DC Extended Universe, la Rinascita degli Dei

DC Extended Universe, la Rinascita degli Dei - Sugarpulp

Il DC Extended Universe è il franchise cinematografico formato dai cinecomics basati sui personaggi dei fumetti DC Comics e distribuiti dalla Warner Bros. Pictures.

2005, il DC Extended Universe prende vita

Nel 2005 ha avuto inizio la Trilogia del Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan. Era il periodo del Batman interpretato da Christian Bale, quello che nel primo film prendeva a piene mani dalle run degli anni ’70 del “dinamico duo” Dennis O’Neil-Neal Adams, nonostante si parli di Frank Miller e Batman: Anno Uno. No, in my humble opinion come si suol dire su internet, no. C’era l’allenamento di Bruce Wayne in Nepal, c’era Ra’s Al Ghul, c’era la Lega degli Assassini, c’era una Pozza di Lazzaro, c’era questo, c’era quello, tante piccole citazioni di QUEL Batman.  Poi mettiamoci situazioni e modelli più calati nella realtà rispetto ai comics americani e alle incarnazioni burtoniane o schumacheriane, ed ecco che il Cavaliere Oscuro, il crociato incappucciato, il più grande detective del mondo, il pipistrello supereroe umano senza poteri per eccellenza, diventa un film completamente fuori dalla continuity ufficiale. Una trilogia a sé stante che ha incarnato la personale visione del regista inglese di Inception e The Prestige.

È il film che invece, secondo me, ha dato l’inizio alla rinascita vera e propria degli Dei caduti sulla Terra, i supereroi DC Comics. Questo nonostante tutti vogliano far cominciare la nuova era del DC Extended Universe da L’Uomo D’Acciaio di Zack Snyder del 2013. Per la timeline ufficiale di casa Warner è vero ma la stura l’ha data Nolan, tanto che il produttore del film di Snyder è proprio lui. Insomma, grazie al successo della trilogia di Nolan la Warner Bros, brand cinematografico della Time Warner e detentrice di tutti i diritti dei supereroi DC Comics in quanto in possesso della casa editrice stessa, ha mosso finalmente il suo grosso sederone.

Prima per spostare fisicamente la sede della DC Comics da quella storica di 1700 Broadway, a Manhattan, per portarla proprio sotto casa a Burbank dove ci sono i Warner Studios tutti da vedere e visitare con l’acquolina alla bocca e una lacrimuccia d’emozione. Poi per fondare il colosso DC Entertainment e rincorrere la polvere lasciata dal Marvel Cinematic Universe, ovvero l’agguerrita concorrenza che ha in mano tutti i supereroi Marvel tranne X-Men, Fantastici Quattro e Spiderman (per ora).

I mattoni della timeline del nuovoDC Extended Universe vengono messi uno sopra l’altro. Il primo, di scarso successo ma comunque carino, è quello per il quale Bryan Singer ha abbandonato i suoi X-Men. Purtroppo Superman Returns peccava di una trama e di un Brandon Routh troppo citazionista nei confronti del glorioso Christopher Reeve. Routh, per un gioco del destino, lo ritroviamo dieci anni dopo nei panni del microscopico supereroe Atom nella serie tv DC’s Legends of Tomorrow, la quale rientra anch’essa nel DC Extended Universe ma quello televisivo. Sì, perché nel DC Universe non è tutto così semplice e anche per i live action, come per la continuity fumettistica, si è pensato a universi paralleli, dopo le dieci stagioni di Smalville e soprattutto dopo la messa in onda di Arrow, dal quale sono scaturiti gli spin off The Flash e Supergirl.

2007, Zack Snyder entra nel gruppo DC.

Zack Snyder invece è il regista della trasposizione cinematografica di 300, il graphic novel di Frank Miller. Il film è un successo per la Warner Bros, la casa cinematografica accalappia il regista e lo fa suo per i suoi futuri progetti di sfruttamento dell’universo super-eroistico del quale detiene i diritti, anche se non si parla ancora ufficialmente di DC Extended Universe.

2009, Quis custodiet ipsos custodes?

Snyder, coadiuvato dalla moglie Deborah Johnson (con le dovute proporzioni, pare di rivedere la coppia Peter Jackson-Fran Walsh), arriva così al controverso adattamento di Watchmen, il capolavoro narrativo e grafico di Alan Moore e Dave Gibbons. Watchmen è la sua prima mossa in campo DC Comics, molto ben riuscita nonostante gli strali dei fan sul finale differente dal fumetto e quelli dello stesso mago Alan Moore, il quale diffida gli autori dal far comparire il proprio nome sulla pellicola come in V per Vendetta.

