Annunci

Come vivere su un’isola vicino alla luna

Come vivere su un’isola vicino alla luna è una raccolta di racconti scritta benissimo, in cui velocità e lentezza si alternano come in un ottimo disco.

come vivere su un isola vicino alla lunaTitolo: Come vivere su un’isola vicino alla luna
Autore: Daniele Cutali
Editore: Giovane Holden Edizioni
PP: 120
Prezzo: 13.00 euro

Daniele Cutali ha pubblicato alcuni racconti qui e là, ma questo è il primo libro completo pubblicato a suo nome. Si tratta di una raccolta di sette storie legate da una comune visione delle cose.

Anzi, visto che l’autore ha cominciato a farsi conoscere come autore di recensioni musicali, si potrebbe dire che questo libro è costruito come un bel disco.

Il primo racconto stabilisce il tono del libro. Si tratta di Come vivere su un’isola vicino alla luna – la title-track insomma. Vi si trovano tutte le tematiche che poi si incontreranno nei racconti successivi: una visione malinconica ma non pessimistica del mondo, un mondo fantastico (o fantascientifico) molto poco differente dal nostro, protagonisti a disagio in una realtà alla quale non sembrano adatti. E anche lo stile è ben definito: molto ricercato, preciso, caratterizzato da una scelta di parole certosina.

Il secondo racconto ci presenta una donna isolata, che vive in un mondo tutto suo, e alla fine ci rivela il perché. Se vogliamo rimanere nel tema della musica, Le lune sorgeranno è forse il primo singolo da trarre da questa raccolta: leggermente più immediato degli altri racconti, è forse una storia più “facile”.

Lui il gigante, io la sua bambina ci catapulta nel più puro fantasy. Ma non si tratta di una storia di mostri e di battaglie, anche se sono presenti anche questi. È un racconto intimo, con la protagonista (una gigantessa) innamorata di un nano contro ogni logica e ignorando bellamente tutte le convenzioni di genere e razza presenti nel suo mondo, che qui paga forse un po’ tributo alla realtà creata da Terry Pratchett e al rapporto tra nani e troll nel suo Mondodisco.

Al centro del libro, un racconto che si stacca da tutti gli altri. Se questo fosse un disco, sarebbe un pezzo per pianoforte e voce che abbandona le tematiche dei brani che lo precedono e lo seguono. È un racconto intimo, crudo, che tocca il profondo. Si intitola Il padre che vedevo distante, e l’autore descrive le emozioni provate alla notizia della morte appunto del padre. Si ha l’impressione che si tratti di una storia autobiografica, stile e ricercatezza vengono messi da parte per essere sostituiti dalla crudezza della realtà.

Il libro riprende il suo ritmo “normale” con il racconto successivo, intitolato Fantásya,la fine del mio mondo. La narrazione descrive parallelamente due realtà distinte, quella di una guerriera che vive in un mondo fantastico (e che comunque incontriamo in un momento di riposo) e quella di una ragazza nella nostra realtà, solamente in un futuro non troppo remoto. Questo in qualche modo ricorda quel capolavoro del fantasy che è La storia infinita di Michael Ende, con il quale condivide anche il nome del mondo fantastico. Ma il legame tra le due realtà non è un libro, e… no, non anticipo oltre.

Come in molti dischi, c’è anche una reprise. Lo strano modo di fare l’amore con un nano è infatti la continuazione di Lui il gigante, io la sua bambina, nel quale i protagonisti affrontano proprio il problema suggerito dal titolo del racconto stesso. Qui l’autore si permette anche qualche accenno, delicato e ironico, alla letteratura erotica. È una storia simpatica, divertente, ma allo stesso tempo profonda e intimista.

Si conclude con il ritmo forsennato di Il magico fantasma del mio Natale, l’unico racconto il cui protagonista, oltre a essere alienato dalla realtà nella quale vive, è davvero una persona spiacevole. E, come in un ottimo album, c’è anche una reprise del brano (o, in questo caso, del racconto) d’apertura, con alcuni dettagli – che non vado a specificare per non rovinare la sorpresa – che tornano a farsi presenti.

Leggere questa raccolta è stato un grande piacere. I racconti sono avvincenti, abbastanza profondi da non scivolare via ma non troppo convoluti né intimisti in una maniera tale da alienare il lettore che non abbia condiviso esattamente le medesime esperienze o sensazioni.

La forma è molto ricercata, il vocabolario usato curatissimo. Forse, a volte, si può avere l’impressione che l’autore si sia concentrato più sulla scelta delle parole e delle espressioni che sulla storia, ma si tratta sempre di una sensazione transitoria, che viene fugata con una frase o due.

Annunci
Tags:

© 2009 - 2018 Associazione Culturale Sugarpulp

Log in with your credentials

Forgot your details?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: