Che ci importa del mondo, la recensione di Marco Busatta

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Che ci importa del mondo è un romanzo che vi emozionerà molto, vi farà ridere a manetta e, forse, vi farà scappare anche una lacrima.

Che ci importa del mondo, la recensione di Marco BusattaTitolo: Che ci importa del mondo
Autore: Selvaggia Lucarelli
Editore: Rizzoli
PP: 535
Prezzo: cartaceo 18,50 euro, ebook 9,99 euro

Ho sedici anni. È estate, c’è quel caldo afoso che ti avvolge come un bozzo lanoso, sto leggendo Morte Nel Pomeriggio. Non me ne frega un cazzo delle corride e ancora meno degli uomini che ne hanno fatto la storia agli inizi del Novecento, però non riesco a smettere di leggere, sono rapito dal fascino di quel libro, sono rapito dalla maestria di quello Scrittore.

Giunto alla fine del Romanzo realizzo che se un Autore riesce a farti leggere duecentonovantotto pagine di una argomento che non ti interessa di per sé, facendoti appassionare ed emozionare, beh: è un Narratore straordinario.

Più o meno è la stessa cosa mi è capitata leggendo Che Ci Importa Del Mondo di Selvaggia Lucarelli.
 Selvaggia Lucarelli è una Narratrice straordinaria, anche perché le pagine sono più di cinquecento.

La protagonista del romanzo è Viola Agen donna e madre (separata) brillante, ex ghostwriter, attuale opinionista in un programma tv (uno di quelli “non giornalistici” per capirci…) del pomeriggio. Viola ha un passato (emotivo) abbastanza ingombrante che sarà uno dei motori della trama.

Una trama che si svolge tra coinvolgenti scene di vita domestica, uscite con uomini più o meno improbabili, un gruppo di amiche (Gruppo Testuggine) affiatate, il tutto ambientato quasi esclusivamente in una Milano che assurge all’importanza di un vero Personaggio; e cos’è quella che si scorge là in fondo? Felicità? Mah, di sicuro verso pagina trecento vi parte un coccolone da Tragggeddia greca.

La narrazione si avvale della prima persona e di un punto di vista a distanza praticamente zero, lo stile è asciutto, raffinato fresco e incisivamente efficace.

Dicevo che il passato emotivo della protagonista è uno dei motori di questo libro. In realtà molti sono i temi che vengono affrontati: dall’amore nelle sue varie forme, alle difficoltà che una donna – brillante e affascinante- con un ex marito dalla condotta al limite della legalità, inaffidabile e grandissimo pezzo di merda, incontra nel quotidiano e nell’allevare un figlio; a come si sono evolute le relazioni interpersonali alla luce delle moderne tecnologie; le insicurezze del maschio contemporaneo; fino a gettare uno sguardo analitico sulla variegata fauna che popola il mondo della televisione d’oggi.

Il tutto in maniera mai banale o scontata senza cedere al cliché, pur tirando ad iperbole situazioni e tipi (umani) in un modo che a me a ricordato tantissimo certa insuperabile “Commedia all’italiana” dei migliori anni, quella di Monicelli, Risi e Scola per capirci.

Vi consiglio di leggere questo libro perché vi emozionerà molto, facendovi provare una quota consistente della gamma delle emozioni umane (ok, non so da dove mi sia venuta questa: ma è la verità!). Insomma riderete a manetta e non è escluso che a qualcuno scappi pure la lacrima, di sicuro non vedrete l’ora di procedere nella narrazione. 
Garantisco.

Piccola avvertenza per i maschi, al fine di progredire in maniera più spedita nella lettura: andate su Google (immagini) e digitate Ryan Gosling, vi servirà.

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