Considerazioni meditate sul XXV Salone Internazionale del Libro

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Sicuramente attirerò facili inimicizie e inconsapevoli malevoli lingue, ma di consapevolezza ne ho acquisita molta in tre giorni di quasi nulla cosmico. Saranno state le aspettative troppo alte, un battage mediatico televisivo durato troppi anni, una mia mal riposta euforia leggendo il titolo “Primavera Digitale”, insomma il Salone Internazionale del libro ha rimediato una sonora bocciatura e un 3 in condotta. Partiamo dalla fine e analizziamo la, cattiva, condotta tenuta sui social media, molto media e pochissimo social. Una macchina rodata che genera contenuti non posta video in real time ma solo a fine manifestazione? L’utilizzo di Twitter scandalosamente senza informazioni di rilievo ricalca il già visto, morto, schema televisivo e un vero social network come Facebook abbandonato al rimbalzo del primo? Una pagina fan con più di 12.000 utenti e neppure un’immagine? Bocciato, Bocciato! Veniamo al dunque, anzi al nulla cosmico di “Primavera Digitale”, titolo vituperato nei fatti. Ho cercato ma non vi era nulla di digitale! Se togliamo Amazon che promuoveva il suo meraviglioso store e catalogo cosa rimaneva? I blogger, ecco cosa rimanevano i blogger, peccato che sparsi anonimamente a girare per gli stand assomigliavano più a zombie in cerca di una connessione. Connessione a cosa? Nel fantastico mondo “digitale”, perlomeno questo era quanto ci si aspettava come minima garanzia di riuscita, le connessioni di tipo wireless non dovrebbero essere un futuro ipotetico ma un presente concreto. Insomma di Wi-Fi neppure l’ombra e tutti gli slot 3G disponibili si sono saturati immediatamente impedendo una connessione stabile e/o decente. Neppure telefonare era agevole. Questo mi ha fatto meditare proprio sul “fattore tecnologico” che, scevro del tecnicismo autoreferenziale, dovrebbe rappresentare la naturale evoluzione della comunicazione tutta. In ultima vorrei fare una piccola digressione, dal nulla cosmico alla galassia mercatino, ribadire che esistono le librerie per acquistare i libri e che da un salone del libro (volutamente minuscolo) mi aspetto molto ma molto di più! Bye & keep going!

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