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Cielo di polvere, la recensione

Cielo di polvere di Tom Cooper è la migliore sorpresa dell’estate: un noir imprevedibile ambientato nelle paludi della Louisiana.

Cielo-di-polvere-la-recensioneTitolo: Cielo di polvere
Autore: Tom Cooper
Editore: De Agostini Bookme
Pagine: 349
Prezzo: cartaceo 16,90 euro | ebook € 8,99 euro

Tom Cooper è il nuovo astro nascente della letteratura noir americana. Un consiglio? Segnatevi il suo nome e procuratevi Cielo di polvere (titolo originale The Marauders), il suo stupefacente romanzo d’esordio.

Una volta tanto un libro accompagnato da blurp a dir poco roboanti mantiene le promesse risultando convincente dall’inizio alla fine. E non solo.

La sensazione al termine della lettura è quella di essersi imbattuti in qualcuno destinato a fare molta, moltissima strada…

Siamo a Jeanette, Louisiana, profonda provincia americana; un minuscolo paese devastato dall’uragano Katrina ed immerso nelle acque limacciose di un bayou avvelenato dal greggio.

Il commercio ittico, principale fonte di sostentamento della comunità, rischia di scomparire a causa del petrolio e la gente tira a campare custodendo gelosamente il poco che le rimane.

In questo scenario disastrato, tra baracche, barche semi distrutte ed una natura selvaggia si muovono gli indimenticabili protagonisti di questa storia.

Gus Lindquist, strambo cercatore di tesori da un braccio solo, strafatto di antidolorifici, che passa le giornate setacciando la Barataria con il suo fido metal detector; Wes Trench, adolescente cui l’uragano Katrina ha strappato la madre e le poche speranze che nutriva verso il futuro; i terribili gemelli Toup, criminali incalliti che campano grazie al loro isolotto di marijuana.

E ancora Grimes, che dal bayou è fuggito ed è costretto a tornarci per tradire nella maniera più ignobile la sua gente. Infine, Coosgrove e Hanson, due banditi da strapazzo, pronti a qualsiasi stupidaggine pur di racimolare qualche dollaro e dare una svolta alle loro squallide esistenze.

Tutti inseguono qualcosa: un tesoro sepolto, i soldi, la marijuana, ancora i soldi. Qualcuno insegue una felicità irraggiungibile.

Cooper orchestra con grande maestria una sinfonia crime pregna di struggente lirismo, humor nero e situazioni grottesche, richiamando alla memoria le migliori opere di pesi massimi della letteratura a stelle e strisce quali James Lee Burke ed Elmore Leonard (sarà un caso che tra i tanti abitanti di Jeanette ci sia anche una famiglia Robicheaux? Io non credo proprio).

La scrittura è ottima: potente, asciutta, implacabile. Sin dalle prime pagine abbiamo la sensazione di essere di fronte ad un grande narratore che sa alla perfezione come vanno usati quelli che Stephen King definirebbe gli attrezzi del mestiere.

La pagine scorrono via trascinandoci in un turbine di eventi a catena che porteranno i protagonisti ad una scoppiettante ed imprevedibile resa dei conti finale.

La forza del romanzo sta tanto nella caratterizzazione dei personaggi quanto in quella dei luoghi, splendidamente evocati senza mai annoiare il lettore.

Leggendo Cielo di polvere respiriamo le paludi, il bayou, lo squallore ed il degrado di luoghi bellissimi piegati dalla forza della natura e dalla cupidigia dell’uomo.

Respiriamo la Louisiana, New Orleans e quel tratto di costa un tempo terra di pirati e fuorilegge.

Senza dimenticare una trama perfetta, lineare nella sua complessità, come un’onda enorme che, con un unico movimento, si porta tutto via.

Guarda il booktrailer di Cielo di Polvere su Youtube

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