2013, l’inizio ufficiale.

Arriva il tempo del secondo reboot di Superman, eroe primigenio della DC Comics dal quale non si può prescindere se si vuole mettere mano a questo Universo, e Snyder sfodera gli artigli, giusto per citare la concorrenza. Viene lanciato sui grandi schermi di tutto il mondo il primo tassello ufficiale e riconosciuto del DC Extended Universe ufficiale, quello che dovrebbe andarsi a scontrare con il rodatissimo Marvel Cinematic Universe.

The Man of Steel, l’Uomo d’Acciaio, ha per protagonista un giovane attore inglese (!) nei panni di una delle icone a stelle e strisce per eccellenza, il fighissimo Henry Cavill. La trama ripercorre le origini di Superman, la scoperta di non essere umano e le difficoltà nell’accettare il suo ruolo messianico sulla Terra a causa di poteri superiori che lo rendono un Dio grazie al sole giallo del nostro Sistema Solare. Nel bel mezzo di questa crescita interiore e dell’acquisizione di consapevolezza del suo ruolo, Kal El-Clark Kent deve affrontare una terribile minaccia che rischia di radere al suolo il nostro pianeta, ovvero lo specchio di se stesso.

Riescono a fuggire dalla Zona Fantasma, prigione extradimensionale in cui erano stati imprigionati per i loro crimini di alto tradimento da Jor El, padre naturale di Kal, tre alieni provenienti da Krypton, suo mondo natale andato distrutto tra cataclismi termogeologici causati all’eccessivo sfruttamento delle risorse (morale ecologista neanche tanto velata).

Il Generale Zod, Ursa e il muto Non, nell’atmosfera terrestre irradiata dal nostro Sole, acquisiscono gli stessi identici poteri di Superman con tutto quel che ne consegue. C’è un po’ di Superman II di Richard Lester, certo, ma la presenza dei tre kryptoniani sulla Terra fa riflettere qualche terrestre in particolare e fa porre parecchi interrogativi sulla vera natura di Supes, cosa che nella pellicola del 1980 era trattato in maniera più blanda. I tempi cambiano e anche l’ingenuità del pubblico. Superba l’interpretazione di Zod da parte di Michal Shannon, mentre Russel Crowe interpreta un Jor El mai stato così ingerente nella vita di suo figlio, anche da morto e tramite ologrammi.

Un cast d’eccezione fa da contorno alla vicenda, Amy Adams-Lois Lane, la donna della vita di Clark, Kevin Costner e Diane Lane nella parte di Jonathan e Martha Kent, i genitori adottivi di Smalville, Kansas. Per la prima volta un Perry White di colore, direttore del quotidiano Daily Planet, interpretato da Lawrence Fishburne. Piaciuto o non piaciuto, molte sono le critiche piovute su questa pellicola e sulla regia di Zack Snyder, ma rimane comunque un blockbuster dei cinecomics.

Fissato al muro di celluloide il primo vero tassello della timeline DC Extended Universe, dopo i prodromi di Nolan, Zack Snyder viene confermato al timone di questo quadro d’insieme che va pian piano delineandosi. Si parla di sequel de L’Uomo D’Acciaio ma le voci di un coinvolgimento e del ritorno di Batman si fanno insistenti. Nello stesso anno d’uscita del film, all’annuale San Diego Comic-Con durante la quale vengono fatto gli annunci più sensazionalistici dalle case cinematografiche ed editrici, la Warner Bros butta sul piatto delle emozioni il ritorno ufficiale di Zack Snyder alla regia e David S. Goyer alla sceneggiatura, prodotti da Christopher Nolan, per un film che non sarà soltanto il seguito de L’Uomo D’Acciaio ma anche un reboot di Batman, che sarà soltanto ispirato e non sarà una pedissequa trasposizione de Il Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, pietra miliare dei What If? della DC Comics. Boom! L’hype degli appassionati e degli addetti ai lavori sale a mille.

Man mano che passa il tempo, il quadro è sempre più chiaro: sarà un film corale. La sceneggiatura viene riscritta da Chris Terrio e vengono selezionati Ben Affleck nei panni di Bruce Wayne/Batman, suscitando opinioni contrastanti a causa del suo passato super-eroistico in casa Marvel con il dimenticabilissimo Daredevil, e la quasi sconosciuta Gal Gadot nei panni di niente po po di meno che Diana Prince/Wonder Woman.

