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Come doveva andare secondo “Roar”, la recensione

Come doveva andare secondo “Roar” è il secondo romanzo di Marco Gallesi, che fa di nuovo centro con una scrittura scorrevole, creativa e a tratti sorprendente.

Come doveva andare secondo Roar, la recensioneTitolo: Come doveva andare secondo “Roar”
Autore: Marco Gallesi
Editore: SBC
PP: 212
Prezzo: euro 15,00

Cesare Granesi, detto “Roar” a causa del suo brutto carattere, e Eddie Sangiorgi sono amici per la pelle e anche due stronzi di prima categoria.

E sono i due nuovi personaggi che scolpiscono a fuoco la trama del nuovo romanzo di Marco Gallesi, ex-bassista degli Arti & Mestieri che a un anno di distanza dalla pubblicazione di Quarto di luna, il suo esplosivo debutto come scrittore, torna sugli scaffali delle librerie.

Accantonati per il momento il thriller e i vampiri, Gallesi si tuffa nella narrativa e costruisce una trama cruda, a tratti molto dura, che riconferma il suo carattere di scrittore “vero”, di musicista prestato all’attività di romanziere che scrive come parla.

Partendo da alcuni assunti reali vissuti in gioventù il musicista torinese utilizza lo sfondo della sua città natale, delle Isole Eolie e di Pechino per sviluppare la storia di due scapestrati che attraverso i mitici anni Settanta, in cui “Roar” è il bassista di un gruppo jazz-rock famoso e Eddie ne è soltanto il roadie.

I due attraversano le vicende politiche e la contestazione, la droga, gli anni di piombo, il terrorismo e subito dopo lo yuppismo rampante privo di scrupoli e l’edonismo degli anni Ottanta. Finiranno per dividere le loro strade proprio a causa della loro stronzaggine per riunirle tragicamente soltanto molti anni dopo.

Ciò che preme a Gallesi è il sottolineare come, dopo aver oltrepassato la cinquantina e essersi goduti la vita andando sempre al massimo fottendosene di chi ti sta attorno e di chi ti vuole bene, dopo aver vissuto negli eccessi senza limiti di morale e di etica, si arrivi a pensare profondamente ad alcuni valori fondamentali della vita.

È a quel punto che prevale quindi l’amore ma soprattutto l’amicizia di lunga data, quella inossidabile e non scalfibile, riuscendo anche ad evitare l’amarcord lacrimevole.

Per la seconda volta Marco Gallesi fa centro. La sua è una scrittura scorrevole e creativa, non si fa ingabbiare dal genere e cambia modalità. Non cambia però lo stile, ovvero abbandona la serietà del primo romanzo ma non la dissacrazione di certi modelli precostituiti.

Sorge un dubbio, infine. In copertina viene raffigurata la foto di Gallesi quando era un giovane baffuto e capellone negli anni Settanta, all’apice della fama degli Arti & Mestieri. Praticamente l’immagine di “Roar” nel romanzo.

Cosa c’è di vero e cosa no della vita personale dell’autore nella storia? Questo non lo sapremo mai e d’altra parte, come ha dichiarato lo stesso Gallesi, è soltanto un romanzo.

Nasce a Torino nel 1968 e non si è mai spostato, a parte di qualche km. Ha però viaggiato con la curiosità di uno spettatore del mondo traendo linfa da esso. Diplomato in Chimica Industriale, si è occupato di progressive rock per il sito web Movimenti Prog e varie riviste musicali italiane. Nel 2003 ha partecipato al saggio Racconti a 33 Giri: 50 album per scoprire il rock progressivo italiano degli Anni ’70.
e rispettive antologie. Nel 2014 pubblica la raccolta di racconti “Come vivere su un’isola vicino alla luna”(Giovane Holden Editore) e anche il suo primo romanzo, “Il lato a sud del cielo” (Libro Aperto Edizioni).

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