Cuore di rondine, la recensione

Cuore di rondine, la recensione di Fulvio Luna Romero per Sugarpulp Magazine.

cuore-di-rondine-copertina-recensione-sugarpulpTitolo: Cuore di rondine
Autore: Comandante Alfa
Editore: Longanesi
Prezzo: 14,90 euro

Cuore di rondine è un libro molto particolare, a metà tra romanzo e inchiesta. Particolare già nel nome dell’autore: Comandante Alfa è uno dei fondatori dei G.I.S., il Gruppo Interventi Speciali. Le teste di cuoio dei Carabinieri.

In questa storia ci racconta la sua vita, a cominciare da quando, giovanissimo paracadutista, è stato scelto per entrare a far parte di questo gruppo d’elite che andava formandosi per volontà dell’allora Ministro degli Interni Francesco Cossiga.

È un libro utilissimo per capire cosa accade dietro le quinte di uno dei corpi specializzati, insieme ai N.O.C.S. della Polizia di Stato, tra i migliori al mondo.

Dalle operazioni più complicate e con risonanza mediatica elevata quali le liberazioni di ostaggi durante la stagione dei sequestri di persona, o l’assalto dei Serenissimi al campanile di Piazza di San Marco, ad altri interventi sotto traccia, fino alle missioni estere con compiti di tutela di grandi politici in paesi instabili o di addestramento di nascenti forze di polizia.

Comandante Alfa, orgoglioso e testardo siculo, guida il lettore attraverso l’organizzazione raccontandone il lato tecnico e quello umano.

Ne racconta il battesimo del fuoco con l’irruzione presso il carcere di Trani, dove alcuni terroristi mischiati a criminali di strada inscenarono una pericolosa rivolta, e arriva a raccontarci il gelo delle notti afghane e irachene con le bombe che ti piovono intorno.

Ci sono parti dedicate all’addestramento, ma anche al grande spirito di gruppo: come in altri testi relativi alle forze dell’ordine, grande spazio viene lasciato alle dinamiche del gruppo, alla fiducia cieca nel compagno.

Pagine che corrono via veloci tra episodi al limite del comico, fino alla drammaticità di sapere che un collega è stato fatto a pezzi dai kamikaze di Nassiria.

Una storia che, prima che di Carabinieri, parla di uomini. Della lontananza dalle loro famiglie, delle vite segrete che conducono. Uomini che hanno paura, ma la gestiscono rendendola un’arma micidiale.

Arma… ecco, si parla parecchio di armi, e del modo di usarle cercando di limitare i danni. Perché una missione è un vero successo soltanto se non c’è spargimento di sangue. Perché, appunto, parliamo di uomini e non di super eroi da cinema. E nella vita, un uomo vero, non ama uccidere, nemmeno quando lo deve fare per salvarsi.

L’idea è molto buona, e la scrittura fila via veloce.

Magari sarebbe stato bello dedicare un po’ di spazio in più alle procedure e le strategie, ma gioco forza non si può fare per questioni di segretezza. Ecco, non aspettatevi un romanzo alla Andy McNab (che, tra l’altro, i suoi bei problemi legali li ha avuti). Un po’ più di strategia e un po’ meno romanticismo, sarebbe stato il libro perfetto.

Rimane, comunque, un ottimo lavoro ed un punto di vista davvero interessante in merito alle logiche organizzative e comportamentali di un gruppo di uomini di cui sappiamo davvero poco.

3 barbabietole su 5

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