2016, il capolavoro mancato.

Il 2016 è un anno fondamentale per l’DC Extended Universe dato che è l’anno di Batman v Superman: Dawn of Justice. Nel titolo di questo capolavoro mancato c’è tutto, le intenzioni sono chiare. La timeline del DC Extended Universe e della Warner porterà direttamente a una pellicola sul supergruppo del DC Universe, la Justice League America. Un po’ fuori tempo limite ma è chiaro che mamma Warner/DC Entertainment voglia provare a ripercorrere i passi della concorrenza che ha sbancato tutto, proprio tutto, con i suoi due film sugli Avengers. È innanzitutto un gran bel film, c’è tanta carne al fuoco, ma critica e appassionati di comics (forse pi i Marveliani) concordano nel dire che è una pellicola troppo cupa, drammatica, con troppe incongruenze, con una regia, quella di Snyder, frenetica e confusionaria, e chi più ne ha più ne metta. Nonostante tutto al fan DC Comics è piaciuto, e anche un sacco, ma come dice qualcuno “l’appassionato DC è il vero nerd e non ama ridere davanti ai suoi eroi”. Vero, verissimo. Questo non significa che non sappiamo ridere anche noi ma, davvero, fare battute mentre il mondo o l’Universo intero va a fuoco è così figo? Sdrammatizzare è un conto ma fare i pagliacci un altro.

Qui c’è di mezzo il carattere messianico e controverso di Superman, la sua conflittualità interiore che nasce dal confronto tra l’educazione ricevuta da due contadini del Kansas, onesti, integerrimi e scommetto profondamente repubblicani, e la sua vera natura aliena che lo rende simile a un Dio. Si parla di integrazione, discriminazione, pericolo di distruzione del mondo e paura del terrorismo che negli ultimi vent’anni ha tragicamente accompagnato i nostri giorni (rivelatori e palesi i grattacieli che crollano e le le nubi di polvere di cemento in apertura del film). Come si fa a scherzare quando un supereroe viene visto sia come salvatore dell’Umanità che come pericolo per il futuro della stessa? OK OK, la smetto. Sto scherzando.

Alla fine, il sunto di tutto è soltanto una grande scazzottata tra due personaggi in tutine attillate, ma questa pellicola, nel bene e nel male, dovrebbe far cambiare completamente idea sul fatto che Superman sia sempre stato considerato un bacchettone. Però chi ha deciso che il media fumetto non debba essere veicolo di significati alti e non debba far riflettere, proprio perché ha un dovere morale verso le giovani generazioni?

Prima ho scritto capolavoro mancato. Con le premesse gettate in pasto prima dell’uscita nei cinema, avrebbe potuto esserlo. Poi effettivamente Snyder, di sicuro sotto pressioni della Warner, ha dovuto comprimere e tagliare molto col risultato di ottenere tante sottotrame che sono apparse scollegate o lasciate in sospeso, senza alcun significato se non si conoscono alcune run passate e importanti dei fumetti DC Comics. Il Batman di Ben Affleck è quasi quello di Miller, appesantito dagli anni, incazzato nero con un essere alieno che ha raso al suolo buona parte di Metropolis durante la lotta con il Generale Zod, ne L’Uomo D’Acciaio. Stesse motivazioni ma con un tornaconto molto più oscuro e personale, sono quelle che muovono lo schizoide e impacciato Lex Luthor (Jesse Eisenberg), una palese citazione del Joker di Heath Ledger qui davvero fuori posto. Infine, non ci sono superlativi per definire l’interpretazione dell’incredibile, meravilgiosa, stupenda Gal Gadot nei panni di Wonder Woman. Brava, bravissima, bellissima, e personalmente ero molto scettico nei confronti della scelta per la super-eroina della classica triade DC Comics. Era molto molto difficile spodestare nell’immaginario adolescenziale di molti la figura di Lynda Carter. E invece Snyder ce l’ha fatta. Mediterranea ma soprattutto Amazzone di origine greca: è la Wonder Woman di George Peréz.

