Jan 17, 2012
Prima di tutto perché questo Autore ha scritto delle pagine di letteratura strepitose, di una poesia quasi commovente, anche quando era impegnato a smontare, con il suo sarcasmo, i modelli conformistici imperanti dell’epoca… che detta così sembra una roba da lotta di classe, invece era solo satira erga omnes.
Quindi, grande Narratore di storie divertenti. Storie dove l’azione, gli accadimenti, le avventure fluiscono attraverso questi straordinari paesaggi del sud degli Stati Uniti. Storie raccontate come? Storie raccontate sempre con una ragguardevole velocità (teniamo conto del periodo storico in cui scrive), utilizzando una tecnica che unisce gli elementi migliori delle narrazione orale ad un talento affabulatorio non comune.
Su tutto, poi l’umorismo. L’umorismo, l’ironia, talvolta anche il sarcasmo sono fra gli elementi che impregnano la poetica di questo magnifico Autore. Pensiamo alla scrosciante critica dei modelli sociali che serpeggia nelle pagine delle avventure di Huckleberry Finn o Tom Sawyer, dove la figura dell’educatrice, la Zia Polly, è pronta da un lato credere a qualsiasi ciarlataneria divenga di moda e dall’altro citare senza sosta le Sacre Scritture come soluzione a qualsiasi problema si presenti. O vogliamo parlare del padre di Huck Finn? Un alcolizzato violento che cerca addirittura di accoltellare a morte il figlio? E l’ipocrisia che serpeggia velenosa nelle piccole cittadine timorate di Dio, nel Sud degli Stati Uniti?
Mark Twain fu oggetto di molte critiche per il suo scritto “Gli innocenti all’estero”. Un’Opera in cui un viaggio in Terra Santa sul piroscafo “Quaker City” dà la possibilità all’autore di ironizzare in maniera serrata sull’Europa e gli europei. Mark Twain fu accusato, in questo caso, di essere il tipico americano che, al di fuori dell’Almerica e degli americani, non ritiene nulla degno di rispetto. Posto che come ho sostenuto più sopra, anche con il suo paese di origine Mark Twain non è mai stato troppo tenero, ed ammettendo che sì, in quest’opera il sarcasmo è marcato, va ricordato che nemmeno i compatrioti di Twain sono risparmiati da detto sarcasmo. Comunque sia, nella produzione letteraria del grande Samuel se è vero come è vero che gli europei fanno la figura degli aristocratici antidemocratici, gli americani sono dipinti come degli zoticoni.
Quindi storie d’azione ben narrate e umorismo. Quell’umorismo fatto di accumulazione e incongruenza che sfocia nella sorpresa e che, perciò, sa sorprendere. Questi sono gli ingredienti preponderanti nell’opera di Twain, unitamente ai paesaggi del Sud degli Stati Uniti, che a voler guardare bene, qualche punto in comune con quelli veneti (non fosse altro per l’afoso caldo estivo) ogni tanto ce l’hanno.
Ma forse questa è una forzatura campanilistica…
Comunque, a noi di Sugarpulp non può non piacere anche per un certo impegno nel voler evitare l’ostentazione della funzione didattica della narrativa. Di più: Twain ha scritto le migliori storie per ragazzi (o meglio, che hanno dei ragazzi come protagonisti) della sua epoca, impiegando narrativamente il punto di vista del ragazzo (vedi Sawyer e Finn), che a dirla così sembra una cazzata ma in realtà è una piccola rivoluzione. Uno straordinario innovatore anche a livello tecnico quindi, ma non solo! Stilisticamente, un autore che mette come prefazione ad un suo libro quanto segue: “Coloro che cercheranno di trovare uno scopo in questa narrazione saranno processati; coloro che cercheranno di trovarvi una morale saranno banditi; coloro che cercheranno di trovarvi una trama saranno fucilati. Per ordine dell’ autore” , come fa a non diventare un Mito?
Un piccolo esempio della perdurante eredità (anche pop, per carità) di questo Autore? Pensate allo scritto di Mark Twain “La Banconota da un milione di sterline.” Se non avete presente la trama leggetela: è un racconto breve e simpatico che ha ispirato molte produzioni artistiche (libri, cinema, tv etc.) successive. Se vi dicessi che ha addirittura ispirato la trama del film, programmatissimo sotto le festività natalizie, Una poltrona per due (Trading Places) del 1983, quello con Eddie Murphy?
Molto è stato scritto, sostenendo tesi favorevoli o contrarie alla teoria secondo cui Mark Twain negli ultimi anni della sua vita non fosse altro che un anziano signore inacidito e depresso, che usava l’umorismo per nascondere un’abissale tristezza e un nichilismo mal celato (molto interessante in questo senso lo scritto di Jorge Luis Borges “Una vindicaciòn de Mark Twain”). Non ho una risposta certa a questo. Di sicuro ciò che Mark Twain voleva comunicare lo ha messo nei suoi scritti, quindi se la questione vi interessa, leggeteli e lo scoprirete.
“All modern American literature comes from one book by Mark Twain called
Huckleberry Finn.”Ernest Hemingway, Green Hills of Africa
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