Erskine Caldwell

Erskine Caldwell

Erskine CaldwellErskine Preston Caldwell nasce nella contea di Coweta in Georgia il 17 Dicembre del 1907 e passa a miglior vita nel 1987, in Arizona. Lo so, qualcuno potrebbe pensare: “E ‘sti cazzi?!”, ma Erskine Caldwell è uno di quegli autori che, con l’implacabilità di uno stile pulito e lineare, hanno saputo raccontare magistralmente gli aspetti più duri e grotteschi del sud degli Stati Uniti d’America.

Non per essere patologicamente esterofili, ma quando D’Annunzio pubblicava in Italia “Il compagno dagli occhi senza cigli” (1928) Caldwell aveva appena finito di scrivere The Georgia Cracker. Ora, massimo rispetto per il Vate (eh, ci mancherebbe altro!) che ritengo uno dei più importanti autori italiani del Novecento, ma è intuitivo capire che un movimento come Sugarpulp sia inscindibilmente attratto da quello stile netto, diretto e pulito, da uno scorrere fluido della narrazione… insomma da quelle caratteristiche che, da sempre, emergono con maggiore preminenza nel panorama letterario degli Usa.

“I libri si leggono a dovere e si intendono e si giudicano solo storicamente, cioè riportandoli alle condizioni in cui sorsero, agli avversari coi quali l’autore esplicitamente disputava, ai precedenti ideali e ai susseguenti dell’opera sua”, scriveva Benedetto Croce in “Avvertenza” a Labriola, La concezione materialistica della storia, Bari, 1953. Quindi oggi, noi parliamo di Caldwell!

Nel 1926, come si accennava, Caldwell scriveva i suoi primi componimenti che riusciva a pubblicare su piccole riviste locali. Riviste dalle risorse striminzite a bassa tiratura, ma che nonostante ciò ebbero una certa influenza nel panorama letterario americano di quegli anni. Fu proprio grazie ad una di queste riviste che le opere di Caldwell catturarono l’attenzione, tra gli altri, di Maxwell Perkins… esatto, lo stesso Tizio che pubblicava Hemingway, Fitzgerald, Wolfe e tanti altri per la newyorchese Scribner’s Sons.

Erskine CaldwellGrazie a Maxwell cominciano a uscire i primi lavori di una certa rilevanza scritti da Eskine, come “Savannah River Payday” o “Saturday Afternoon”. Storie che sono il perfetto esempio dell’abilità dell’Autore a miscelare comicità e humor ad una cifra grottesca dalla tragicità folgorante.

angelica, sarà stato perché trattava temi scomodi, chi può dirlo?, sta di fatto che Erskine Caldwell ai critici (e affini) stava proprio sul cazzo. Pensate che se quando uscì nel 1929 il libro “Il bastardo” ne furono sequestrate le copie e vietata la diffusione, nel 1933 quando venne pubblicato “Il piccolo campo”, la New York Literary Society si adoperò addirittura per farlo addirittura arrestare.

Comunque dai processi giudiziari che seguirono Caldwell ne uscì vincitore facendo valere le sue ragioni. Anche se questo non bastò ad estirpare le critiche taglienti di cui fu oggetto per tutta la sua carriera. Molti abitanti del Sud degli Stati uniti, gli abitanti di quelle terre che Caldwell raccontava, infatti, si sentirono traditi da lui e molti critici, anche importanti, lo attaccarono sulla scorta del sillogismo che se uno scrittore vende un sacco di copie deve per forza scrivere cazzate.
Nonostante fosse stato accusato di essere un Comunista (negli U.S.A. era una accusa piuttosto seria, pensate a tutta la questione della Commissione McCarthy che si scatenerà tra gli anni quaranta e cinquanta) e un corruttore morale, gli anni trenta per Caldwell furono prolifici, pubblicò alcune tra le sue opere maggiori, pensiamo a “La via del Tabacco”, “Il piccolo campo” e nel 1940 “Fermento di luglio”.

Con la morte del padre negli anni quaranta la creatività e la forza innovatrice di Caldwell sembrano subire una battuta d’arresto, pur mantenendo una elevata produttività (parliamo di circa un libro all’anno per tutti gli anni cinquanta).

Erskine CaldwellPoi arriva il dopoguerra e l’industria dei paperback decolla. Caldwell si vende meglio del pane. Un po’ per le copertine provocanti che hanno i suoi libri dove, vista l’epoca, una contadinella con gambe in mostra piazzata in copertina faceva presagire l’alto contenuto erotico del libro, un po’ perché scriveva delle storie al contempo divertenti e feroci nella loro schiettezza ed onestà. Insomma sia quel che sia, si stima che con le edizioni tascabili Caldwell fece circa duecentomila dollari solo con ciò che aveva scritto negli anni trenta.

