. <strong>Un giorno, a casa della mia ragazza, ho trovato un libro. Era un libro di Niccolò Ammaniti: “Fango”. Il titolo mi prendeva bene, aveva a che fare esattamente con la mia vita, l’ho aperto e già dalle prime righe tra me e le pagine del romanzo si era creata una sorta di complicità.</strong> Quel libro l’ho letto &#8211; se non ricordo male &#8211; in paio di giorni. Da quel momento non ho mai smesso di leggere, e son sempre stato affascinato dai racconti di strada, dalle vite degli ultimi, dei disgraziati, drogati, alcolizzati e quindi, oltre ad Ammaniti, che è un ottimo scrittore che sa fondere sangue e sentimento come pochi, forse il più fondamentale è Irvine Welsh, scrittore scozzese dalle maniere forti, i suoi libri hanno influenzato la mia formazione letteraria e hanno suggestionato anche le pagine del mio libro. Altri autori Italiani sono: Massimiliano Santarossa, amico e grande scrittore delle vite dimenticate, autore dalla penna tagliente senza peli sulla lingua, Massimo Carlotto, forse il miglior scrittore di Noir italiano, e ho molta simpatia per i romanzi di Gianluca Morozzi. Poi come scrittori stranieri, forse quello che mi affascina di più dopo Welsh è: Charles Bukowski, lui come nessun altro ha avuto il coraggio di vomitare sul foglio bianco la sua vita maledetta, così maledetta e così affascinante. Poi  Cormac McCarthy, Bret Easton Ellis, mi piacciono un sacco i romanzi di Edward Bunker e ultima scoperta, consigliato da Massimiliano Santarossa: James Fray incredibilmente potente. Poi tanti altri, compresi Matteo Righetto e Matteo Strukul, due ottime penne del movimento Sugar Pulp.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>G.</strong> Come nasce “Incubi a Nordest”?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>D. </strong>“Incubi a Nordest” nasce tra le mura di un ufficio, più di tre anni fa. Stavo seguendo il catalogo dell’azienda per la quale lavoro con un collega: Dennis Zanatta. In quel periodo eravamo entrambi immersi nelle letture di Welsh, quindi c’era un continuo scambio di idee, battute e perché no? Sogni nel cassetto. Una mattina come le altre, parlando del più e del meno, Dennis mi propose di scrivere un libro a due mani. Io accettai subito e come prima cosa &#8211; visto che l’avevo conosciuta da vicino &#8211; mi venne in mente di raccontare la vita di un operaio. Andai a casa e cominciai a scrivere. Con la complicità di Dennis, son venuti alla luce i nomi dei personaggi, termini, luoghi e ogni sera quando tornavo a casa scrivevo, trascurando ore e ore di prezioso sonno. <strong>La storia era talmente coinvolgente che tutto quello che vedevo per la strada, potenzialmente poteva trovare spazio nelle pagine del romanzo.</strong> Il progetto a due mani non si è più concretizzato, ognuno ha scritto il proprio libro. Dopo un anno di lavoro, con mia grandissima soddisfazione, son riuscito a mettere la parola fine. Poi ho avuto la fortuna di trovare un editore (edizioni la Gru di Padova) che ha creduto nel mio romanzo fin da subito e che ha messo anima e cuore nello sviluppo del progetto di stampa, quindi un ringraziamento speciale va a Serena e Massimiliano.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>G.</strong> Chi è Adriano Biancon?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>D.</strong> <strong>Adriano è un ragazzo trentenne figlio maledetto degli anni zero, cinico e maschilista, anche se, quando scopre veramente quello che desidera, si accorge che sotto il suo petto pulsa un cuore vero.</strong> Adriano si sente a disagio nel posto in cui vive, nel luogo in cui lavora, tanto da odiare i suoi colleghi perché li vede dei perdenti, vede le loro vite come quelle degli uccelli messi in gabbia, e non c’è cosa più crudele di rinchiudere una creatura nata per volare in una gabbia, come non c’è cosa più crudele di imprigionare degli uomini nati per vivere in carceri di cemento armato otto ore al giorno, ma questo è quello che l’uomo chiama benessere e ad Adriano tutto questo non piace. La sua salvezza sembrano essere gli amici, lo sballo e la voglia di fuga. <strong>Scrivendo questo libro ho scavato nelle cicatrici del mio passato, e anche se non è un romanzo autobiografico, non posso nascondere che Adriano, i luoghi, la fabbrica, hanno a che fare con il mio trascorso.