Quando con la Cultura si mangia alla grande: i casi di Lucca e Torino

Quando con la Cultura si mangia alla grande i casi di Lucca e Torino

Quando con la Cultura si mangia alla grande: i casi di Lucca Comics & Games e del Salone Internazionale del Libro Torino.

Giulio Tremonti un bel po’ di anni fa disse che “purtroppo con la Cultura non si mangia”. Da allora questa boiata pazzesca è diventata una sorta di mantra, con politici ed amministratori locali e non che la ripetono regolarmente ogni volta che hanno a che fare con la cultura.

Di solito chi cita questa frase non ha la più pallida idea di cosa sia la Cultura e, di conseguenza, parla per sentito dire. Per fortuna nel corso degli anni si sono moltiplicati gli studi che hanno sistematicamente demolito questa sciocchezza, dimostrando non solo che con la Cultura si mangia, ma che anzi si può creare ricchezza economica.

Il caso eccezionale di Lucca Comics & Games

Come ha raccontato molto bene Silvia Piearaccini su Il Sole 24 Ore, infatti, Lucca Comics & Games non è soltanto il più grande evento europeo dedicato all’intrattenimento culturale (e uno dei più importanti al mondo), ma è anche uno straordinario motore economico per tutto il territorio.

Per capire di che fenomeno stiamo parlando basta elencare un po’ di numeri dell’evento: 700 espositori, 90 location, 243.000 biglietti venduti e un numero di presenze che sfiora le 700.000 unità (in tantissimi infatti vanno a Lucca per stare sulle mura e tra le strade con i cosplayer, senza acquistare il biglietto).

Questi numeri si traducono in 55,8 milioni di euro di impatto stimati dalla Scuola Imt Alti studi di Lucca per i soli visitatori paganti (210mila nell’edizione 2016). Se poi si aggiungono tutti i visitatori e l’indotto territoriale anche per i comuni vicini la cifra arriva fino a 100 milioni di euro.

Iniziate a capire che a Lucca e dintorni quando sentono che la Cultura non si mangia come minimo si fanno una bella risata…

Il Salone del libro, volano per l’economia

Anche il Salone Internazionale del Libro di Torino è un motore economico importante per la città e per tutto il Piemonte. Il dato emerge da quattro ricerche realizzate in occasione della 30esima edizione del Salone, come ha spiegato Marco Bray, Presidente della Fondazione per il Libro, la Musica e la Cultura, Massimo Bray:

Si tratta di quattro studi multidisciplinari volti a fotografare la dimensione economica del Salone, il suo potenziale di attrattiva turistica, il gradimento e sentiment del pubblico e la reputazione del Salone di Torino sui social media. Alcuni di essi sono già completati, per altri è ancora in corso la raccolta ed elaborazione dei dati. Presenteremo i risultati completi una volta terminati i lavori di ricerca e assunte le decisioni dei Soci sulla governance del Salone.

Nel quadro della convenzione triennale tra la Fondazione e l’Università di Torino coordinata dal professor Germano Paini, un gruppo di lavoro sotto la guida dei professori Giovanna Segre, Piervincenzo Bondonio e Marcello Bogetti ha realizzato una ricerca sull’impatto e la ricaduta economica del Salone 2017.

Il gruppo di lavoro dell’Università sta ora procedendo all’elaborazione dell’ultimo step di ricerca, volto a quantificare le spese per la realizzazione del Salone da parte di soggetti organizzatori, espositori, scuole e visitatori professionali, con l’obiettivo di quantificare l’impatto economico generato in termini di ricaduta diretta, indiretta e indotta sul territorio di Torino e del Piemonte.

Già ora è possibile però anticipare alcuni dati che offrono indicazioni importanti.

  • Never say never again: il 38% dei visitatori ha affermato di partecipare al Salone da oltre 7 anni;
  • A view to Turin: il 24,5% degli intervistati ha dichiarato di essere alla prima edizione, un dato in crescita rispetto al passato;
  • From Torino with Love: i visitatori intervistati provengono per il 56% dall’area metropolitana di Torino;
  • Strangers: 44% dei visitatori intervistate proviene da fuori, nel 32% dei casi da altre regioni;
  • For your books only: oltre l’86% di coloro che provengono da fuori area metropolitana di Torino viene in città esclusivamente per visitare il Salone;
  • You only sleep twice: rispetto all’edizione 2013, cresce la quota di visitatori che ha dormito a Torino per più notti (il tasso di occupazione medio delle camere alberghiere nel periodo del Salone si è attestato al 93%);
  • Money are forever: la spesa media giornaliera dei turisti che pernottano (composta da pernottamento, ristorazione, shopping, servizi turistici e trasporti) cresce del 9,4% rispetto all’edizione 2013, passando da una media di 100 euro al giorno a circa 200 euro;
  • Books never dies: la spesa media in libri stimata per il Salone 2017 è stata di circa 45 euro pro capite a fronte di una media di 30,6 euro calcolata per l’edizione del 2013.
  • Goldfinger: complessivamente il giro d’affari che scaturisce dalle vendite di libri nel Salone 2017 è – allo stato attuale della ricerca e quindi passibile di lievi aggiustamenti – stimato in un valore pari a oltre 5,7 milioni.

Tutto questo alla faccia di chi è troppo intelligente per rendersi conto che con la Cultura si mangia alla grande!

 

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