Oct 18, 2011
Se con “La via del tabacco” è messo in risalto il meccanismo, dato da miseria ed ignoranza, che impedisce lo sviluppo della persona umana in quanto tale nella società della grande depressione, e la questione razziale appare di sfuggita come una comparsa sulla scena; in “Fermento di luglio” i ruoli sembrano quasi invertirsi. “Fermento di luglio” è un romanzo la cui trama è imperniata su di un linciaggio.
Sonny Clark, un ragazzo di colore che lavora come bracciante nei campi, viene accusato di aver violentato Kety Barlow, figlia di Shep Barlow, un sociopatico manifesto e fittavolo di Bob Watson, grosso proprietario terriero locale. Il punto di vista e quello di Jeff Mc Curtain. Mc Curtain si destreggia bene tra l’ignavia e l’inettitudine, pur non essendo un personaggio assolutamente negativo, anzi, sia in modo concreto che ideale difenderà la categoria dei soggetti di colore, il suo scopo principale è “mantenere politicamente pulito” il linciaggio. Posto che in termini logici è una idiozia una frase del genere, essa dà la misura del personaggio. Mc Curtain è disposto a fare qualsiasi cosa pur di “lavarsi le mani” e non pronunciarsi su tale pratica punitiva barbara, né per evitarlo né per favorirlo, perché ricoprendo egli una carica elettiva, ha paura che qualsiasi cosa faccia gli si potrebbe ritorcere contro alle prossime elezioni. Jeff Mc Curtain, che dovrebbe far rispettare la legge (che proibisce i linciaggi) è disposto a non fare il proprio lavoro, a lasciare ammazzare un uomo, a lasciare ammazzare un innocente, per paura di rimetterci il posto di lavoro. Ma peggio ancora, per paura di essere stigmatizzato come “amico dei negri”.
Poi la storia è coinvolgente ed emozionante senza mai scivolare nel sentimentale, i personaggi sono costruiti magistralmente e non sono mai scontati o banali, e le contraddizioni della società schizzano fuori dalla pagina come una bustina di maionese sotto le ruote di un suv. Il tutto in un sud degli States dove l’afa è pesante, i campi di cotone abbondano e l’abbaiare lontano di un cane, oltre i cespugli macchiati di polvere, annuncia che è successo qualcosa di grosso.
In Italia si fa una fatica indegna per reperire i libri di Caldwell e questo è un vero peccato. Apprezziamo quindi, in maniera particolare, il fatto che Fazi Editore abbia scelto, da aprile 2011, di pubblicare un’edizione di “La via del tabacco” con la traduzione di Luca Briasco e una stupenda introduzione del grandissimo Joe R. Lansdale scritta appositamente per il mercato italiano.
Per chiudere quindi se non lo conoscete ancora Caldwell c’è solo una cosa che dovete fare: leggere i suoi splendidi libri!