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>G.</strong> Ciò che colpisce in questo romanzo è la rabbia del protagonista per il luogo in cui vive, per la figura di un padre padrone, per il sistema che ha attorno e che gli è nemico. Un senso di inadeguatezza che normalmente si pensa appartenga più ai giovani, agli adolescenti, eppure Adriano ha già trent’anni è un uomo fatto, come mai non riesce ad adattarsi come invece sembrano fare tutti i suoi amici?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>D.</strong> <strong>La storia del trentenne disadattato  mi è venuta in mente guardandomi attorno. Ci avevano promesso i sogni di gloria, la locomotiva d’Italia qualche anno fa correva spedita con la testa alta, sembrava che nessuno potesse fermarla.</strong> Invece ogni giorno si legge sul giornale che stiamo raschiando il fondo, la locomotiva si è inceppata per la voglia di ingordigia, il dio denaro si è trasferito all’estero e ha le sembianze di un piccolo ometto dai capelli neri e gli occhi a mandorla. Quelli che più ne stanno pagando le conseguenze sono i trentenni di adesso, a volte troppo vecchi perfino per trovare un lavoro, a volte troppo giovani per un paese di vecchi, c’è chi trova la strada giusta, chi invece continua a vagare nell’oblio, Adriano è uno di questi, è la rappresentazione di quelli che non vogliono passare all’età adulta, anche se, in più di qualche passaggio del libro, Adriano si fa delle domande, alle quali non riesce a dare delle risposte concrete.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>G.</strong> La sopravvivenza di Adriano in questo Nordest che non lascia scampo si concretizza nel viaggio, in un piano di fuga. E la sopravvivenza di Alberto dove sta?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>D.</strong> <strong>La sopravvivenza di Alberto sta nella famiglia e nelle passioni.</strong> Ho un figlio di sette anni e una moglie che mi amano e mi sostengono in tutte le cose che faccio, dalla musica, allo scrivere, al lavoro. <strong>Quando ero più giovane anch’io avevo un desiderio di fuga, di mollare tutto e dimenticare le mie origini. Adesso invece ho qualcosa su cui contare, vedo le cose in maniera diversa e in modo molto positivo.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>G.</strong> Il libro si apre con un brano tratto da una canzone di Simone Piva e i Viola Velluto, come mai questa scelta?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>D.</strong> Ho scelto uno spezzone di “vivere meglio con me” di Simone Piva e i Viola Velluto perché le parole di questa canzone sentivo che potevano sposare bene la causa, Adriano in fondo voleva prima di tutto vivere meglio con se stesso. Poi per dare voce alla musica indipendente Italiana, che purtroppo, il più delle volte, viene sottovalutata  e viene dato spazio a canzonette venute fuori da qualche reality show, e nel mio piccolo ho voluto premiare Simone come simbolo del movimento rock indipendente.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>G.</strong> Bene Alberto, un’ultima domanda: Massimiliano Santarossa ti ha definito un “Irvine Welsh veneto”, che ne pensi?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>D.</strong> Massimiliano, come dicevo prima è un amico, il paragone a Irvine Welsh mi ha commosso appena ho letto la prefazione e anche se mi sembra un confronto un po’ impegnativo, me lo tengo stretto. <strong>Massimiliano è stata la primissima persona a leggere il mio libro, ed è stato il primo a farmi credere in quello che avevo scritto e per questo non finirò mai di ringraziarlo.</strong></p>
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		<title>Intervista a Pasquale Ruju</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:09:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Strukul</dc:creator>