2016, again

Per rendere più coerente il nascente DC Extended Universe, la Warner decide di esplorare anche alcuni personaggi secondari o minori di questa enorme ambientazione fittizia (75 anni di storie e avventure non sono pochi). Un po’ sulla falsariga della concorrenza Marvel e un po’ per sfruttare questa gallina dalle uova d’oro, finché dura il periodo grasso dei cinecomics.

Balza alle cronache il progetto Suicide Squad, un gruppo di super-criminali messo insieme da un’agenzia governativa segreta guidata da Amanda Waller, autoritario e dispotico capo. L’idea è quella di “fare il lavoro sporco” che supergruppi più blasonati non farebbero mai, quelli in cui il secretamento è d’obbligo per motivi spionistici o peggio, e la Waller raduna un gruppo di pericolosi soggetti ai quali promette sconti sulla pena e libertà vigilata, se faranno quello che gli verrà ordinato. La prigione da cui vengono prelevati i protagonisti è quella di Belle Reve, anche se qualche elemento dovrebbe essere rinchiuso ad Arkham Asylum, e in questo film vedremo Harley Quinn (a proposito di Arkham), Deadshot, Killer Croc, Capitan Boomerang direttamente dalla Rogue Gallery di Flash, El Diablo, Incantatrice e Katana, la quale sembra passata senza motivo dall’essere una buona negli Outsiders a metà anni Ottanta (meravigliosa serie legata a Batman di Mike W. Barr e il mitico Jim Aparo) alla Suicide Squad. Ci spiegherà la ragione il neo-boss di DC Entertainment Geoff Johns. Special guest Jared Leto in brevi apparizioni, flashback dicono alcuni, di un Joker diverso dal solito e ultratatuato, e di Ben Affleck/Batman, per tenere il fil rouge con il DC Extended Universe.

A proposito del deus ex-machina Geoff Johns, enorme sceneggiatore della rinascita di Lanterna Verde e Flash dopo le varie Crisi universali e temporali che negli anni hanno azzerato tutta la timeline DC Comics, è stato chiamato di recente a supervisionare con diritto d’intervento il lavoro in progress di Zack Snyder. Ovviamente a causa delle critiche piovute su Batman v Superman: Dawn of Justice. Johns, per meriti, indubbie capacità e quant’altro, come ho detto è stato da poco nominato Presidente ddella DC Entertainment e di sicuro terrà per le palle Mr. Snyder, evitando confusioni future.

Intanto, Batman v Superman: Dawn of Justice diventa in pratica un altro film nella sua attesissima versione Ultimate, visionabile soltanto su Blu Ray e digitale scaricabile da tutti i negozi online. Mezz’ora di scene aggiunte e diluite nel film qui e là portano la lunghezza complessiva a tre ore e rendono finalmente comprensibile una pellicola complessa e multi-strato. È chiaro come questa sia stata fin dall’inizio la vera visione della storia da parte di Snyder e non quella data in pasto a un pubblico rimasto interdetto e frastornato. Tutte le critiche passate vengono messe a tacere e sono tutti d’accordo all’unanimità: Batman v Superman non assurge a capolavoro ma finalmente diventa il film che avrebbe dovuto essere, con grandi personaggi iconici e immortali nell’immaginario e che aprono la strada al prossimo passo del DC Extended Universe.

2017, giugno.

Il personaggio che ha colpito in positivo tutti, nessuno escluso, è Wonder Woman. In Batman v Superman: Dawn of Justice, pur non essendo la protagonista ma condividendo le scene con gli altri due comprimari soprattutto nel finale, Gal Gadot ha letteralmente bucato lo schermo. La modella israeliana, dopo gli ultimi Fast and Furious, approda ai lidi dell’Isola Paradiso.

Ispirata fortemente alla Wonder Woman post-Crisis di George Peréz, è la Diana che avrebbe sempre dovuto essere. Mediterranea, lineamenti delicati e visino d’angelo che esaltano un carattere forte, un’Amazzone vera e propria, una guerriera greca a tutto tondo. Nel film a lei dedicato nel DC Extended Universe verrà raccontata la sua storia in solitaria, a partire dal suo intervento durante la Prima Guerra Mondiale al seguito di Steve Trevor, ufficiale delle Forze Armate statunitensi disperso durante un attacco aereo e naufragato sulle coste di Themyscira, la nascosta Isola Paradiso delle Amazzoni. La sua infiltrazione e integrazione nella società americana durerà fin a che non verrà messa allo scoperto dalle ricerche condotte prima da Lex Luthor e poi da Bruce Wayne. Batman, in vista di una minaccia superiore che profuma di Nuovi Dei di Apokolips, subito dopo le vicende di Batman v Superman chiederà il suo aiuto per formare…

2017, novembre.

