Doctor Who, un Dottore per guarire i mali dell’Universo – Parte 2 di 3

Seconda parte della retrospettiva dedicata al mitico Doctor Who, il dottore per eccellenza della fantascienza tv, a cura di Daniele Cutali

Il primo articolo di Daniele Cutali dedicato al Doctor Who: Doctor Who, un Dottore per guarire i mali dell’Universo – Parte 1 di 3

È Russell T. Davies lo showrunner che prende le redini della serie nei tempi moderni, una bella responsabilità per uno show di fantascienza che è entrato di prepotenza nella storia della televisione britannica e mondiale.

Questa volta è quella buona: è un boom e torna il successo. Si focalizza sui gusti attuali del pubblico, è un Dottore moderno e allo stesso tempo retrò, un po’ kitsch e assolutamente british come le serie degli anni ’80, ma che guarda apertamente alla globalità del mondo attuale. Effetti speciali non da oscar ma all’altezza delle nuove tecnologie televisive e che fanno il loro porco lavoro; fantascienza che tratta paradossi temporali, difficoltà sociali e spaccati di un Regno Unito che attraverso le invasioni aliene ci racconta le difficoltà del quotidiano.

Doctor Who, un Dottore per guarire i mali dell'Universo - Parte 2 di 3 - Christopher Eccleston

Viaggi nel lontanissimo futuro e nel lontanissimo passato attraversando epoche storiche che vanno dall’antica Roma, al Settecento, all’Ottocento e primi del Novecento. Nemici storici che finalmente ritornano come i Dalek, arcinemesi del Dottore nelle Guerre Temporali che assomigliano a fustini di detersivo vaganti ma molto piu’ letali; i Cybermen, uomini cibernetici precursori dei borg di Star Trek; altri nuovi e terribili mostri, come gli Angeli Piangenti, statue uguali in tutto e per tutto a quelle del cimitero di Highgate ma che in realtà sono una razza aliena che pare immobile ma appena vengono chiusi gli occhi sono pronte a ghermire l’energia vitale e emporale degli esseri umani.

Insomma, nulla di nuovo ma tutto nuovo. Una verve senza precedenti che fa balzare la nuova serie del Doctor Who in testa a tutte le classifiche di rating televisivo.

Ad aprire il nuovo corso è Christopher Eccleston, che in seguito vedremo nei panni di un uomo con poteri di invisibilità in Heroes e di Malekith, elfo oscuro nemico giurato del Dio del Tuono in Thor: The Dark World. Un dottore con una giacca lunga in pelle nera e le orecchie un po’ troppo a sventola, ma simpatico, socievole e pazzerello. Nulla però della sana follia che vedremo più avanti.

In questa versione attuale del Doctor Who viene dato più risalto alle compagne dell’alieno di Gallifrey, ragazze o donne umane che lo seguono nelle sue strampalate avventure e che il più delle volte gli salvano il didietro. In precedenza, le compagne d’avventura del Dottore erano trattate come semplici comprimarie (Sarah Jane Smith/Elisabeth Sladen a parte, la compagna del quarto Dottore, Tom Baker).

Doctor Who, un Dottore per guarire i mali dell'Universo - Parte 2 di 3 - David Tennant

I loro personaggi ora vengono portati a un livello paritario, tanto che entrano addirittura a far parte della trama come causa primaria di quello che accade al Dottore. Billie Piper interpreta Rose Tyler, una ragazza inglese un po’ bruttina, a dir la verità, e commessa di un supermercato che assurge al ruolo finale di deux ex-machina, attraversando le tre serie che la vedono come co-protagonista. Dalle stalle alle stelle, in modo letterale.

L’era di David Tennant

Dopo Eccleston, che dura soltanto una serie (badate bene “serie” e non “stagione”, nel Regno Unito è così), Billie Piper accompagna il mitico David Tennant, già visto in Harry Potter e il Calice di Fuoco nel ruolo del folle Bartholomew Crouch Jr. In men che non si dica Tennant diventa il favorito degli appassionati, con i suoi occhiali da miope, la giacca e i pantaloni un po’ troppo stretti e le scarpe da ginnastica. Tennant è folle quanto basta e allo stesso tempo geniale. Be’ non folle omicida come Crouch Jr. ovvio.

La Piper, tra il Lupo Cattivo (Bad Wolf), invasioni Dalek e Cybermen tutte assieme in una dimensione parallela, scompare in quest’ultima. La sostituisce la prima companion di colore, Freema Agyeman ovvero Martha Jones, di sicuro più carina di Billie Piper ma meno carismatica. Incontra il Dottore sulla Luna, dove l’ospedale in cui lavora viene trasportato di brutto dai Judoon, sorta di poliziotti alieni a forma di facocero.

Doctor Who, un Dottore per guarire i mali dell'Universo - Parte 2 di 3 - Freema - Agyeman

Anche per queste cose il kitsch e lo humor britannico permeano lo show del Dottore. Tennant è il più duraturo di questo nuovo corso (mai come Tom Baker, però) mentre alla fine la Agyeman rimane sulla Terra con la famiglia. Nuova companion in arrivo quindi, complice un matrimonio che finirà male ancora prima di cominciare.

Catherine Tate, cioè Donna Noble, la più rompicoglioni mai vista tra le compagne d’avventura del Dottore, arriva sulla scena mentre è in procinto di sposarsi. È completamente affascinata dal Dottore, come tutte quelle che l’hanno preceduta (come fa una donna a non essere affascinata da un personaggio così?), e scopre poco prima di inginocchiarsi all’altare che il suo futuro marito è un emissario di una razza aliena aracnoide. Soltanto per scoprire poi che l’uomo che l’ha salvata non è un uomo ma un alieno con due cuori di quasi mille anni, che viaggia nel tempo e nello spazio con una cabina telefonica blu. Un figo da paura ma sempre un alieno. Tutto un dire.

Donna Noble fa la sua comparsa in uno degli speciali natalizi che di solito dividono in due le serie di puntate del Dottore: Ottobre-Dicembre, Speciale di Natale, Febbraio-Aprile. Capitolo a parte meriterebbero questi speciali, nei quali vengono approfondite tematiche più caratteristiche, sociali o meno, con richiami e citazioni anche a storie classiche tipicamente britanniche (come A Christmas Carol di Dickens o The Lion, The Witch and the Wardrobe di C.S. Lewis da The Chronicles of Narnia) e dove il Natale è al centro della narrazione.

Doctor Who, un Dottore per guarire i mali dell'Universo - Parte 2 di 3 - John Simm

Addirittura quella che sarebbe dovuta essere la quinta serie di questa nuova era del Dottore, è composta soltanto da Speciali: film di un’ora trasmessi ogni tre mesi circa, in quanto Tennant è impegnato a teatro e non può dedicarsi allo show. Sarà anche il commiato di Tennant, dopo un’estenuante lotta con l’ultimo Signore del Tempo rimasto oltre a lui: il Maestro (The Master in inglese, che non c’entra nulla), sua grandissima nemesi interpretata da un magistrale (pun intended!) John Simm, già grandissimo in Life on Mars.

Appuntamento a lunedì 24 novembre per la terza e ultima parte della retropsettiva dedicata a Doctor Who di Daniele Cutali

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