				<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Zuppa di Barbabietole]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/zuppa-barbabietole" title="View all posts in Zuppa di Barbabietole" rel="category tag">Zuppa di Barbabietole</a></p><p></p>Comincia la nuova rubrica di Matteo Strukul: uno spazio dedicato al mondo Sugarpulp a 360 gradi. Ospite di questa puntata: Pasquale Ruju.<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/pasquale-ruju' title='Intervista a Pasquale Ruju'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><br />
La zuppa di barbabietole sarà uno spazio dedicato al mondo Sugarpulp a 360 gradi. Credo sempre di più nella contaminazione dei linguaggi narrativi: il romanzo, il fumetto, il videogame, il film, la serie tv, lo storyboard. Perciò nella zuppa ci finirà tutto questo: interviste, articoli, riflessioni e soprattutto proposte di lettura o visione. <strong>Amo Dumas e Perez Reverte, Gischler e Carlotto, Frank Miller e Alan Moore, ma anche Rodriguez, Peckinpah, Leone e Zakk Snyder. Sergio Altieri e Markus Nispel, Warren Ellis e Garth Ennis. George RR Martin e Tiziano Sclavi</strong>. E vogliamo parlare di <strong>Sons of Anarchy</strong>? La  nuova serie ideata e co-prodotta da Kurt Sutter (quello di The Shield) dedicata ai bikers fuorilegge?</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Credo che Sugarpulp sia nato proprio da questo tipo di spinta. Volevamo prendere un immaginario, quello di una certa estetica letteraria americana, e trapiantarlo in Veneto. Lo abbiamo fatto. Ma poi, un po’ alla volta, abbiamo capito che non bastava più, che volevamo di più, che le suggestioni arrivavano non solo dalla letteratura ma anche da tutto il resto. Perciò, personalmente, <strong>volevo prendermi questo piccolo spazio per parlare di tutto ciò che è genere, inteso come miscela di gusti, come arcobaleno di aromi</strong>: da qui l’idea di una narrativa pulp proprio nel senso che non possa essere confinata negli steccati.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Altrimenti, ragazzi, che palle!</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Per questo motivo ho deciso di inaugurare questo spazio con un’intervista a un grande sceneggiatore italiano di fumetti. <strong>Pasquale Ruju</strong>, infatti, ha firmato negli ultimi quindici anni alcune delle storie più belle di <strong>Dylan Dog, Nathan Never, Tex</strong>. Ha vinto l’oscar del fumetto per la sceneggiatura nel 2004 e nel 2010 è stato – giusto per dire – lo sceneggiatore di fumetti Bonelli più pubblicato con qualcosa come oltre 1600 pagine pubblicate (sono numeri impressionanti) e quattro serie all’attivo. Non pago, Pasquale ha creato i personaggi di Demian e Cassidy tratteggiando due mondi imbevuti di noir: quello di Demian che respira nella Marsiglia, figlia di Jean Claude Izzo, annegata dal pastis, dagli odori dei fumosi bistrot, dalle atmosfere melo del Porto Vecchio e più in generale del polar francese; quello di Cassidy tutto Stati del Sud, James Lee Burke e Harry Crews, con un occhio al Peckinpah di The Getaway e al voodoo blues di Willy De Ville e Dr. John. <strong>Insomma un Autore con la A maiuscola, un innovatore per molti aspetti, capace di consacrare – anche a livello commerciale – il formato miniserie in Italia, che aveva peraltro conosciuto già un ottimo riscontro con gli albi di Brad Barron scritti da Tito Faraci</strong>. Perciò senza dilungarmi ulteriormente, vi lascio all’intervista, non prima di aver ricordato che Pasquale Ruju è anche doppiatore e attore, come a dire che poi nella contaminazione non siamo solo noi di Sugarpulp a crederci, anzi.