Negli anni sessanta Erskine realizzerà anche delle opere di “nonfiction” come “Alla ricerca di Bisco (1965) e “Deep South” (1968). Sostanzialmente dei documentari di viaggi che l’autore compiva nei paesi del sud degli U.S.A. Egli scriveva e la moglie pro tempore, Virginia, fotografava. Documentari che trattavano delle arretrate condizione sociali degli stati del sud, trattavano di razzismo, trattavano di come la religione venisse usata per mantenere la discriminazione razziale di fatto, trattavano delle profonde ingiustizie sociali e delle condizioni di miseria dei lavoratori, della corruzione dilagante e dell’ignoranza diffusa. Tematiche certamente non nuove per Erskine Caldwell.
Chiaro perciò che tanta gente degli stati del sud, e molta “gente per bene” in tutti gli U.S.A., si sentì tradita da lui.

Prendiamo a tale proposito due tra i più celebri romanzi dell’Autore: “Fermento di Luglio” e “La via del tabacco”.

Quest’ultimo narra le vicende della famiglia Lester, una famiglia di mezzadri che si trova a fare i conti con la grande depressione. I personaggi che Caldwell mette in scena sono uno spaccato della più nera miseria, economica e morale. Ignoranza e miseria, miseria ed ignoranza animano un individualismo bieco ed ottuso che spinge ciascun personaggio sempre più a fondo nella spirale che porta l’individuo a privarsi della propria umanità. Tra incesti, un utilizzo strumentale della religione che è svilita quasi a livello di pura superstizione, si dipana una storia scandita da un ritmo episodico. I personaggi che incarnano le debolezze umane e i vizi, debolezze e vizi dettati da un’ignoranza che non dà scampo, ma agiscono saltellando sempre tra il comico e il grottesco in una danza ritmata che intrattiene il lettore in maniera sorprendente. Il vittimismo e l’inettitudine in cui i personaggi sguazzano sono dei ricami di genialità e colpi di scena che prendono letteralmente in contropiede le aspettative del lettore lasciandolo pietrificato. Come nel caso della morte di nonna Lester, investita sull’aia di casa e lasciata morire come un cane nella polvere. Oppure quando fa raccontare al giovane Lester, Dude, di come abbia investito con l’auto, su una stradina di campagna, un carro guidato da una persona di colore che, nell’urto, viene schiacciata dal carro e lasciata a morire. Così, come fosse nulla, con il giovane Dude che si lamenta del fatto che nell’urto si sia rovinata l’auto…agghiacciante.

William Faulkner di questo romanzo ha scritto: “La via del tabacco è quanto un uomo, qualsiasi uomo, dovrebbe chiedere alla vita di leggere. Non ha bisogno d’altro”.

Erskine CaldwellSe con “La via del tabacco” è messo in risalto il meccanismo, dato da miseria ed ignoranza, che impedisce lo sviluppo della persona umana in quanto tale nella società della grande depressione, e la questione razziale appare di sfuggita come una comparsa sulla scena; in “Fermento di luglio” i ruoli sembrano quasi invertirsi. “Fermento di luglio” è un romanzo la cui trama è imperniata su di un linciaggio.

Sonny Clark, un ragazzo di colore che lavora come bracciante nei campi, viene accusato di aver violentato Kety Barlow, figlia di Shep Barlow, un sociopatico manifesto e fittavolo di Bob Watson, grosso proprietario terriero locale. Il punto di vista e quello di Jeff Mc Curtain. Mc Curtain si destreggia bene tra l’ignavia e l’inettitudine, pur non essendo un personaggio assolutamente negativo, anzi, sia in modo concreto che ideale difenderà la categoria dei soggetti di colore, il suo scopo principale è “mantenere politicamente pulito” il linciaggio. Posto che in termini logici è una idiozia una frase del genere, essa dà la misura del personaggio. Mc Curtain è disposto a fare qualsiasi cosa pur di “lavarsi le mani” e non pronunciarsi su tale pratica punitiva barbara, né per evitarlo né per favorirlo, perché ricoprendo egli una carica elettiva, ha paura che qualsiasi cosa faccia gli si potrebbe ritorcere contro alle prossime elezioni. Jeff Mc Curtain, che dovrebbe far rispettare la legge (che proibisce i linciaggi) è disposto a non fare il proprio lavoro, a lasciare ammazzare un uomo, a lasciare ammazzare un innocente, per paura di rimetterci il posto di lavoro. Ma peggio ancora, per paura di essere stigmatizzato come “amico dei negri”.

Poi la storia è coinvolgente ed emozionante senza mai scivolare nel sentimentale, i personaggi sono costruiti magistralmente e non sono mai scontati o banali, e le contraddizioni della società schizzano fuori dalla pagina come una bustina di maionese sotto le ruote di un suv. Il tutto in un sud degli States dove l’afa è pesante, i campi di cotone abbondano e l’abbaiare lontano di un cane, oltre i cespugli macchiati di polvere, annuncia che è successo qualcosa di grosso.

In Italia si fa una fatica indegna per reperire i libri di Caldwell e questo è un vero peccato. Apprezziamo quindi, in maniera particolare, il fatto che Fazi Editore abbia scelto, da aprile 2011, di pubblicare un’edizione di “La via del tabacco” con la traduzione di Luca Briasco e una stupenda introduzione del grandissimo Joe R. Lansdale scritta appositamente per il mercato italiano.

Per chiudere quindi se non lo conoscete ancora Caldwell c’è solo una cosa che dovete fare: leggere i suoi splendidi libri!

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