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	<title>Comments on: Devil l&#8217;uomo senza paura</title>
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	<description>SUGARPULP: il Nordest, la Bassa, la grande Pianura Padana non sono più - da oggi - un Paese per vecchi.</description>
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		<title>By: Massimo Miranda</title>
		<link>http://sugarpulp.it/critica/devil/comment-page-1#comment-667</link>
		<dc:creator>Massimo Miranda</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jun 2010 20:53:58 +0000</pubDate>
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		<description>Molti critici del fumetto, e non solo, sono concordi sul fatto che negli anni &#039;60 Stan Lee e Jack Kirby crearono un nuovo Pantheon di divinità . Nuovi eroi dai colori sgargianti e dai grandi poteri (nonche&#039; responsabilita&#039;).                         Bene. Ho sempre pensato che il piu&#039; grande fra i supereroi fosse Devil, l&#039;uomo senza paura, e questo proprio perché in apparente contraddizione con gli straripanti poteri di Spiderman o del Dio del tuono. Oppure dell&#039;incredibile Hulk. La fragilità di Murdoch, la sua cecità, in molti casi le sue debolezze emotive, ne fanno una figura principe del mondo &#039;Marvel&#039;, umanissima. In un contesto &#039;noir&#039; Miller riscrive le origini del Diavolo rosso, in una Hell&#039;s kitchen, periferia del mondo, ricca di luci e di buio, l&#039;eterna lotta tra il bene ed il male. Chi meglio di Devil può rappresentare tutto ciò? Miller, futuro sceneggiatore e regista, crea e ricrea personaggi già esistenti nel mondo di Devil e Spiderman, vedi Kingpin, il boss della mala newyorkese, ma ciò che più conta e&#039; finalmente l&#039;intreccio, la storia, un fumetto che diventa libro maturo, con personaggi &#039;veri&#039;. Senza dubbio Miller miscela il noir con i manga, le arti marziali, filosofia zen e crudezze da strada. Bella botta, per un fumetto anni &#039;80. La strada maestra tracciata da Miller continua ancora oggi: i lavori degli scrittori Bendis e Brubaker hanno  senza dubbio seguito le orme del grande Frank. Così come il suo tratto ha caratterizzato anche successivamente i lavori dell&#039;ottimo John Romita Junior  e di Alex Maleev, forse il miglior caratterista di Daredevil.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molti critici del fumetto, e non solo, sono concordi sul fatto che negli anni &#8217;60 Stan Lee e Jack Kirby crearono un nuovo Pantheon di divinità . Nuovi eroi dai colori sgargianti e dai grandi poteri (nonche&#8217; responsabilita&#8217;).                         Bene. Ho sempre pensato che il piu&#8217; grande fra i supereroi fosse Devil, l&#8217;uomo senza paura, e questo proprio perché in apparente contraddizione con gli straripanti poteri di Spiderman o del Dio del tuono. Oppure dell&#8217;incredibile Hulk. La fragilità di Murdoch, la sua cecità, in molti casi le sue debolezze emotive, ne fanno una figura principe del mondo &#8216;Marvel&#8217;, umanissima. In un contesto &#8216;noir&#8217; Miller riscrive le origini del Diavolo rosso, in una Hell&#8217;s kitchen, periferia del mondo, ricca di luci e di buio, l&#8217;eterna lotta tra il bene ed il male. Chi meglio di Devil può rappresentare tutto ciò? Miller, futuro sceneggiatore e regista, crea e ricrea personaggi già esistenti nel mondo di Devil e Spiderman, vedi Kingpin, il boss della mala newyorkese, ma ciò che più conta e&#8217; finalmente l&#8217;intreccio, la storia, un fumetto che diventa libro maturo, con personaggi &#8216;veri&#8217;. Senza dubbio Miller miscela il noir con i manga, le arti marziali, filosofia zen e crudezze da strada. Bella botta, per un fumetto anni &#8217;80. La strada maestra tracciata da Miller continua ancora oggi: i lavori degli scrittori Bendis e Brubaker hanno  senza dubbio seguito le orme del grande Frank. Così come il suo tratto ha caratterizzato anche successivamente i lavori dell&#8217;ottimo John Romita Junior  e di Alex Maleev, forse il miglior caratterista di Daredevil.</p>
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