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Matteo Strukul</em></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Intervista a Monica Zornetta</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 14:34:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giacomo Brunoro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Autori]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[<table cellpadding='10'><tr><td valign='top' align='left'><p>Categories: <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste/autori" title="View all posts in Autori" rel="category tag">Autori</a>, <a href="http://sugarpulp.it/category/interviste" title="View all posts in Interviste" rel="category tag">Interviste</a></p><p></p>Monica Zornetta con i suoi libri indaga da anni tra le pieghe oscure del Nord Est, dalla storia di Felice Maniero e della Mala del Brenta alle vicende del terrorismo nero e rosso che ha incendiato il Veneto (e non solo) per lunghi anni.<table width='100%'><tr><td align=right><p><b>(<a href='http://sugarpulp.it/interviste/intervista-a-monica-zornetta' title='Intervista a Monica Zornetta'>Read more...</a>)</b></p></td></tr></table></td></tr></table>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://sugarpulp.it/interviste/intervista-a-monica-zornetta/attachment/img-giacomo_brunoro-intervista_zornetta-01" rel="attachment wp-att-8006"><img class="alignright size-full wp-image-8006" title="img-giacomo_brunoro-intervista_zornetta-01" src="http://sugarpulp.it/wp-content/uploads/img-giacomo_brunoro-intervista_zornetta-01.jpeg" alt="" width="200" height="295" /></a><a href="http://www.webster.it/vai_libri-author_Zornetta+Monica-shelf_BIT-Zornetta+Monica-p_1.html">Monica Zornetta con i suoi libri</a> indaga da anni tra le pieghe oscure del Nord Est, dalla storia di Felice Maniero e della Mala del Brenta alle vicende del terrorismo nero e rosso che ha incendiato il Veneto (e non solo) per lunghi anni.</p>
<p>Nel suo ultimo lavoro Monica ha affrontato uno dei casi più enigmatici per quanto riguarda la cronaca nera italiana, e cioè <strong>il caso Ludwig</strong>. Stiamo parlando di una serie di delitti che non ha eguali per ferocia e spietatezza, un vero e proprio bagno di sangue che ha causato più di venti morti e sui cui tutt&#8217;ora aleggia un&#8217;ombra di mistero. <a href="http://www.webster.it/libri-ludwig_storie_fuoco_sangue_follia-9788866202578.htm">&#8220;Ludwig &#8211; Storie di fuoco, sangue, follia&#8221;</a> (Dalai Editore, 303 pp) è davvero un ottimo libro-inchiesta, che cattura il lettore e che si smarca dalle solite verità pre-confezionate che siamo abituati a sentire quando si affrontano argomenti di questo tipo. Ho approfittato dell&#8217;uscita del libro per scambiare quattro chiacchiere con Monica sul caso ma anche sulle epopee criminali che hanno caratterizzato il Nord Est e la loro &#8220;rimozione&#8221; dalla memoria collettiva.</p>
<p><strong>Ciao Monica, dopo aver analizzato così a fondo il caso che idea ti sei fatta: sono stati davvero solo Abel e Furlan i responsabili di Ludwig? Anche tu parli del misterioso terzo uomo, ma ci sono giornalisti come Gianni Cantù che sostengono addirittura di sapere con certezza di chi si tratti&#8230;</strong><br />
Secondo me non sono stati solo loro. L&#8217;esclusiva responsabilità di Wolfgang Abel e Marco Furlan nei delitti appare poco convincente e sostengo questo perchè in alcuni casi sui luoghi dei crimini sono state notate più persone. Penso a Monte Berico, al cinema Eros a Milano. Nel caso della discoteca Melamara a Castiglione delle Stiviere, che è poi il luogo dove sono stati arrestati, è assai poco convincente la verità raccontata dai due, quella relativa cioè a un&#8217;azione compiuta senza aiuti esterni. Non è credibile che i due ragazzi abbiano percorso sette chilometri a piedi, d&#8217;inverno, lungo una strada trafficata e con, in mano, le taniche piene di benzina.  Anche Gianni Cantù, il cronista di &#8220;nera&#8221; che ha seguito passo passo la vicenda per conto de L&#8217;Arena di Verona e che ho incontrato, è convinto che non possano essere stati solo loro. Anche a me ha detto di conoscere il nome di uno dei presunti complici.. una persona che a tutt&#8217;oggi gli capita di incontrare a Verona.</p>
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