Chi è Iron Fist, il supereroe Marvel protagonista della nuova serie Netflix

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Giacomo Brunoro ci racconta la storia di Iron Fist, il supereroe Marvel protagonista della nuova serie Netflix che debutterà a marzo 2017.

Iron Fist, noto in Italia anche con il nome di Pugno d’Acciaio, è uno dei supereroi più fighi della Marvel. Uno di quelli che non ha mai avuto un successo esagerato ma che, come spesso succede agli outsider, ha fatto innamorare generazioni intere di lettori (e di autori!). Supereroi come Pantera Nera, Silver Surfer, o Namor, solo per citare i primi che mi vengono in mente.

A marzo 2017 debutterà su Netflix Iron Fist, serie dedicata a Pugno d’Acciaio che concluderà il poker dei Defenders insieme a Daredevil, Jessica Jones e Luke Cage. In questi giorni al ComicCon di New York è stato proiettato il primo trailer e l’attesa è cominciata a salire, anche perché al momento Luke Cage non sembra aver fatto il botto e quindi i Marvel Fan sono un po’ in crisi di astinenza (anche se a fine mese arriva Doctor Strange al cinema…).

Come dicevo Iron Fist può essere considerato a tutti gli effetti un personaggio secondario all’interno dello smisurato universo Marvel, un eroe di sicuro poco noto al grande pubblico. E allora scopriamo insieme chi è e qual è la sua storia.

C’era una volta una città mistica tra le montagne del Tibet…

Danny Rand, vero nome di Iron Fist, è figlio del miliardario Wendell Rand. Ha visto morire i genitori durante una spedizione in Tibet mentre erano alla ricerca della mistica città di K’un-L’un in cui il padre aveva trascorso l’infanzia. Danny viene quindi adottato da Lord Tuan e cresce a K’un L’un, una città molto particolare: si allinea con la terra una volta ogni 10 anni ed è popolata da una specie di setta di monaci guerrieri.

Danny viene allevato da Lei Kung il Tonante, maestro di arti marziali, fino a diventare il miglior guerriero di K’un-L’un. Per questo affronta il drago Shou-Lao l’Immortale e, proprio in seguito a questo drammatico scontro, ottiene il potere del Pugno d’Acciaio. Sceglie però di abbandonare la città mistica in cui è cresciuto (e di cui è divenuto il protettore) per vendicarsi dell’ex socio di suo padre che, naturalmente, era stato il cattivo di turno responsabile della morte dell’allegra famigliola in gita in Tibet tanti anni prima.

Dopo millemila avventure Danny ritorna in possesso degli averi paterni e così, da giovane supereroe miliardario, si stabilisce a New York. Già che c’è, oltre ad aprire un’agenzia di supereroi insieme a Luke Cage, si mette insieme anche una delle più grandi gnocche del mondo Marvel, ovvero Misty Knight (interpretata da Simone Missick nella serie Netflix  dedicata a Luke Cage), splendida detective afro-americana. Ad un certo punto Misty ha pure un mega braccio bionico ma niente paura, cose normali nel mondo dei fumetti.

Quindi oltre alla follia suprema di un bianco miliardario super esperto di arti marziali cresciuto in una città mistica che apre una società con un nero del ghetto come Luke Cagec’è anche la componente Indovina chi viene a cena. Pura Poesia.

Negli anni ad Iron Fist ne sono successe di tutti i colori: è morto, è risorto, sono state riscritte le sue origini, ha perso i poteri, li ha recuperati… ordinaria amministrazione per un personaggio Marvel. Quello che non è mai cambiato è il fascino assoluto di quel tamarrissimo costume verde e giallo, splendido in tutte le sue re-interpretazioni, moderne o vintage (a parte la versione inguardabile con il costume tutto bianco). Un personaggio così strampalato e “sbagliato” da essere sempre cool, un supereoe minore che forse proprio per questo sprigiona un fascino ed un carisma unici.

Tra arti marziali e Blaxpoitation

Creato da Roy Thomas (testi) e Gil Kane (disegni), Iron Fist / Pugno d’Acciaio debutta nel 1974. Bruce Lee è morto appena un anno prima e anche alla Marvel stanno cercando di sfruttare il più possibile la moda delle arti marziali che arriva dall’Oriente.

