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Darth Bane – La regola del Due

Darth Bane – La Regola del due è il secondo volume della splendida trilogia dedicata ad uno dei più grandi Signori Oscuri dei Sith

Darth Bane - La regola del DueTitolo: Darth Bane – La regola del Due
Autore: Drew Karpyshyn
Editore: Edizioni Multiplayer.it
Prezzo cartaceo: 15.00
Prezzo eBook: 7.99
PP: 280

Sempre due ci sono. Né più né meno. Un Maestro, e un Apprendista. (Maestro Yoda)

Darth Bane – La regola del Due è il secondo romanzo scritto da Drew Karpyshyn per il franchise di Star Wars. Il primo volume, Darth Bane – Il Sentiero della distruzione, aveva introdotto nella saga di Guerre Stellari il personaggio di Darth Bane ed è una figata pazzesca.

Le mie aspettative erano molto alte, anche se ormai dalle trilogie non sai mai cosa aspettarti, Karpyshyn è uno che sa scrivere, non vi sono dubbi, ma vatti a fidare. L’universo di Star Wars è cosa da maneggiare con cura e il rischio di fare puttanate è enorme (lo stesso Lucas ne sa qualcosa), quindi ero comunque sempre sul chi vive.

Questo secondo romanzo della serie è molto diverso dal primo: il ritmo è meno tirato, la storia è più costruita, i personaggi meglio delineati. La prima parte è rotonda, corposa con poca azione. Poi… non so neppure come dirlo… da un certo punto Karpyshin fa esplodere la miccia e allora non ci sono cazzi per nessuno.

Quando Darth Bane – La regola del due decolla lo fa alla grandissima, con una serie di scene di azione memorabili, con la trama che si sviluppa in maniera geniale e con un finale imperiale. Ed ecco che tutto diventa perfettamente bilanciato, ti rendi conto che Karpyshyn è riuscito a costruire una storia perfetta in cui tutto va come deve andare.

Ma non solo: il personaggio di Darth Bane assume una profondità, una (dis)umanità e una caratura tali da inserirsi prepotentemente tra i migliori personaggi in assoluto del franchise di Star Wars. Sì, con quel “in assoluto” voglio dire che Darth Bane per me finisce direttamente nell’olimpo di Star Wars insieme a gente tipo Darth Vader o Ian Solo.

Alcuni passaggi e trovate del romanzo sono davvero spettacolari, come la bio-armatura organica che Darth Bane fa crescere sul suo corpo (e che rende alla perfezione il topos per cui i grandi Signori Oscuri dei Sith diventano disumani anche fisicamente), la frustrazione del protagonista di fronte all’incapacità di creare un suo Holocron, il rapporto perverso tra il Signore Oscuro e la sua giovane apprendista, il drammatico e crudelissimo finale.

Darth Bane per buona parte del romanzo se ne sta nell’ombra con Zannah (la sua apprendista) che diventa protagonista. Intanto il jedi Johun Othone è sulle tracce degli ultimi due sith rimasti nella galassia, anche se nessun altro sembra voler credere che ci siano ancora in circolazione dei seguaci del lato oscuro. Ma i sith ci sono, eccome se ci sono, e tramano nell’ombra.

Due  i grandi combattimenti presenti in questo libro e in entrambi i casi Karpyshyn riesce a descrivere in maniera magistrale l’azione. Riga dopo riga la rabbia di Darth Bane esce brutalmente dalle pagine e diventa qualcosa di reale, si è quasi invasi dalla potenza del lato oscuro sia quando l’oscuro Signore dei Sith massacra una schiera pressoché infinita di animali infettati da un virus bio-meccanico, sia quando se la deve vedere con un manipolo di maestri jedi (uno dei passaggi migliori di tutto il libro).

Darth Bane – La dinastia del male, il terzo volume della serie, è uscito da pochissimo sempre per Edizioni Multiplayer.it, inutile dirvi che ho già iniziato a leggerlo.

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