Cosa resta di noi, la recensione

Cosa resta di noi di Giampaolo Simi, la recensione di Fabio Chiesa per Sugarpulp MAGAZINE del vincitore del Premio Scerbanenco 2015.

cosa-resta-di-noi-giampaolo-simi-recensioneTitolo: Cosa resta di noi
Autore: Giampaolo Simi
Editore: Sellerio
Pagine: 300
Prezzo: cartaceo € 14.00, e-book € 9.99

“Il mare d’inverno è solo un film in bianco e nero visto alla tv…” cantava Loredana Berté nei lontani anni ’80.

Questa bella canzone, peraltro scritta da Enrico Ruggeri, potrebbe essere la colonna sonora perfetta per accompagnare la lettura di Cosa resta di noi, ultima fatica di Giampaolo Simi, fresco vincitore del Premio Scerbanenco.

Il romanzo è quello che potremmo definire un noir intimista: c’è, naturalmente, un mistero da risolvere, ma l’opera ruota soprattutto intorno ai personaggi, ai loro sentimenti ed alle loro emozioni.

Lo scrittore toscano, in punta di penna, utilizza l’ indagine come pretesto (un ottimo pretesto) per parlare d’altro: di rapporti di coppia, di figli che non arrivano, di vite che prendono strade diverse da quelle che si erano immaginate.

E lo fa con uno stile fresco ed accattivante: la sua scrittura sobria e sottile non cerca mai il colpo ad effetto, ma si concentra piuttosto sulla complicata umanità dei suoi protagonisti.

Il mistero, abilmente insinuato nell’incipit, accompagna la narrazione quasi sottotraccia, mentre lo scrittore indaga a fondo, scava e talvolta seziona gli animi dei suoi personaggi, alla ricerca di una verità più grande della semplice soluzione del caso.

Al centro della storia l’incontro e lo scontro tra due coppie in crisi. Da una parte troviamo Edo e sua moglie Guia, alla disperata ricerca di un figlio che non arriva neanche con la procreazione assistita. Lei è un’aspirante scrittrice di romanzi, figlia di un’influente famiglia fiorentina, mentre lui lavora come gestore nel complesso balneare di loro proprietà.

Dall’altra ci sono invece Giangi ed Anna, in cerca di un equilibrio ormai perso da tempo: lui è un comico uscito (o meglio, cacciato) dal giro che conta per le sue troppe intemperanze, lei una donna semplice e pratica stanca degli eccessi e dei colpi di testa dell’imprevedibile compagno.

I loro destini si incrociano fatalmente nel corso di un’epocale nevicata che colpisce a sorpresa la Versilia e le sue spiagge, luoghi in cui il romanzo trova un’inedita e felice ambientazione.

“Nella notte il peso silenzioso della neve aveva schiantato rami di pini che sembravano architravi. Il salmastro fa così. Fuori ti lascia intatto, ma dentro ti svuota e un giorno ti scopri di colpo fragile come le ossa dei vecchi”.

E fragili si rivelano, ognuno a suo modo, tutti i protagonisti. Il vuoto che li opprime è ormai troppo grande per essere riempito, nonostante gli sforzi.

Edo e Guia si allontanano quasi senza far rumore, Anna e Giangi fracassano rovinosamente, ma la sostanza è la stessa: la distanza che li separa è incolmabile, ciò che si è rotto non può più essere riparato.

Anna scompare durante l’ondata di maltempo, senza lasciare tracce. Edo e Giangi sanno quello che è successo, ma non possono e non vogliono dire. Guia non sa, ma decide testardamente di occuparsi della vicenda dando così vita all’ultimo doloroso atto del suo matrimonio.

Si scatena un circo mediatico fatto di interminabili trasmissioni pomeridiane con esperti di ogni specie, ognuno a propugnare il suo punto di vista sulla scomparsa della donna.

La tv delle lacrime e del dolore, quella che ben conosciamo, reclama la verità ed i media tutti, compresi i social network, si scatenano dando alla vicenda un’attenzione insistita e morbosa.

Simi ci racconta questo mondo con tagliente ironia, restituendoci l’immagine di una società nella quale i valori non sono altro che anonimi vessilli da sventolare a seconda dell’occasione e della convenienza.

Il mare d’inverno, dicevo all’inizio, non è solo un semplice sfondo all’intreccio ma diventa un vero e proprio stato d’animo che impregna la narrazione di colori freddi e melancolia: la stessa che ci accompagna durante una passeggiata su di una spiaggia fredda e deserta, sotto il peso di un cielo minaccioso…

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