Egitto, le 10 cose incomprensibili se alla guida c’è uno straniero

Se siete piloti provetti l’Egitto vi metterà alla prova

Tra il serio e il faceto i 10 motivi per i quali è veramente complessa la guida in Egitto. Se nelle località turistiche costiere molta educazione stradale è stata fatta il resto del paese ha ancora “molta strada da fare”. Le grandi città soffrono ancora di una certa anarchia, folcloristica ma pericolosa, che si evidenzia nei dati di mortalità della strada. Bisogna dire che a dispetto di tutti gli altri paesi africani, totalmente allo sbando, l’Egitto è il più avanzato in fatto di educazione e prevenzione, il numero dei morti annuali è comunque triplo rispetto alla vecchia Europa, quasi allineato ai “civilissimi” USA.

  1. Marciapiede, questo sconosciuto. Dovete sapere che usare il marciapiede in Egitto porta sfortuna, perlomeno è il primo pensiero di uno straniero. Una premessa è doverosa però, i marciapiedi per la maggior parte sono strutturati per accogliere tutto fuorché i pedoni. Aiuole, alberi, pali dell’illuminazione, spazzatura e cartelloni pubblicitari sono dei perfetti creatori di fratture ed escoriazioni, ecco spiegato l’arcano motivo del perché è meglio rischiare di essere investiti. Strisce pedonali non pervenute.
  2. L’aleatorio senso di marcia. Mentre l’europeo erroneamente utilizza la carreggiata secondo la segnaletica orizzontale e verticale, l’egiziano quasi mai lo fa. Contromano, senso vietato, divieto di accesso, sono tutte cose superflue nel deserto… have fun!
  3. Rotonda all’egiziana. Abbandonata la rotonda con precedenza a destra per la versione francese, cioè con precedenza per chi è già in rotonda, oggi tutti sanno che è di fatto lo standard mondiale. In Egitto hanno reinterpretato questo passaggio generazionale con un loro “stile personale” unendo le due tipologie, di fatto creando così un casuale approccio all’inserimento in rotonda. Di fatto ti “prendi” la precedenza. Non solo, l’inversione a U si fa percorrendo al contrario la rotonda stessa… death men walking!
  4. Trasporto, solo numeri dispari. Principalmente in moto o motorino si va da soli, in tre, cinque e a volte in sette. Comunque mai un numero coerente con la carta di circolazione. I pick-up possono contenere, termine appropriato, una decina di persone sorridenti e felici per la brezza che il cassone posteriore ha in dote come climatizzazione standard. Se invece l’auto è una normale berlina tre volumi? Perché non usare il bagagliaio? Infatti lo si usa per il trasporto di qualsiasi essere vivente, capre, cani, umani.
  5. Il clacson sarà il tuo credo. Non c’è molto da dire sull’utilizzo del clacson, si suona sempre. Certo, tu che sei straniero non comprendi a fondo le sfumature del suono, dei colpi ritmati o del cambio tonale ma forse neppure loro, l’importante è suonare.
  6. Le frecce? Solo emergenza, cioè sempre! Un mistero ai più. Rallentano e mettono le frecce d’emergenza, svoltano a destra e mettono le frecce d’emergenza, svoltano a sinistra e mettono le frecce d’emergenza, si bloccano di colpo… nulla. All’inizio pensavo che le auto non avessero il selettore delle frecce come in tutto il resto del mondo e invece c’è. Come ho detto un mistero.
  7. Sorpasso perché posso. Se parli con l’egiziano medio ti dirà che quando sei giovane devi correre, sei uomo! Dimostra tutta la tua virilità! Quando però hai passato la migliore età, cioè i quaranta, devi moderare il tuo “fuoco che arde” (traduzione letteraria ma significativa) e lasciare spazio. Comunque sia il correre senza un perché comporta una serie di ripercussioni nel traffico, alcune direi “olimpioniche” come lo “slalom gigante tra auto” o il “salto del dissuasore”. Il sorpasso avviene sempre a destra, forse un retaggio della dominazione inglese? Comunque si sorpassa anche a sinistra, meglio se contemporaneamente a chi passa a destra, double impact!
  8. Ho più luci verdi, rosse e blu di te. Lo definirei “tuning estetico da giostrai” o perlomeno un’inqualificabile aggiunta di luci, spot, neon d’ogni colore in ogni dove. Sottoscocca, freni, cerchioni auto e copricatena per le moto sono l’impero della luce policroma, intermittenti e a volte con accensioni e spegnimenti controllati da improbabili centraline più adatte alla disco anni 70.
  9. Sono figlio delle stelle a fari spenti nella notte. Tante luci ma i fari accesi mai, solo qualche lampeggiamento di saluto. Dicono di vedere meglio senza fari, mah… Ricordate di guidare solo se strettamente necessario dopo il calar delle tenebre, facile trovarsi un autobus in contromano, no way!
  10. Cammelli e asini sono meglio dei tuoi cavalli! In verità in Egitto non ci sono cammelli ma dromedari, comunque sia li troverete a viaggiare con voi automobilisti, giusto per non sentirsi soli in questo infinito deserto. Non mancheranno neppure carretti trainati da asini e se uscite un po’dal centro abitato i greggi di pecore, capre e zecche saranno amici inseparabili.

In conclusione posso affermare, senza ombra di dubbio, che l’Egitto ha incredibilmente continuato la sua lotta quotidiana alle difficoltà pur passando per due rivoluzioni e una crisi economica mai vista. Il lavoro sulla sicurezza stradale e in generale del territorio è continua sia da parte delle forze di polizia che militari, assicurando e rassicurando chi vi lavora e il turista occasionale.

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