I delitti della laguna, la recensione

I delitti della laguna di Letizia Triches, recensione

I delitti della laguna di Letizia Triches, la recensione di Federica Belleri per Sugarpulp Magazine.

I delitti della laguna di Letizia Triches, recensioneTitolo: I delitti della laguna
Autore: Letizia Triches
Editore: Newton & Compton
PP: 352

Venezia, 1990. Otis è afroamericano e suona il blues. Questa città lo ha catturato ormai da molti anni. C’è ancora spazio per lui? Si esibisce in un locale con la sua band. Sguardo magnetico, fisico tonico, appassionato dalle figure femminili rappresentate nell’arte. Il suo corpo, in una posizione particolare, viene ritrovato nel suo appartamento. Addosso ha ancora gli abiti di scena e sul viso una tipica maschera veneziana. Da questo momento il vaso di Pandora viene scoperchiato.

Venezia comincia a mostrare colori particolari fra sestrieri, palazzi, porte d’acqua e piccole piazze nascoste agli occhi dei turisti. Le ombre che cela portano a falsi d’autore e a due famiglie, i Volpato e i Favero, in discordia per questioni di eredità. Ci fanno conoscere un ragazzo con genitori anaffettivi e la sua capacità di riscattarsi grazie alla musica. È tutto qui? Lo scoprirà presto il commissario Chantal Chiusano, trasferitasi a Venezia da Napoli, dopo la morte del marito.

Donna precisa e attenta osservatrice, ma facile a cedere all’istinto. L’aiuterà in questo percorso Giuliano Neri, restauratore fiorentino, che a Venezia ritroverà una persona speciale e si occuperà del restauro di un’intera collezione di quadri a tema erotico. Cosa si nasconde fra le calli, dentro ai palazzi del Settecento, nei giardini e nei negozi di souvenir? Quale mistero porta la mediocrità a scoppiare in modo feroce?

I delitti della Laguna. Venezia e le sue isole, tra l’allarme per l’acqua alta e chi osserva dalla finestra di fronte; tra le bugie non rivelate e la paura di affrontare il disagio.

Si cerca, fra i canali, di scoprire la verità. Si tagliano rovi che feriscono con le loro spine. Ci si spinge là dove la professione medica non consentirebbe. Si spulcia negli archivi del rancore, alla ricerca della soluzione. Le corde che legano le barche al molo lentamente si sciolgono, lasciando libera la consapevolezza di poter percorrere l’intera Laguna, fino ai luoghi meno conosciuti e abbandonati. Tradimento, gelosia e protezione ossessiva, sono un cocktail micidiale. Buona lettura.

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