"Più uno scrittore è dei suoi posti, più sono le possibilità che diventi universale"
Isaac Bashevis Singer

Animal factory

Animal factory

Jan 18, 2009

Ron Decker, un venticinquenne di buona famiglia viene trovato in possesso di duecento chili di marijuana e un chilo di cocaina. Non riesce ad evitare il carcere, finisce a San Quintino. Non passa molto tempo prima che faccia la conoscenza di Earl Copen, un duro, anzi il più duro. Tra i due nasce un rapporto prima d’intesa e poi di amicizia. Un’amicizia che permetterà a Decker di comprendere e passare indenne (o quasi) attraverso i complicati equilibri della vita in carcere, dove scontri razziali, lotte fra clan e prevaricazioni sono la quotidianità. Il finale è a sorpresa.

Bunker, con il suo stile asciutto e un ritmo incalzante sorprende il lettore e lo spinge alla scoperta di una realtà in cui l’unica legge è quella del più forte. “Animal Factory” contiene la cruda e realistica descrizione di uno stato di natura, e disvela una feroce critica alla disumana condizione della vita carceraria. Nel contempo, tratteggia un raffinato affresco delle dinamiche che governano quella drammatica condizione. La presentazione di un sistema che non redime e non riabilita, ma svilisce e costringe chi vi è soggetto alla disumanizzazione solo per ottenere la mera sopravvivenza. Una fabbrica di animali, appunto.

Bunker, con la sua arte, ci permette di camminare per quei corridoi grigi assieme a Ron e Earl e costruisce situazioni in cui al lettore sembra quasi di poter udire i suoni e le voci inquietanti della vita dietro le sbarre.

Un ottimo libro davvero e forse il modo migliore per ricordare il grande Edward Bunker, scomparso nel 2005.


One comment

  1. Non ho mai amato particolarmente Bunker, pur riconoscendo l’alta qualità dei suoi lavori. Qui stupisce per la “scientificità” con cui racconta un mondo non raccontabile.

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