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Cose che nessuno sa, la recensione

Cose che nessuno sa di Alessandro D’Avenia è un romanzo molto poetico e letterario e, anche se a volte è un po’ troppo lento, riesce a emozionare.

Cose che nessuno sa - la recensioneTitolo: Cose che nessuno sa
Autore: Alessandro D’Avenia
Editore: Mondadori
Pagine: 329
Prezzo: 13 euro

Margherita vive con il fratellino, Andrea, e sua madre, Eleonora, da quando il padre se ne è improvvisamente andato. Con un’altra donna? Forse, ma sono cose che nessuno sa. È passato un solo giorno dall’abbandono ma già sembra che il dolore si sia impossessato di ogni angolo della casa e che mostri neri, fatti di ombra e terrore, abbiano preso possesso della notte, che cala puntualmente come se nulla fosse cambiato.

La vita di Margherita è incerta: quattordici anni, l’inizio del liceo, un vuoto immenso dentro. Il destino vuole che il professore di italiano e latino inizi il programma scolastico dall’Odissea; il volto di Telemaco, abbandonato dal padre, entra nelle fantasie di Margherita dandole coraggio.

Quando Teresa, la nonna, incita la ragazza a ribellarsi alla sofferenza e a cercare suo padre, Margherita la prende alla lettera e parte alla volta di Sestri, dove è probabile che suo padre si sia rifugiato. Inizia un viaggio in macchina che, proprio come l’Odissea, insegnerà a Margherita cosa vuol dire lottare per tornare a casa.

Giulio, un ragazzo dagli occhi color ghiaccio, accompagna la ragazza, proteggendola, ma anche facendole scoprire l’intensità del dolore che si cela nelle storie di chi ci circonda. Sospesa su un filo, in bilico tra vita e morte, Margherita sceglierà la vita? Forse, ma sono cose che nessuno sa.

Molto poetico, ricco di descrizioni mitologiche e metaforiche, di citazioni, di giochi letterari. Magari a tratti un tantino troppo lento, ma ci sono capitoli che tengono il fiato sospeso.

È incredibile come un libro possa far venire voglia di vivere, o di amare la vita; Tolstoj disse Lo scopo dell’arte non è quello di risolvere i problemi, ma di costringere la gente ad amare la vita. Il profumo del mare, la brezza, il sole, l’aria fredda del mattino, sono tutte sensazioni che si assaporano leggendo e che si vorrebbe vivere insieme ai personaggi.

Forse la storia non è particolarmente realistica, ma tutte le emozioni che suscita sì. Forse non è un romanzo perfetto, ma, pagina dopo pagina, si fa leggere senza che ci si accorga di averlo quasi finito.

Proprio te ringrazio, lettore, che hai accostato l’orecchio a questa storia come si fa con una conchiglia. E spero che tu abbia provato nel leggerla ciò che ho sentito io nello scriverla: un po’ più di amore per la vita e un po’ più di misericordia per l’uomo (dai Ringraziamenti alla fine del romanzo).

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