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Dom Hemingway, la recensione

Dom Hemingway è un clamoroso flop. Un Jude Law in versione badass non salva una pellicola senza capo né coda.

Sono sincero, Dom Hemingway è uno dei film più sconclusionati che mi sia capitato di vedere negli ultimi tempi. Sin dall’inizio (ahimé ingannevole) è ben chiara l’impronta che il regista americano Richard Shepard vorrebbe dare alla pellicola.

Dom Hemingway, la recensione

La direzione è indubbiamente quella della black-crime-comedy stile primo Guy Ritchie, tra malviventi scalcinati, situazioni grottesche e sequenze ad effetto.

La via, però, viene ben presto smarrita e Shepard sbanda fragorosamente a causa di una sceneggiatura imbarazzante, di una trama che non decolla mai e di una serie di dialoghi del tutto assurdi. La cosa peggiore non è tentare di scopiazzare Ritchie, ma scopiazzarlo così male da lasciare basito anche lo spettatore meno pretenzioso.

La performance di Jude Law, mai così sbracato, non vale di certo il prezzo del biglietto. L’attore inglese ce la mette tutta ma, dopo una ventina di minuti, l’inconsistenza dello storia ha la meglio sulle sue smorfie e battutacce.

Dom Hemingway, la recensione

Peccato, perché il personaggio di Dom Hemingway, scassinatore professionista, scarcerato dopo dodici lunghi anni di carcere, avrebbe meritato una sorte migliore. Dom è un uomo incazzato col mondo intero, alcolista, sregolato, violento, una mina vagante pronta ad esplodere in qualsiasi momento.

Le uniche due cose cui sembra essere interessato sono: A) avere una congrua ricompensa dal suo boss, del quale, durante la prigionia, non ha mai rivelato il nome e B) recuperare il rapporto con la figlia abbandonata. Neanche a dirlo, in entrambi i casi, qualcosa andrà storto.

Dom Hemingway, la recensione

Purtroppo, quello che sembrava un buono spunto si perde in una recitazione troppo sopra le righe e in una serie di battute al limite del farsesco. Senza dimenticare una galleria di personaggi smaccatamente inverosimili e una svolta buonista ai limiti dell’incomprensibilità.

Shepard esagera dal primo all’ultimo minuto, quasi avesse paura di alzare il piede dall’acceleratore. Non sembra accorgersi però che, così facendo, ci si può anche schiantare.

Guarda la recensione di Dom Hemingway direttamente su Youtube.

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