…la Justice League. Il supergruppo a cui Snyder vuole arrivare dopo i primi passi fatti con i precedenti film. Numerosi gli indizi sparsi in Batman v Superman: Dawn of Justice dal titolo premonitore ovvero la triade iconica DC Comics Superman, Batman e Wonder Woman, e i video criptati in cui apparivano Flash, interpretato da un Ezra Miller che dal trailer ufficiale sembra un po’ troppo bimbominkia (dopo tanti anni di continuity fumettistica in cui Barry Allen è un poliziotto della scientifica socievole e un po’ imbranato, per favore non mi fate credere che invece è un simil-hacker nascosto e senza amici); Aquaman, interpretato dallo statuario e spaventoso Jason Momoa, che ricorda quello de Le Cronache di Atlantide di Peter David; e Cyborg, interpretato da Ray Fisher, la cui versione dell’eroe con innesti cibernetici sarà quella riferita al post-New 52 in cui si è unito appunto alla Justice League, nonostante nell’immaginario del fan storico rimanga sempre legato ai New Teen Titans di Wolfman e Peréz.

Alla San Diego ComiCon 2016 viene rilasciato il primo trailer di Justice League. Il tono della pellicola appare da subito leggermente più scanzonato del precedente film ma comunque con la giusta dose di drammaticità e in linea con il DC Extended Universe. Bruce Wayne collabora con Diana Prince, ancora privi di Superman (non faccio spoiler), per la ricerca degli altri metaumani sparsi sulla Terra. Viene alla luce una misteriosa minaccia da un’altra dimensione che era entrata in contatto con Lex Luthor quando questi si era intrufolato sulla carcassa dell’astronave kryptoniana del Generale Zod, per portare avanti i suoi folli piani. Bene, le premesse sono succulente e se ci mette lo zampino Geoff John siamo proprio a posto. La strada da qui a novembre 2017 è ancora lunga. Domanda: ma nella Justice League non dovrebbe esserci anche Lanterna Verde? Tempo al tempo.

Intanto, nel frattempo, la Warner Bros ha ufficializzato le proprie intenzioni su come intende costruire anno per anno il DC Extended Universe (o Cinematic Universe, che dir si voglia). Tutto questo tralasciando l’Universo DC televisivo, che come abbiamo detto fa storia parallela a se stante.

2018, The Flash e Aquaman giocano da soli.

Sarà la volta dei film a solo di The Flash e Aquaman. Protagonisti appunto Ezra Miller e Jason Momoa, rispettivamente. Le origini della super-velocità di Flash, il laboratorio chimico, le sostanze elettrificate dall’irruzione improvvisa di un fulmine e il loro rovesciamento addosso a Barry Allen. Verrà trattato lo spirito della super-velocità? Staremo a vedere. Per quanto riguarda Aquaman, anche per lui si andrà alle origini e al Regno di Atlantide. A questo punto si spera ricalcando la trama delle già citate Cronache di Peter David.

2019, spazio ad un outsider.

A questo punto nel DC Extended Universe arriverà un outsider come accaduto per la Suicide Squad. La Warner rispolvera Shazam, in passato conosciuto come Capitan Marvel. Super-eroe di origini magiche, per un periodo di tempo è diventato famoso grazie alla omonima serie a cartoni animati. Il ragazzino Billy Batson incontra un misterioso mago che gli conferirà i poteri formati dalle iniziali del suo nome quando egli lo urlerà: la saggezza di Salomone, la forza di Hercules, la resistenza di Atlante, il potere di Zeus, il coraggio di Achille e la velocità di Mercurio. Un super-eroe che può rivaleggiare con Superman, in questo film dovrà affrontare la sua nemesi Black Adam, interpretato da Dwayne Johnson, alias The Rock.

Sarà interessante vedere come sarà trattato questo super-eroe, in quanto in passato ai tempi in cui era pubblicato dalla Fawcett (poi confluita nella DC Comics) era diventato quasi una macchietta che faceva concorrenza a Superman stesso, acquisendo egli stesso una family con tanto di super-sorella. Ricordiamo i simpatici ma dimenticabili anni ’50 e ’60 del secolo scorso, quando Superman e Superboy (le avventure in parallelo del Superman ragazzo a Smalville) erano circondati, oltre che dalla cugina Supergirl, da una pletora di super-pets quali Krypto il super-cane, Comet, il super-cavallo e così via (santo cielo c’era anche il super-scimpanzè, sì) e super-amici che in qualche maniera acquisivano super-poteri come i suoi (Lois Lane e Jimmy Olsen). OK, per fortuna i tempi sono cambiati.

