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Disney+, la prima impressione

Disney+, la prima impressione

Disney+, la prima impressione del nostro Massimo Zammataro del nuovo canale streaming che ha debuttato in Italia il 24 marzo.

Ok, il canale streaming a pagamento Disney+ è finalmente arrivato anche da noi, preceduto da una campagna quasi ossessionante per la sua produzione originale The Mandalorian (telefilm che, per chi ancora non lo sapesse, è l’ennesimo spin-off di Guerre Stellari).

Nulla dirò su questa serie che ancora non ho visto, tuttavia mi sia lecito fare una prima considerazione sul nuovo canale del topo più famoso del mondo.

Il catalogo

Ho preso visione di tutto il catalogo offerto (tra film, serie, documentari) diviso in 5 macro aree tematiche principali: Disney, Marvel, Pixar, Star Wars, National Geografic; tutta roba di cui è proprietaria esclusiva l’aziendona di Burbank.

Bene, già dalla home page ho storto il naso: possibile che ci sia solo quella roba lì?

Sì, è possibile. Infatti, esplorando più a fondo le singole succitate aree ci si accorge che, oltre all’ipertrofica offerta Marvel e Star Wars (probabilmente la ghiotta esca per i nuovi utenti) tra film e serie live action e animate, il resto è composto di parte della più recente sconfinata produzione Disney: cartoni animati, film per famiglie e serie tv per bambini o teenagers cerebrolesi.

Tra i classici, non mi pare di aver visto gran che. Nemmeno tra i documentari.

Avete già capito dove voglio andare a parare. Disney è sempre stata simbolo di certi classici valori edificanti (salvo ultimamente di aver sposato e imposto il pensiero unico dominante del politicamente corretto a tutti i costi) per bambini e famiglie, orientando di conseguenza la propria produzione. Va bene così: sono cresciuto con i film e i cartoni Disney, posso dire di averli visti tutti al cinema, e tra i recenti più di qualche Pixar è di mio gusto.

E gli adulti?

Tuttavia, credo che la stessa Disney rappresenti forse un terzo della produzione cinematografica (statunitense? Mondiale? Ditemelo voi che amate le infografiche), e possa permettersi un catalogo molto più variegato, un’offerta anche per i papà e le mamme che si siano stancati di vedere H24 Frozen e robe simili.

Insomma, ‘sto Disney+ sembra un po’ una sòla. Al momento, diciamo che con il suo ricco corredo è senza dubbio prevalentemente orientato ai bimbi e ai preadolescenti, ai talebani ultraortodossi di Guerre Stellari (che si faranno aumentare i calli alle mani nelle lunghissime maratone filologiche di film e spin-off disquisendo di canoni e colori delle lightsaber) e ai fan dei supereroi Marvel.

Altro non c’è. Si spera in un forte ampliamento dell’offerta.

Per il momento, lo pagherei? No, per i miei gusti cinematografici non regalerei 70 euro all’anno a una piattaforma la cui offerta è quasi monotematica e monotarghettizzata. Trovo più offerte su Prime o Netflix.

Lo consiglierei? Solo a genitori con tendenze suicide.

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