Iron Fist si inserisce in pieno in questo filone che ha prodotto eroi come Shang-Chi, con un tocco di misticismo in più. Il potere di Iron Fist infatti gli permette di concentrare tutto il suo ki nel pugno, che diventa quindi una vera e propria arma dal potere distruttivo.

Dopo un periodo passato su Marvel Premiere, rivista antologica dell’epoca, tra il 1975 e il 1977 Iron Fist ottiene una serie tutta sua che, però, dura appena 15 numeri. Nella seconde metà dei ’70 le arti marziali non sono più cool, proprio quello che sta succedendo ad un altro personaggio di casa Marvel, ovvero Luke Cage. Figlia della moda della Blaxploitation, la serie di Powerman (alias Luke Cage) non vende più come un tempo.

I due personaggi diventano protagonisti dunque di una nuova folle serie, Power Man and Iron Fist, che mischia le suggestioni orientali delle arti marziali con le atmosfere del ghetto tipiche della Blaxploitation. Un’idea completamente priva di qualsiasi logica, direte voi. E infatti avete ragione. Ma spesso è proprio da queste idee sconclusionate che nascono delle figate assurde prive di senso. E infatti i due eroei aprono un’agenzia chiamata Heroes for Hire, ovvero Eroi in vendita: avete bisogno di un supereroe per risolvere i vostri problemi? Tac, assumete loro.

La serie tra alti e bassi continua fino al 1986, anno in cui il nostro Iron Fist viene addirittura fatto morire.

Nuova vita

A resuscitare Pugno d’Acciaio ci pensa quel geniaccio di John Byrne, da sempre innamorato di quel personaggio dal costume verde e giallo a dir poco meraviglioso. Nei primi anni ’90 Byrne è ancora un super big del fumetto americano, può fare tutto quello che vuole e nessuno osa dirgli di no. È riuscito perfino a farsi assegnare una testata dedicata a Namor The Sub-Mariner (pubblicata integralmente in Italia dalla Play Press), altro grandissimo outsider di casa Marvel.

Byrne, che aveva lavorato a lungo da giovane sul personaggio insieme a Chris Claremont, ne approfitta per far resuscitare Iron Fist. Da quel momento in poi Pugno d’Acciaio diventa protagonista di diverse mini-serie, tra cui una interamente dedicata alla riscoperta degli  Heroes for Hirema resta comunque sempre un personaggio minore tra i tanti supereroi della Marvel.

Che fumetti leggere

Per fortuna le storie di Iron Fist in questi anni sono state pubblicate o ripubblicate più o meno tutte dalla Panini in una serie di volumi di ottima qualità. Imprescindibili i due Omnibus, ovvero quello del 2014 dedicato a Pugno d’Acciaio e quello uscito quest’anno che presenta le avventure di Power Man and Iron Fist.

È attualmente esaurito il ciclo pubblicato sempre da Panini su 100% Marvel che ha rilanciato alla grandissima il personaggio e che, a mio modesto parere, merita davvero di essere letto. Si tratta di una splendida mini-serie scritta e disegnata da autori pazzeschi come Ed Brubaker, Matt Fraction, David Aja e Duane Swierczynski. Scoprirete le storie di tutte le  Armi Immortali che hanno preceduto Danny Rand, oltre alle sette capitali del Paradiso e a vecchi e nuovi nemici del nostro Pugno d’Acciaio. Qualche storia è meno buona di altre, ma complessivamente sono albi che vale la pena leggere.

Così come vale la pena recuperare l’ultima serie scritta e disegnata da Kaare Andrews: affascinante ed ipnotica, Iron Fist: The Liven Weapon ha forse qualche buco a livello di scrittura, ma i disegni e i colori sono semplicemente strepitosi.

Solo per veri fanatici infine il ciclo di storie di Namor – The Submariner in cui assistiamo al ritorno di Iron Fist. I vecchi albi della Play Press sono esauriti da secoli, in compenso sta per uscire un nuovo Omnibus della Panini dedicato proprio a questa run.

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