Dopo il colpo di spugna di Crisis on Infinite Earths, nel 1985, ovvero multiversi scomparsi nell’antimateria fagocitante creata dall’Anti-Monitor, molti personaggi hanno acquisito tridimensionalità all’ennesima potenza. Uno di questi è proprio Black Adam, e l’interpretazione di The Rock è attesa al varco, sperando che non sarà una copia del Re Scorpione.

2019… punto di domanda.

Nel DC Extended Universe il film sulla Justice League inizialmente era stato progettato per essere diviso in due parti. Recentemente, però, Deborah Snyder ha dichiarato che non ci sarà una seconda parte e la pellicola sul super-gruppo sarà autoconclusiva. Rimane un buco nella timeline, in quanto questa data rimane confermata comunque per un altro film ancora senza titolo. Di sicuro, l’entrata a gambe tese di Geoff Johns sul DC Extended Universe ha cambiato molte carte in tavola e gli annunci precedenti sono stati rivisti. Che ben presto venga annunciata la pellicola incentrata sul nuovo Batman di Ben Affleck, questo è poco ma sicuro. Sceneggiatura, regia e co-produzione insieme a Geoff Johns e, naturalmente, interpretazione principale. Batman è un’icona ancora più conosciuta di Superman presso gli appassionati fumetti e soprattutto non. Sono sicuro che Johns e Affleck faranno un buon lavoro, e chissà se ci sarà Jared Leto nei panni del Joker o qualche altro cattivone. Fatto sta che se la seconda parte della Justice League è stata cancellata, questo significa soltanto che Zack Snyder avrà sempre meno voce in capitolo. Ovvero, grazie di tutto e amici come prima.

2020, entra in campo Cyborg.

Altri due film che metteranno insieme il mosaico del DC Extended Universe. Verrà approfondita la storia di Cyborg, super-eroe i cui innesti cibernetici lo rendono superiore in quanto a forza, vista e udito ed esteticamente molto vicino a un Terminator. A metà anni ’80, fumettisticamente ha fatto parte dei New Teen Titans di Wolfman e Perèz (sì, gli stessi di Crisi sulle Terre Infinite), quelli con Starfire, Raven e Changeling e nei quali Robin diventa Nightwing (quindi l’incarnazione che corrisponde al primo e unico Dick Grayson) mentre dopo i New 52, una delle tante rivoluzioni che hanno azzerato la timeline DC Comics, è entrato a far parte della nuova Justice League.

Victor Stone è uno sportivo che in seguito a un incidente perderà l’uso degli arti. Suo padre, scienziato luminare della cibernetica, per salvarlo e ridargli una vita per così dire effettua degli esperimenti segreti su di lui. Resterà da vedere fino a che punto e a che prezzo viene aiutato dalla Scatola Madre che si vede in Batman v Superman: Dawn of Justice. Le Mother Box sono oggetti senzienti costruiti dalla tecnologia avanzata dei Nuovi Dei. Vengono utilizzate per aprire i “boomdotti” e viaggiare in modo veloce senza alcuna spiegazione, ed è anche questo il bello della sospensione dell’incredulità, fino alla dimensione dei pianeti Nuova Genesi e… Apokolips.

Ecco: come siano in grado di costruire un corpo cibernetico attorno ai resti di Victor Stone, trasformandolo in Cyborg, non è dato sapere. Nell’universo fumettistico è fisicamente il padre che effettua tutti gli innesti robotici, senza nessun aiuto esterno. Rimane comunque un bel collegamento con le visioni che Bruce Wayne ha avuto in Batman v Superman: Dawn of Justice, in quanto lui vede in una specie di premonizione un futuro neanche tanto distopico nel quale volano parademoni, colonne di fuoco si alzano dal suolo in lontananza proprio come quelle di Apokolips, e una grande Omega è disegnata sulla sabbia. Succulenta anticipazione del super-nemico nel film della Justice League, anche se non si prospetta il grandissimo Darkseid ma lo zio Steppenwolf che si è già visto confabulare con Lex Luthor all’interno dell’astronave di Zod, nella versione Ultimate di Batman v Superman. Quindi, a conti fatti, Cyborg pare essere una creazione dei Nuovi Dei. Anche qui staremo a vedere rimanendo in attesa con l’acquolia in bocca.

