"Più uno scrittore è dei suoi posti, più sono le possibilità che diventi universale"
Isaac Bashevis Singer

Tarantism

“Tarantism” è il primo e più riuscito disco di Tito & Tarantula, non fosse altro perché si apre sulle note di “After Dark”, splendida ballata pulp rock dagli eleganti chiaroscuri e sospesa su un accompagnamento acustico spagnoleggiante. Va subito detto che “After Dark” ha goduto di una certa esposizione grazie a “From Dusk till Dawn” (“Dal tramonto all’alba” in italiano) – film a base di vampiri e splatter di Robert Rodriguez e scritto da Quentin Tarantino – se è vero che di quel film era proprio il pezzo portante della colonna sonora. Anche per questo, allora, ci sembra giusto cominciare l’avventura Sugarmusic da quella che è forse la bandiera musicale del movimento delle barbabietole insanguinate e/o carnivore.
La storia di Tito Larriva, fondatore della band, è però indissolubilmente legata ad East L.A., alle proprie radici chicane e a quel punk-rock losangelino che costituirà la spina dorsale del sound dei Plugz, sua prima band. Successivamente, assieme all’amico Charlie “Chalo” Quintana, al secolo batterista degli Havalinas e dei Ju Ju Hounds di Sua Maestà Izzy Stradlin, mette insieme i Cruzados e ripesca all’inizio degli anni ’80 un roots rock orgoglioso che fa della band l’archetipo latino di gruppi come Uncle Tupelo e Jayhawks.
Artista a tutto tondo, sarà attore nei film di Robert Rodriguez come “Desperado” e “From Dusk till Dawn” e poeta, mantenendo una forte identità di protesta, nel ’97 fonda i Tito & Tarantula e realizza un disco da cinque stelle: Tarantism appunto.

Dotato di una voce particolarmente espressiva e passionale, Larriva assolda Peter Atanasoff, chitarrista con uno stile molto personale e capace di disegnare trame intriganti, riuscendo così a variegare ulteriormente la propria miscela musicale.
Oltre ad una ballad come “After Dark” arrivano infatti la pigra girandola di “Sweet Cycle”, affascinante “cantilena” che si schiude nei morsi psichedelici della chitarra di Atanasoff e “Flyng in my sleep”, che è una morbida filastrocca con linee luminose di mandolino e un’elettrica sognante.
Il punk degli esordi occhieggia comunque in quasi tutto il lavoro e le radici latine sono la marcia in più di un disco che sembra, per certi aspetti, una versione plumbea ed inquietante dei Los Lobos più aggressivi. Vero è che qualsiasi termine di paragone si rivela insufficiente per classificare il suono di Tito & Tarantula, in grado di pestare un boogie – rock da cantina, come in “Slippin’ & Slidin’”, o di ombreggiare suggestioni blues in “Strange Face”, senza dimenticare la fiesta punk – rock di “Angry Cockroaches”.
Tarantism si presenta come un disco febbricitante e adulterato, con una grande attenzione e cura alle liriche, intrise di pulp e noir tutte da leggere, e con una varietà di “registri musicali” invidiabile, una miscellanea importante per comprendere tutta la poesia decadente di Tito Larriva, perfettamente assecondato da una band che, con Peter Atanasoff in testa, traduce efficacemente, in una serie di composizioni superbe, le mille storie noir di assassini e donne fatali, rose e palloni d’argento del romantico poeta stralunato.


  • Titolo: Tarantism
  • Autore: Tito & Tarantula
  • Anno: 1997
  • Casa discografica: JupiterX Records/Goldrush/BMG
  • Prezzo: Euro 19.00
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