Death Metal

Death metal è un romanzo che picchia duro. Tito Faraci firma un horror cruento e spietato, pieno di colpi bassi, sulla scia di Stephen King e della migliore tradizione slasher

Death MetalTitolo: Death Metal
Autore: Tito Faraci
Editore: Piemme
PP: 294
Prezzo: euro 15,50 cartaceo, euro 6.99 ebook

Facciamo un bel giochino. Io vi butto giù una mezza idea di plot e voi mi dite che cosa vi viene in mente.

Dunque: alcuni ragazzi si smarriscono nel bel mezzo del nulla per scoprire che gli abitanti del luogo sperduto, in cui sono finiti, sono pronti a far loro la pelle.

Vi ricorda qualcosa, vero? Lo immaginavo.

E’ questo infatti uno tra gli spunti più ricorrenti di quel glorioso filone horror conosciuto come slasher, nato negli anni ’70 e giunto sino ai giorni nostri. Da Non aprite quella porta (1974), pellicola capostipite di Tobe Hooper, passando per il sadismo voyeuristico di Hostel (2005) e oltre, gli esiti si sono fatti sempre più altalenanti, talvolta imbarazzanti, riservando però alcune piacevoli sorprese (vedere alla voce Rob Zombie).

Death Metal è un perfetto slasher su carta, contaminato, letterariamente parlando, da echi di Stephen King, Clive Barker e Dean Koontz, tanto per citare qualche sconosciuto. Una vera e propria discesa negli inferi capace di trascinare il lettore in territori che, purtroppo, nel nostro paese, risultano poco o per nulla battuti.

Tito Faraci, che va ricordato è uno tra i più brillanti sceneggiatori nostrani (Dylan Dog, Tex, Diabolik, Topolino etc…), è tra i pochi autori, in Italia, ad avere il coraggio di scrivere robe davvero cattive. Sì, perché Death Metal non è di certo una lettura per cuori deboli. Prima di iniziarlo è necessario allacciare le cinture e prepararsi psicologicamente a quasi trecento pagine di succulento delirio sanguinario.

Non ci si ferma dinnanzi a nulla. E, proprio come spesso capita davanti ad un film horror, avrete voglia di girarvi dall’altra parte o di chiudere gli occhi. Ma non potrete, perché la storia è trascinante, il ritmo frenetico, l’azione praticamente continua.

L’autore si muove in territori già battuti, ma lo fa in maniera inedita e personale. Innanzitutto ambienta in Italia, per la precisione nel nebbioso Oltrepò pavese, una storia degna di Wes Craven. Come se non bastasse sceglie per protagonisti una band di giovani metallari, che si trasformano presto nelle appetitose prede di un branco da pazzi scatenati, dediti a culti ben poco convenzionali.

Ma Death metal non è soltanto un horror egregiamente orchestrato. E’ anche, o forse soprattutto, un romanzo di formazione, nel quale il passaggio dall’adolescenza all’età adulta è segnato da una scia interminabile di sangue. Morte, amicizia, amore, vendetta, sono le tematiche forti che emergono tra le righe e Faraci si rivela abile nel conferire, con alcuni tocchi da maestro, spessore e profondità alla vicenda narrata.

Il metal è un altro elemento portante delle storia, così come quell’aura di comunità che lega tutti gli adepti del genere musicale più duro per antonomasia. La passione dell’autore traspare cristallina nelle numerose citazioni e nella conoscenza, quasi enciclopedica, delle band che ne hanno tracciato la storia. Una colonna sonora tostissima, che accompagna il lettore dalla prima all’ultima pagina.

Insomma, serve altro per convincervi a leggerlo? In giro, di romanzi così, ce ne sono ben pochi.

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