2020, ultimo step (per ora).

Ultimo step, per il momento, del DC Extended Universe. Green Lantern del 2011, con Ryan “Deadpool” Reynolds, fu un flop commerciale. Per il DC Comics fan dovrebbe essere tuttavia un film non completamente da buttare, perlomeno nella ricostruzione del pianeta Oa e in quella dei nemici Hector Hammond e Sinestro (quest’ultimo fa un percorso pedissequo a quello dei comics, da istruttore di Hal Jordan a super-cattivo). È proprio il protagonista a essere deboluccio, e qui ricadiamo nella vexata quaestio della sdrammatizzazione facile e delle battutine dietro l’angolo, forse per la volontà di avvicinarsi alla Marvel.

La Warner mette un punto bello grosso sui possibili sviluppi di questa pellicola, alla luce della nuova timeline cinematografica, ed è come se non fosse mai esistito. Al termine di tutto il percorso, DC Entertainment inchioda sulla sua grande bacheca del DC Extended Universe il tassello intitolato Green Lantern Corps. E qui è d’obbligo un altro: BOOM!.

Quel titolo non significa soltanto il Green Lantern che tutti sanno esistere nella continuity fumettistica o nell’immaginario popolare, quello terrestre, che poi sia l’incarnazione di Hal Jordan, John Stewart, Guy Gardner, Kyle Rayner o il recente Simon Baz, un teppistello arabo, non ha importanzaQUEL titolo, con il Corps alla fine, significa un film corale su tutto il Corpo di Polizia Spaziale rappresentato dalle Lanterne Verdi di tutti i settori alieni più importanti, e qualcosa si è intravisto già nel vituperato film con Reynolds. Se la cosa verrà gestita nella maniera giusta, significa che potremmo vedere su schermo, che so io, la ribellione degli androidi Manhunter o, ancora meglio, l’ascesa di Parallax (si prega di andare a studiare gli argomenti citati, soprattutto la meravigliosa run di Emerald Twilight). Significa che l’Universo, dal punto di vista dei Guardiani dell’Universo, i nanerottoli blu immortali del pianeta Oa che hanno fondato il Corpo delle Lanterne Verdi, è suddiviso in 3600 settori e ogni settore è controllato due Lanterne Verdi.

Significa che le possibilità narrative sono praticamente infinite, e questo sia per gli amanti dei comics che per gli appassionati fantascienza, perché Green Lantern è il super-eroe più fantascientifico del DC Universe e con le sue avventure spaziali talvolta crea degli enormi affreschi che sono pura space-opera. E anche qui staremo a vedere come tutto questo andrà a incastrarsi invece nel grande affresco del nuovo DC Extended Universe.

2020, Heaven or Hell

Carne al fuoco ce n’è tanta, rimane soltanto l’attesa per mangiarla e gustarla sperando che venga cotta bene da Snyder, Johns e compagnia sceneggiatrice e regista. Se ci aggiungiamo che sono stati annunciati anche film sul killer spaziale che risponde al nome di Lobo, una scheggia più che impazzita nella continuity DC, un alieno del pianeta Czarnia che quando era un ragazzo ha ucciso tutti gli abitanti del suo mondo; un altro su Booster Gold, un viaggiatore del tempo che insieme a Blue Beetle creò una splendida coppia di super-eroi sbruffoni e un po’ imbranati nella famosissima run di Giffen-DeMatteis sulla Justice League International alla fine degli anni Ottanta-inizio anni Novanta; e uno spin-off su Harley Quinn, tra i protagonisti dI Suicide Squad; più altri due film ancora senza titolo, c’è proprio da sperare che questo menù ricco di leccornie non risulti avariato ancor prima di cominciare e soprattutto che non venga creata confusione

In definitiva il DC Extended Universe potrebbe essere davvero il paradiso per il fan boy DC Comics che ama le storie ben strutturate e senza troppi lazzi. O il suo inferno…

Tags:

Contattaci

Non ci siamo in questo momento. Mandaci una e-mail e ti risponderemo al più presto.

Sending

© 2009 - 2017 Associazione Culturale Sugarpulp

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

Create Account