Salutato in patria come “l’erede di Stephen King”, Alec Covin è, a dispetto della giovane età , uno dei più quotati nuovi talenti del thriller francese.
“Nella Casa del Diavolo”, che segue “la Setta dei Lupi Sanguinari” per quanto concerne le traduzioni in italiano, è un continuo intrecciarsi di situazioni al limite del paranormale, follia, paranoia ed un opprimente senso di angoscia così vivo da colpirvi tremendamente allo stomaco, quasi si trattasse di immagini vivide, cinematografiche. E l’intera vicenda non stonerebbe se riproposta sottoforma di pellicola: il “buen retiro” della scrittrice inglese in crisi creativa Grace Austin e della sua compagna Kate nella campagna francese, offerto dai misteriosi coniugi Fisto, non tarda infatti a trasformarsi in un incubo costellato di visioni, allucinanti richiami al passato della villa di proprietà degli stessi Fisto, vivo palcoscenico già teatro di inenarrabili atrocità .
E, quando si scoprirà che l’improvviso risveglio della vena creativa di Grace non è frutto di una novella ispirazione, ma un occulto tranello predisposto dall’aldilà , le cose non faranno che precipitare sempre più in basso, negli abissi.
Fortemente vicino alla narrazione dello stesso King, “Nella Casa del Diavolo” è un’opera estremamente ben congegnata e godibile, che rivela una nuova ruggente penna attiva in terra transalpina.
- Titolo: Nella casa del diavolo
- Autore: Alec Covin
- Numero di pagine: 320
- Editore: Fanucci
- Prezzo: 17,50


