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Chuck Norris contro il comunismo, la recensione

Chuck Norris contro il comunismo

Chuck Norris contro il comunismo è un documentario che racconta il mercato nero dei film clandestini nella Romania di Ceaușescu. È un documentario sulla portenza delle storie e sulla libertà che racconta un pezzo del XX° secolo.

Chuck Norris contro il comunismo, il documentario

La storia raccontata da Chuck Norris contro il comunismo è quella della Romania degli anni ’80, un paese in cui era impossibile guardare film occidentali. La dittatura comunista infatti non voleva che il suo popolo venisse a contatto con la propaganda straniera. Esisteva un unico canale televisivo che, naturalmente, proiettava a ritmo continuo i pipponi di Ceaușescu e degli altri intelligentissimi del partito. Un po’ come in Corea del Nord.

La storia insegna però che non appena un governo vieta qualcosa automaticamente fiorisce un mercato nero parallelo, ed ecco che il buon Toader Zamfir inizia ad importare clandestinamente Vhs di film proibiti. Il problema è la lingua: la stragrande maggioranza dei Romeni non conosce l’inglese, ma è impensabile doppiare in maniera professionale quei film senza farsi scoprire dalla polizia segreta. Viene allora reclutata Irina Nistor, donna che lavora per la Tv di stato romena. La Nistor inizia così un lavoro di doppiaggio clandestino: da sola, davanti a un monitor, doppia in tempo reale i film. Una sola voce fa tutti i personaggi e, a volte, aggiunge anche qualche commento personale alla storia. Un film dietro l’altro, sera dopo sera, a volte arrivando anche a doppiare 7 film di seguito.

Le videocassette iniziano a circolare al mercato nero e la gente si riunisce nella case dei fortunati che avevano un videoregistratore per cineforum clandestini a base di Rocky, Rambo, Missing in Action… Gli eroi di quelle serate sono Silvester Stallone, Chuck Norris, Jean Claude Van Damme, Bruce Lee, Steven Seagal e tantissimi altri.

Sullo schermo vediamo passare un’intera generazione di ragazzi che passava ore a sognare di fronte a quei film, di adulti che sbarravano gli occhi di fronte all’opulenza del mondo occidentale. Alcuni sottolineano come “durate quelle proiezioni non ci interessava neanche la storia: guardavamo i supermercati, le macchine, i negozi… tutte cose che da noi non c’erano e ci sembrava impossibile che potessero esistere da qualche parte”. Sembra con l’incubo che a bussare alla porta fosse qualche funzionario della polizia segreta.

La gente ha bisogno di storie.

“Sapevamo che stavamo guardando propaganda, ma almeno non era la loro propaganda” racconta uno dei ragazzi intervistati durante il documentario. Bastano queste poche parole per trasmettere il senso rivoluzionario di quelle serate che, in breve tempo, si diffusero a macchia d’olio in tutta la Romania.

Chuk Norris contro il comunismo è una testimonianza iconica della potenza inarrestabile delle storie, della voglia di sognare e del fascino senza tempo del cinema. Tutti sapevano del mercato nero dei film ma nessuno fece niente per un semplice motivo: anche i boss della polizia segreta romena volevano vedere quei film, anche i politici dalla specchiata fede comunista. Quel dettaglio insignificante, quella piccola crepa che probabilmente per Ceaușescu non aveva nessuna importanza contribuì a creare un immaginario collettivo compatto che minò alla base il regime comunista romeno.

Chuk Norris contro il comunismo, disponibile su Netflix, ci mostra e ci racconta i sogni di una generazione in maniera semplice e diretta, senza trionfalismi o retorica, lasciando che siano le emozioni a parlare attraverso i protagonisti di una generazione per cui guardare un film in cassetta a casa di amici era un atto rivoluzionario. Nel vero senso della parola.

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