Come bestie ferite, la recensione

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Come bestie ferite, la recensione di Federica Belleri del romanzo di Luca Bonzano vincitore del Festival Giallo Garda 2016.

Come bestie ferite, la recensioneTitolo: Come bestie ferite
Autore: Luca Bonzano
Editore: Todaro Editore
PP: 260

La Lunigiana è un luogo poco stimolante. Lo sa bene l’Ispettore, che ha chiesto il trasferimento da Milano per amore. Un uomo particolare, casinista, dalle battute taglienti, incazzato quanto basta. Forse anche un po’ di più. Mattia non ha più mostri da combattere. Per lui asfalto freddo e una palla rosa che non è riuscito a recuperare. Chi rimane è destabilizzato, confuso. Cosa ci faceva quel bimbo in piena notte, fuori casa, in mezzo al nulla? In un paese che paese non è, fra i monti e la valle? Luca Bonzano con questo noir si è classificato primo al Festival Giallo Garda 2016, appena concluso.

Perché? Perché la trama è coinvolgente, la scrittura è pulita e diretta. Non una parola in più, non una in meno. Perché i personaggi narrano in prima persona e lo fanno con modo. Perché questa indagine, non proprio regolare, si sposta dalla Lunigiana al Messico, fino a Milano. Perché non si può accettare passivamente la morte di un bambino. Perché si cita la Divina Commedia e si ascoltano canzoni che spaziano da Vasco Rossi ai Pink Floyd, da Roberto Vecchioni ai Creedence Clearwater Revival, passando per una ninna nanna e la suoneria imbarazzante di un cellulare.

Si parla di tornei di poker e dell’abitilità di chi sa bluffare. Di malavita che non perdona, anche a distanza di tempo. Di adrenalina da sfogare e del dolore, che stordisce i sensi e anestetizza i pensieri. Si ragiona sul presunto colpevole e sui limiti da superare per catturarlo. Si affronta il problema dell’omissione di soccorso, di droga e di denaro. Si denunciano gli autisti di camion, alla guida per più di dodici ore consecutive e il commercio tessile creato dai cinesi, che sta soffocando l’industria italiana. Si parla di bande giovanili e si percorre Milano insieme a chi ne conosce il degrado e le sfumature, accennando alle stragi del passato. Questi sono solo alcuni dei motivi per i quali Come bestie ferite ha meritato il primo posto. Gli altri ve li lascio scoprire, leggendolo.

Chi sono davvero le persone coinvolte in questa storia? Tra una battuta, un pugno e uno sfogo sessuale, si nascondono animali rabbiosi, pronti a mordere per difendersi e vendicarsi. Ci sono maschere indossate e ricordi che riaffiorano come flash. Il ritmo aumenta. I capitoli già compatti, diventano più brevi e incalzano. La tensione cresce, intrecciando le vite dei protagonisti, intrappolati e messi l’uno contro l’altro. Chi tiene le redini di questo meccanismo? Cosa deve essere rivisto o ritrattato? Ci si potrà mai abituare alla doppia faccia della Legge? Sofferenza e dolore, nel corpo e nell’anima.

Sorpresa e rammarico. Vuoto, per le energie che vengono a mancare. Pensieri che creano un rifugio sicuro, lontano dall’assurdità della violenza. E un attimo, un solo attimo per rivoluzionare tutto, per ridare lucidità alla follia. Forse …

Ottimo noir. Buona lettura.

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