"Più uno scrittore è dei suoi posti, più sono le possibilità che diventi universale"
Isaac Bashevis Singer

Samuel Langhorne Clemens

Samuel Langhorne Clemens

Jan 17, 2012

“Un autore gradisce un complimento anche quando proviene da qualcuno la cui competenza è dubbia.”

Mark Twain, Autobiografia.


Una quantità difficilmente calcolabile di inchiostro è stata utilizzata per sviscerare, analizzare, spesso criticare questo grandissimo autore americano. Non credo certo di poter aggiungere qui qualcosa di nuovo né tanto meno qualcosa di originale.
Mi propongo però, con queste poche righe, di fare un piccolo omaggio a uno dei più straordinari autori che la narrativa americana abbia conosciuto e spiegare perché a Sugarpulp “piace” Mark Twain.

Mark Twain nasce come Samuel Langhorne Clemens il 30 Novembre 1835 nella Contea di Monroe, Stato del Missouri. La cometa di Halley era visibile in cielo, quando Mark Twain venne alla luce.

È molto giovane quando comincia a lavorare come apprendista tipografo, attività che lo condurrà in diverse città (St. Louis, New York, Philadelphia, Cincinnati), fino al 1957 quando diverrà pilota di battelli a vapore. Quelli che transitavano sul Missisipi, per intenderci. Nel 1861 scoppia la guerra civile e la vita ordinaria se ne va beatamente a puttane, il Nostro si arruola con un gruppo di volontari del Missouri (confederati, quelli che la “perdono” la guerra, sempre per capirci…), ma la cosa dura solo qualche settimana. Abbandonata la vita del volontario,  finisce a fare il minatore ed il prospettore minerario (quel tizio che sceglie se un terreno è buono per scavarci una miniera oppure no).  Comincia a lavorare come giornalista e scrittore freelance e nel 1863 si firmerà per la prima volta come Mark Twain.

È sul finire degli anni sessanta che comincia a pubblicare opere di rilievo: “Gli innocenti all’estero” nel 1869, “Vita dura” nel 1873, a seguire”L’età dell’oro” e nel 1876 “Le avventure di Tom Sawyer”. Quindi via con una corposa lista di pubblicazioni fino a “Il principe e il povero” nel 1882 (in questo periodo Mark Twain ha già cominciato a viaggiare molto in tutta Europa e negli Stati Uniti). “Le avventure di Huckleberry Finn”  vede la luce nel 1885 e a seguire verranno  pezzi straordinari come “Uno yankee alla corte di Re Artù” e molti, molti altri.

Con la pubblicazione delle sue opere, Mark Twain guadagnò un sacco di soldi. Soldi che perse investendo nella progettazione e nello sviluppo della compositrice automatica Paige (una macchina tipografica). Tenne molte conferenze e continuò a scrivere per evitare che la bancarotta passasse dal piano della incombente minaccia a quello della concreta realtà.
Mark Twain morirà, stroncato da problemi cardiaci, nel Connecticut il 21 aprile 1910, dopo aver lasciato un segno indelebile nella narrativa americana, e non solo.

Cominciamo prestando attenzione allo pseudonimo scelto dal geniale scrittore : Mark Twain. Prima di essere Mark Twain, Samuel Clemens ebbe modo di firmare i suoi articoli umoristici e i suoi scritti con diversi nomi: Thomas Jefferson Snodgrass, o W. Epaminondas Adrastus Blab, Sergeant Fathom, Josh, e altri nomi ancora. Fino ad approdare (è il caso di dire) allo pseudonimo definitivo, quello che lo accompagnerà stabilmente nella celebrità e nella vita: Mark Twain.

Quasi sicuramente l’idea per questo pseudonimo gli venne durante la sua esperienza come pilota di battelli a vapore sul fiume Mississippi.  “By the mark, twain!” era il grido con cui il marinaio preposto alla misurazione dell’acqua durante la navigazione (perché a metà Ottocento se stavi navigando su un fiume con delle acque torbide come quelle del Mississippi, avevi bisogno di qualcuno che ti dicesse se ci fosse anche acqua, in mezzo a tutto quel fango) segnalava che “dal segno: due (tese)!”.
Cioè che in quel punto del fiume c’era abbastanza acqua  da permettere una tranquilla navigazione. By the mark, twain: tutto è ok! Mark Twain. E se lo pseudonimo, come sostiene Sergio Campailla, “è un’assunzione d’identità che risponde, in termini allusivi e sia pure indimostrabili, ad aspettative latenti”  in questo caso ciò che ci si aspetta è ciò che si trova in concreto nelle opere di questo Autore. La narrazione è sempre di ottima qualità, Mark Twain!

Dallo pseudonimo, inoltre, possiamo intuire la rilevanza che per questo Autore ha la dimensione fluviale del Mississippi. Dimensione che farà da sfondo (per non dire da personaggio) di primaria importanza nelle sue opere più conosciute. E che ve lo dico a fare che mi riferisco a:  “Le avventure di Tom Sawyer” e “Le avventure di Huckleberry Finn”?

Mark Twain su Sugarpulp, perché?

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